Ambiente

Le sfere d’acqua commestibili che sostituiranno le bottigliette di plastica

Ooho

L’aspetto è quello di un piccolo palloncino trasparente. Una protesi per il seno in miniatura, si potrebbe quasi dire. Ma no, in questo caso non c’è alcun legame con la chirurgia estetica. La misteriosa sfera che va sotto il nome di Ooho! è in realtà un’aspirante sostituta delle comuni bottigliette d’acqua. Messa a punto dallo Skipping Rocks Lab, un team internazionale di ricercatori con base a Londra, è un concentrato di acqua avvolto in una membrana di alghe commestibili, pensato per ridurre al minimo l’inquinamento e gli sprechi dovuti agli imballaggi.

“Ooho! è un packaging sostenibile in alternativa alla plastica” si legge sul pagina di crowdfunding dell’azienda, che in questi tre anni di progetto ha già ottenuto donazioni per 800 mila sterline, oltre 940 mila euro. Le sfere in questione contengono al loro interno 250 ml di acqua e hanno un costo di produzione di pochi centesimi per ogni esemplare. Sono realizzate con una doppia membrana di alga di mare, incolore e – dicono – dal gusto particolarmente delicato, quasi impercettibile.

Ed è proprio questa la particolarità del prodotto.

Ognuno può infatti decidere se forare la propria Ooho! e limitarsi a berne il contenuto, gettando l’involucro al 100% biodegradabile; o, in alternativa, mettere tutto quanto in bocca, acqua e gelatina di alghe insieme. Lo Skipping Rocks Lab ha testato il prodotto negli utlimi 6 mesi in quel di Londra, tra eventi e iniziative pop-up, e ora pare aver firmato una prima licenza commerciale.
Pensando soprattutto a eventi sportivi come le maratone, in cui le sfere d’acqua potrebbero sostituire le varie bottigliette afferrate, spremute e abbandonate in strada. Il debutto ufficiale sul mercato potrebbe arrivare già nel 2018.

SUPERLUNA E BUFALE

Nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 novembre 2016 il nostro satellite è apparso più grande e luminoso che mai. L’ultima volta che si sono verificate queste condizioni è stato 68 anni fa e per vederne una più grande ancora dovremo attendere il 2034. Purtroppo però, come al solito, la stampa tende a esagerare. E allora si parla di colorazioni assurde della Luna e di dimensioni fuori dalla norma.

No, la Luna non è apparsa “Super”.

Il nome colorito della Luna trae origine dalla tradizione popolare e non ha nulla a che vedere con il colore del satellite. Un nome semplice da ricordare più legato a tradizioni popolari o magico religiose che a reali situazioni fisiche. Esempio: Gennaio: Luna del Lupo. Febbraio: Luna della neve. Marzo: Luna Tiepida. Aprile: Luna Rosa. e così via… (vedi voce wikipedia)

Il termine “superluna” si usa per indicare una coincidenza di una Luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. L’effetto è un aumento delle dimensioni apparenti della Luna visto dalla Terra. Ogni anno con una certa regolarità il nostro satellite si trova alla più breve distanza (di circa 50.000 Km rispetto all’apogeo) dalla Terra e contemporaneamente in Luna Piena. Ad occhio nudo, tuttavia, sarà difficile cogliere la differenza tra le dimensioni apparenti della Luna al perigeo (distante c.a 363 000 km) e all’apogeo (distante c.a 405 000 km), e dunque si tratta più di suggestione che altro… In questi giorni, poi, su diversi giornali avrete trovato diverse affermazioni sull’influenza che la Luna avrebbe sulle nostre vite.
Cosa c’è di vero? Proviamo a sfatare qualche leggenda.

LA LUNA PIENA INFLUSCE SULL’IMBOTTIGLIAMENTO DEL VINO Falso. Per dimostrarne l’insensatezza potete fare voi l’esperimento e imbottigliare un po’ di vino in un periodo e un altro po’ in un altro e controllare le differenze! Consiglio: non limitatevi a un esperimento. La legge dei grandi numeri in statistica afferma che il risultato che otterrete sarà tanto più affidabile quanto maggiori saranno le verifiche sperimentali.
LA LUNA INFLUISCE SULLE PIANTE E SULLA SEMINA Falso. Privo di fondamento scientifico. Si tratta di un mito che affonda le sue radici (è proprio il caso di dirlo) nel lontano passato, quando i contadini dovevano per forza affidarsi a cicli periodici semplici da ricordare. Oggi con l’idroponica, la coltura in serra e addirittura nello spazio queste credenze popolari non hanno più molto senso per “attecchire”.
TAGLIARE I CAPELLI IN LUNA CRESCENTE NE FAVORISCE LA CRESCITA Falso. L’attrazione lunare è troppo debole per avere effetto sulle nostre chiome e non c’è alcuna prova che possa influenzare eventuali cicli ormonali.
DURANTE LE NOTTI DI LUNA PIENA LA FERTILITÀ AUMENTA Falso. Parti e concepimenti si distribuiscono equamente nell’arco dell’intero ciclo lunare, come si può evincere dalle statistiche.
DURANTE LE NOTTI DI SUPERLUNA CI SONO PIÙ EPISODI DI AGGRESSIVITÀ E VIOLENZA Falso. Gli studi sono incoerenti e per ogni studio che lo afferma ne esiste uno che lo smentisce.
LA LUNA INFLUENZA LE TURBE MENTALI (DA CUI LA PAROLA “LUNATICO”) Falso. Le credenze che la Luna abbia un’influenza sulla psiche umana è diffusa. L’esempio popolare più conosciuto è quello dell’uomo lupo o lupo mannaro e il fenomeno della licantropia, mito di cui si è impadronito il folklore tramandando storie di uomini che si trasformavano in lupi nei giorni di Luna piena. Nella letteratura psichiatrica tuttavia, nessuno studio scientifico è mai riuscito a mettere in relazione le fasi lunari con i disturbi psichiatrici.
LA SUPERLUNA PUÒ SCATENARE TERREMOTI Falso. L’affermazione è priva di fondamento scientifico come tante altre falsità purtoppo molto attuali.
SINCRONIZZAZIONE TRA CICLO LUNARE E CICLO MESTRUALE Falso. Questa è una delle leggende più diffuse. Qualsiasi donna sa che non è così che funziona.
LA LUNA PUÒ INFLUENZARE LE NASCITE Falso. La scienza ribadisce l’assenza di evidenze statistiche che colleghino fasi lunari e nascite. Si tratta anche qui dunque di una credenza popolare.

(se voleteAPPROFONDIRE)

ASTRONOMIA VS. ASTROLOGIA

Hai già consultato il tuo oroscopo per il 2016?
Lo sapevi che se sei nato tra il 30 novembre e il 17 dicembre non sei del Sagittario ma del segno dell’Ofiuco, dal latino Ophiūchus, ovvero “colui che domina il serpente”?
Da dove deriva l’errore?
Finora per determinare il segno zodiacale si guardava la costellazione che si trova alle spalle del Sole, visto dalla Terra, nel giorno del proprio compleanno. Ma questo sistema, inventato alcuni millenni fa, non tiene conto, oltre che del movimento della terra intorno al sole, di un altro movimento, che avviene con una periodicità molto più lunga di quello che impiega la Terra a girare attorno al Sole. Ovvero quello dell’asse terrestre.
Ma questa è solo una delle curiosità che ci svelano nei loro filmati i Giovani Astrofili Milanesi. Il Canale Video dei Giovani Astrofili Milanesi è una finestra sul cosmo per chiunque si faccia delle domande sulla vita, l’universo e tutto quanto. Per comprendere i loro video non serve essere astrofisici, ma solo avere un pizzico di curiosità. Con loro imparerete come si studia la struttura dell’universo per emozionarvi ancora di più osservando un cielo stellato. Nelle “Cassate Astronomiche” sbugiardano le peggiori bufale dell’universo; nelle “Recensioni (Fanta)Scientifiche” commentano assieme le gaffe astronomiche dei migliori film di fantascienza; in “Universo e Musica” uniscono la musica con l’armonia della geometria cosmica. Sulla loro pagina Facebook potrete avere news sul cosmo e per essere invitati ai ritrovi in cui punterete con loro i telescopi verso pianeti, satelliti e galassie! Invitiamo anche a iscriversi al loro canale video per rimanere aggiornati ogni volta che ne pubblicheranno uno nuovo.

GLOSSARIO BREVE
Astronomo, astrofilo, astrologo.
Qualcuno potrebbe non sapere la differenza e anche sui giornali spesso si fa confusione tra i termini. Vediamo di fare chiarezza.

L’ASTRONOMIA È UNA SCIENZA CHE SI STUDIA ALL’UNIVERSITÀ
Un astronomo è un laureato in fisica (5 anni di studio all’Università più eventuale dottorato di ricerca) che si occupa dello studio dei corpi e dei fenomeni esterni all’atmosfera terrestre. Lo studio di discipline come fisica, matematica, fisica, geologia fanno parte dei suo settore di studi.
Un astrofilo (dal greco astèr, “stella”, e philos “amico”) è un appassionato di astronomia che possiede competenze di astronomia, ovvero scientifiche.

L’ASTROLOGIA È UNA CREDENZA PRIVA DI FONDAMENTO SCIENTIFICO
L’astrologia è un complesso di credenze e tradizioni, prive di fondamento scientifico, che ritiene che le posizioni e i movimenti dei corpi celesti rispetto alla Terra influiscano sugli eventi umani collettivi e individuali. Chi pratica l’astrologia è chiamato astrologo e la sua divinazione è chiamata oroscopo.

LA TERRA IN DIRETTA DALLO SPAZIO IN HD

Si chiama “High Definition Earth Viewing” ed è composto da 4 videocamere montate sulle strutture esterne della Stazione Spaziale Internazionale che riprendono continuamente la Terra, in alta definizione, trasmettendo in diretta le immagini sul web attraverso la piattaforma Ustream.
Al progetto hanno partecipato anche gli studenti delle scuole americane che, in collaborazione con la Nasa, hanno progettato alcuni dispositivi utilizzati nell’esperimento. Cosa curiosa è che le videocamere non sono particolarmente sofisticate ma normali modelli in commercio e sono montate sul modulo europeo Columbus, protette da un involucro che controlla pressione e temperatura: l’esperimento permetterà di studiare come si comportano strumenti di questo tipo per future missioni spaziali.
Per vedere le immagini in diretta collegatevi a: www.ustream.tv/channel/iss-hde
Se vedete tutto buio non preoccupatevi: la ISS potrebbe essere dalla parte della Terra non illuminata!
La ISS compie circa 16 orbite al giorno…quindi regolatevi!

1° NOVEMBRE… CAPODANNO

La data del 31 ottobre coincide con la festa di Halloween, ovvero Samhain, il Capodanno celtico e la vigilia della solennità di Ognissanti. Perchè tutte queste ricorrenze in una sola data?
Secondo la tradizione dei Celti (4°-3° sec. A.C.), un giorno finiva e quello successivo iniziava al calar della sera e non, come per noi succede, nel momento più buio della notte; quindi si potrebbe dire che al nostro 31 ottobre si sovrappone il 1° novembre. Nella stessa maniera le usanze stabilivano che l’anno terminasse dopo il raccolto e quando erano cadute le foglie e non con il solstizio d’inverno. Samhain, significa “la fine dell’estate”, momento in cui il ciclo vegetativo si chiude, per questo motivo coincide con la “festa della morte”. Fascino e mistero di vita.
Dunque il 1° novembre segna la fine di un anno agricolo e l’inizio dell’altro. Finita la stagione dei frutti, la terra che ha accolto i semi del frumento destinati a rinascere a primavera, entra nel periodo del letargo. Questo periodo di passaggio per le terre abitate dai Celti (Europa occidentale e Asia Minore) era il Capo d’anno. E le leggende raccontano di come in questi giorni i morti entrassero in comunicazione con i vivi in un generale rimescolamento cosmico.
Per cristianizzare tale festività, l’Episcopato franco istituì al 1° di novembre la festa di Ognissanti alla cui diffusione contribuì particolarmente Arcuino, l’autorevole consigliere di Carlo Magno. Ma già dalla seconda metà del II secolo in Oriente e del III secolo in Occidente, la Chiesa festeggiava ogni anno l’anniversario del “Dies Natalis” di ogni martire, ossia il giorno della sua rinascita al cielo, che coincideva con il giorno della sua morte terrena. E con il IV secolo in tante regioni, i Vescovi iniziarono ad onorare coloro che, pur essendo stati martirizzati, avevano dimostrato nella loro vita di essere testimoni del Cristo, ossia “confessori”. Questo termine, inizialmente applicato ai cristiani torturati per la loro fede e sfuggiti alla condanna, venne sostituito nel Medio Evo dalla parola santo, il “Sanctus” latino che voleva dire sacro, degno di rispetto religioso.
Il 1° novembre ha dunque cristianizzato il capodanno celtico, senza contraddirne lo spirito perché, se si paragonano i santi ai chicchi di grano, scesi nella stagione autunnale nella terra per rinascere come piante in primavera, si possono comprendere maggiormente le parole del Signore agli apostoli: “In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
E allora tutto questo ci porta ad affermare che novembre non è un mese triste.
Non è il mese degli scheletri e dei fantasmi.
E’ vero, le foglie che cadono, gli alberi spogli, il panorama malinconico, il pensiero dei defunti, invitano al raccoglimento e alla meditazione che tutto finisce.
Ma, dopo un meritato periodo di riposo, la terra comincia a rifiorire e con essa la vita, la gioia.
Mi viene da rovesciare il detto: Vita nuova…Anno nuovo, non zucche vuote e metteteci pure qualche dolcetto, ma senza scherzi.

LA CINA E’ VICINA!

Nei nostri boschi, un albero su cinque è un castagno.
Un rapporto spinto dai nostri avi che li coltivavano.
Il castagno procurava legna da ardere e per costruire, fogliame per il giaciglio degli animali, tannini per la concia delle pelli e, non da ultimo, le castagne.
Il suo ruolo nell’economia contadina fu così importante da aggiudicarsi il nome di «albero della vita» o «albero del pane».
Raggiunge l’apice della sua carriera attorno ai cento anni e può fornire circa 150 chili di castagne, un tempo pari al consumo annuo di una persona. Una parte del raccolto era usata fresca, bollita o bruciacchiata sul fuoco. Le prime mattine di freddo, nuvole di fumo si alzavano dalle casupole in sasso e tutti si affrettavano a portare le castagne a essiccare nelle ca’del fooc, delle piccole cascine in sasso, dove le castagne asciugavano al calore moderato e costante del fuoco per tre settimane. I frutti secchi si conservavano per mesi e con la farina si preparavano pane, focacce e qualche torta, il frutto intero era bollito e inzuppato nel latte.
Ora la vita dell’albero che ha contribuito a sfamare generazioni di contadini, è seriamente minacciata da un parassita, il cinipide del castagno, importato accidentalmente nel 2002 dalla Cina…(ma che bella la globalizzazione!!!).

ZUCCHE PER…BERE!

E’ ormai tempo di zucche…anche nei nostri campi appena fuori città, incontri questi frutti della terra dai colori e dalle forme più varie.

Così chiamata per via della sua forma molto simile a una bottiglia, una varietà particolare è la zucca  a fiasco.
Il frutto  lo si ritrova in questa stagione anche nei negozi, pur essendo la sua polpa meno saporita di quella della zucca classica. Quello che non sapevo era fino a che punto, un secolo fa, il frutto fosse legato al periodo della vendemmia.
Quando la bella forma prometteva una capienza da uno a tre litri, la zucca a fiasco era appesa in casa, sotto la cappa del camino, e lì abbandonata per tutto l’inverno. Dopo la lunga e lenta essicazione del periodo invernale, il frutto era pronto per essere lavorato: reciso il gambo, si praticava un piccolo foro dal quale si facevano fuoriuscire i semi, dopodiché se ne ripuliva scrupolosamente l’interno agitandovi a lungo e con energia una manciata di pallini da caccia. A operazione ultimata, la zucca finiva in ammollo nei tini dove, grazie al fermentare del mosto, perdeva il suo sapore in favore di un aroma ben più gradevole. Una volta applicato un turacciolo e una corda, la zucca da vino era pronta per essere riempita e portata tra i filari durante la vendemmia.

GIOCARE…ALL’OMBRA!!!

Quando fuori è troppo caldo e il sole picchia duro, cerco un locale fresco e mi do al sudoku.
Adoro questo giochetto: mi intriga la passione per tutto quello che suona un po’ folle come «il problema dei 36 ufficiali» del grande matematico svizzero Leonardo Eulero, considerato tra i padri, appunto, del sudoku.
Gli antenati della griglia che ha letteralmente spopolato negli ultimi anni, sono gli antichi quadrati magici.
La leggenda sulle loro origini narra di un pescatore che trovò sulla riva di un fiume una tartaruga sul cui dorso erano incisi dei segni geometrici; portata a corte la bestiola, i matematici del re interpretarono quei segni come un quadrato di numeri con somma costante 15 su ogni riga, colonna e diagonale. Uno schema di 9 numeri che venne battezzato Lo Shu.
Sì ma gli ufficiali? Dirà qualcuno. I graduati avanzano e chiedono al loro comandante: «è possibile disporre su un piazzale quadrato: 36 ufficiali, provenienti da 6 diversi reggimenti e aventi, in ognuno di essi, 6 gradi militari differenti, in 6 righe e in 6 colonne di 6 ufficiali ciascuna, in modo tale che in ogni riga e in ogni colonna ci sia un ufficiale di ogni reggimento e di ogni grado?»
Se il caldo continua e non vi permette di stare all’aria aperta, nel pomeggio pieno di sole, provate a risolverlo!

COTTURA A …SOLE!!!

Abbronzano e cuociono pure a puntino.
I raggi del sole sono una fonte d’ energia pronta per l’ uso non solo per il corpo ma anche per il palato e non mi rifersco alle temperature che raggiungono in estate i cofani delle auto; piuttosto ai forni solari che permettono di preparare piatti golosi sfruttando, come suggerisce il nome stesso, il calore del sole.
I sistemi per cucinare in questo modo sono sostanzialmente due: il primo fa capo a uno specchio parabolico che, concentrando la luce nel punto dove è posta la pentola, riesce a toccare i 200 gradi (roba che nelle migliori condizioni si può cuocere del riso per otto persone in una mezzoretta); il secondo, invece, sfrutta il calore che si genera in una scatola – costruita con diversi materiali come cartone e alluminio – quando resta esposta alla luce del Sole.
Una delle più famose in questo senso è il Kyoto box, invenzione con la quale Jon Bohmer vinse nel 2009 il primo premio del Financial Times Climate Change Challenge.
In ambo i casi, la natura presenta il suo conto: se la cottura con la parabolica vi chiede di spostare ogni venti minuti la vostra pentola, per quella in scatola ci può volere anche un’intera giornata perché i cibi siano pronti, ma che importa? Si ha il tempo per fare altro senza la paura che qualcosa bruci, no?!
LAURA MELLA