Ambiente

ASTRONOMIA VS. ASTROLOGIA

Hai già consultato il tuo oroscopo per il 2016?
Lo sapevi che se sei nato tra il 30 novembre e il 17 dicembre non sei del Sagittario ma del segno dell’Ofiuco, dal latino Ophiūchus, ovvero “colui che domina il serpente”?
Da dove deriva l’errore?
Finora per determinare il segno zodiacale si guardava la costellazione che si trova alle spalle del Sole, visto dalla Terra, nel giorno del proprio compleanno. Ma questo sistema, inventato alcuni millenni fa, non tiene conto, oltre che del movimento della terra intorno al sole, di un altro movimento, che avviene con una periodicità molto più lunga di quello che impiega la Terra a girare attorno al Sole. Ovvero quello dell’asse terrestre.
Ma questa è solo una delle curiosità che ci svelano nei loro filmati i Giovani Astrofili Milanesi. Il Canale Video dei Giovani Astrofili Milanesi è una finestra sul cosmo per chiunque si faccia delle domande sulla vita, l’universo e tutto quanto. Per comprendere i loro video non serve essere astrofisici, ma solo avere un pizzico di curiosità. Con loro imparerete come si studia la struttura dell’universo per emozionarvi ancora di più osservando un cielo stellato. Nelle “Cassate Astronomiche” sbugiardano le peggiori bufale dell’universo; nelle “Recensioni (Fanta)Scientifiche” commentano assieme le gaffe astronomiche dei migliori film di fantascienza; in “Universo e Musica” uniscono la musica con l’armonia della geometria cosmica. Sulla loro pagina Facebook potrete avere news sul cosmo e per essere invitati ai ritrovi in cui punterete con loro i telescopi verso pianeti, satelliti e galassie! Invitiamo anche a iscriversi al loro canale video per rimanere aggiornati ogni volta che ne pubblicheranno uno nuovo.

GLOSSARIO BREVE
Astronomo, astrofilo, astrologo.
Qualcuno potrebbe non sapere la differenza e anche sui giornali spesso si fa confusione tra i termini. Vediamo di fare chiarezza.

L’ASTRONOMIA È UNA SCIENZA CHE SI STUDIA ALL’UNIVERSITÀ
Un astronomo è un laureato in fisica (5 anni di studio all’Università più eventuale dottorato di ricerca) che si occupa dello studio dei corpi e dei fenomeni esterni all’atmosfera terrestre. Lo studio di discipline come fisica, matematica, fisica, geologia fanno parte dei suo settore di studi.
Un astrofilo (dal greco astèr, “stella”, e philos “amico”) è un appassionato di astronomia che possiede competenze di astronomia, ovvero scientifiche.

L’ASTROLOGIA È UNA CREDENZA PRIVA DI FONDAMENTO SCIENTIFICO
L’astrologia è un complesso di credenze e tradizioni, prive di fondamento scientifico, che ritiene che le posizioni e i movimenti dei corpi celesti rispetto alla Terra influiscano sugli eventi umani collettivi e individuali. Chi pratica l’astrologia è chiamato astrologo e la sua divinazione è chiamata oroscopo.

25 APRILE 1945 – MONTE OLIMPINO

Il 25 aprile 1945 al valico di Chiasso si ebbe la chiara sensazione di un’imminente partenza dei presidiatori tedeschi. La città era stata consegnata al Comitato di Liberazione e Milano era già stata occupata dai Partigiani.
Nella mattinata del 26 aprile 1945 anche tutti gli edifici statali della Regia Dogana internazionale alla stazione di Chiasso vennero occupati da funzionari badogliani, dipendenti della legazione italiana di Berna. Il trapasso delle consegne venne legalizzato dal Console d’Italia a Lugano, il quale già a Chiasso la mattina presto, si era messo in contatto con le autorità svizzere, informandole della legalizzazione e della rego- larizzazione del trapasso a cui intendeva sovraintendere.
Quando ormai si credeva tutto sistemato, ecco che inaspettatamente nel tardo pomeriggio del 27 aprile 1945 giunse a Pontechiasso una colonna di militari tedeschi armati di tutto punto con l’intenzione di passare in Svizzera. Nel frattempo altri militari tedeschi (ufficiali delle SS e militi della marina) si erano aggiunti, portando così a trecento il numero di chi cercava di entrare, anche con la forza. Le  Autorità svizzere avevano vietato l’entrata e le autorità militari avevano preso tutte le misure atte a far rispettare la decisione del Consiglio federale.
Verso la mezzanotte ebbe luogo una sparatoria fra gruppi di Tedeschi e Partigiani che li attaccavano. Alla una di notte a Monte Olimpino si udirono suonare le campane a festa e dalla regione di Como lo sparo a salve dei cannoni, che annunciavano l’arrivo delle avanguardie americane a Como. Il Comando militare svizzero intensificò le misure protettive e alle due di notte diede l’ordine di evacuare completamente la popolazione civile da tutta la zona compresa fra la dogana svizzera fin quasi all’altezza di Piazza Indipendenza. Frattanto piccoli gruppi di Tedeschi erano riusciti ad entrare in Svizzera dalla regione boschiva e chiedevano di potersi consegnare.
I Tedeschi al valico non intendevano consegnare le armi, né ai Partigiani, né agli Americani. Chiedevano di essere accettati in Svizzera ma il permesso non veniva concesso dalle autorità. Alle prime ore del 28 aprile 1945 giungeva a Chiasso il Col. Mario Martinoni, Comandante del reggimento fanteria ticinese 32, il quale si mise in comunicazione con Berna, ma il Consiglio federale si manteneva sulla decisione del blocco alla frontiera nei confronti di qualsiasi militare. Il Col. Martinoni, unitamente al Capitano Regli e al capo della Questura italiana, si recò quindi a Como a parlamentare con il Comando americano della Divisione blindata, giunta nella notte, e stazionato all’albergo Metropole Suisse. Venne deciso che una pattuglia americana sarebbe stata inviata a Pontechiasso a prendere in consegna i Tedeschi preventivamente disarmati dall’intervento del Col. Martinoni presso il Comando tedesco. La pattuglia americana avrebbe atteso a Monte Olimpino finché i Tedeschi non avessero deposto le armi. E così avvenne, grazie all’opera di convincimento del Col. Martinoni. Il carico di esplosivi con gli autocarri con più di 12 tonnellate di esplosivo e munizioni entrò in Svizzera e venne convogliato all’interno del Paese. Giunsero quindi una trentina di Americani comandati da un maggiore, che caricò le armi deposte e i tedeschi seguirono la autoblinde in direzione di Como.

Un mezzo corazzato degli alleati scorta i soldati tedeschi verso Como.Gli abitanti di Ponte Chiasso osservano. E’ il 28 aprile 1945
(Foto di Christian Schiefer).

OLIMPINOLEDA

C’è un piccolo paesino in Spagna che non sa cosa sia la crisi economica!
Si chiama Marinaleda ed è un piccolo centro con circa 3.000 abitanti che si trova poco distante da Siviglia.
Dal 1979 questo utopistico villaggio registra uno straordinario 0% di disoccupazione! Il fenomeno è dovuto al fatto che questo paese (che prima degli anni ’70 era decisamente povero e con un tasso di disoccupazione superiore al 30%) è diventato il centro di un esperimento sociale che sembra uscito da un libro di favole politiche, grazie al carisma e alla ferrea volontà del suo storico sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo.
Il villaggio si regge su un’economia agricola e su un sistema di cooperazione tra cittadini unico al mondo. E’ la perfetta ed entusiastica applicazione del socialismo puro. Il 70% della popolazione lavora la terra per 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana. La retribuzone è identica per tutti: 50 euro al giorno. Il rimanente 30% della gente lavora presso i negozi del luogo o nei servizi pubblici.
I prezzi dei servizi e degli affitti sono calmierati e uguali per tutti; 12 euro/mese per la mensa scolastica, 3 euro per tutta l’estate per la piscina pubblica, 15 euro di affitto per un appartamento di 90 mq, ecc…
E se vuoi costruirti una casa tua il sistema di welfare messo su negli anni permette ai cittadini di costruirsi una casa con un anticipo di 15 euro. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro. Nessun mutuo e nessun interesse da versare ad istituti di credito: il terreno e il progetto li mette il Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso e la quota mensile da versare per l’acquisto la decidono in assemblea gli stessi cittadini autocostruttori. L’attività principale di questa perla europea è la produzione e l’esportazione di peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva. Prodotti di ottima qualità che vengono lavorati, confezionati ed esportati in tutto il mondo.
L’attività politica del paese viene gestita a turno dai cittadini ed è praticamente senza paga in quanto la gestione del bene pubblico è considerata un servizio civile. Ogni tanto vengono istituite le cosiddette ”domeniche rosse” durante le quali i cittadini si impegnano a ripulire parchi, boschi e strade e a risistemare il patrimonio pubblico.
E’ interessante notare come nel resto dell’Andalusia, assoggettata al modello economico neo-liberista come tutto il resto d’Europa, il tasso di disoccupazione sia del 34% medio e del 63% tra i giovani e che si stia dilatando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri.
Ma un modello economico come quello di Marinaleda è esportabile in altre realtà, tipo la nostra per esempio?
Beh, nelle recenti elezioni europee il nostro Paese ha scelto quasi all’unanimità il mondello neo-liberista dei mercati europei, della finanza, delle banche e del malaffare generalizzato e questo la dice lunga sull’impossibilità oggettiva di venire a patti con il buon senso della popolazione.

SE VOLETE APPROFONDIRE: http://www.marinaleda.com/

LA TERRA IN DIRETTA DALLO SPAZIO IN HD

Si chiama “High Definition Earth Viewing” ed è composto da 4 videocamere montate sulle strutture esterne della Stazione Spaziale Internazionale che riprendono continuamente la Terra, in alta definizione, trasmettendo in diretta le immagini sul web attraverso la piattaforma Ustream.
Al progetto hanno partecipato anche gli studenti delle scuole americane che, in collaborazione con la Nasa, hanno progettato alcuni dispositivi utilizzati nell’esperimento. Cosa curiosa è che le videocamere non sono particolarmente sofisticate ma normali modelli in commercio e sono montate sul modulo europeo Columbus, protette da un involucro che controlla pressione e temperatura: l’esperimento permetterà di studiare come si comportano strumenti di questo tipo per future missioni spaziali.
Per vedere le immagini in diretta collegatevi a: www.ustream.tv/channel/iss-hde
Se vedete tutto buio non preoccupatevi: la ISS potrebbe essere dalla parte della Terra non illuminata!
La ISS compie circa 16 orbite al giorno…quindi regolatevi!

1° NOVEMBRE… CAPODANNO

La data del 31 ottobre coincide con la festa di Halloween, ovvero Samhain, il Capodanno celtico e la vigilia della solennità di Ognissanti. Perchè tutte queste ricorrenze in una sola data?
Secondo la tradizione dei Celti (4°-3° sec. A.C.), un giorno finiva e quello successivo iniziava al calar della sera e non, come per noi succede, nel momento più buio della notte; quindi si potrebbe dire che al nostro 31 ottobre si sovrappone il 1° novembre. Nella stessa maniera le usanze stabilivano che l’anno terminasse dopo il raccolto e quando erano cadute le foglie e non con il solstizio d’inverno. Samhain, significa “la fine dell’estate”, momento in cui il ciclo vegetativo si chiude, per questo motivo coincide con la “festa della morte”. Fascino e mistero di vita.
Dunque il 1° novembre segna la fine di un anno agricolo e l’inizio dell’altro. Finita la stagione dei frutti, la terra che ha accolto i semi del frumento destinati a rinascere a primavera, entra nel periodo del letargo. Questo periodo di passaggio per le terre abitate dai Celti (Europa occidentale e Asia Minore) era il Capo d’anno. E le leggende raccontano di come in questi giorni i morti entrassero in comunicazione con i vivi in un generale rimescolamento cosmico.
Per cristianizzare tale festività, l’Episcopato franco istituì al 1° di novembre la festa di Ognissanti alla cui diffusione contribuì particolarmente Arcuino, l’autorevole consigliere di Carlo Magno. Ma già dalla seconda metà del II secolo in Oriente e del III secolo in Occidente, la Chiesa festeggiava ogni anno l’anniversario del “Dies Natalis” di ogni martire, ossia il giorno della sua rinascita al cielo, che coincideva con il giorno della sua morte terrena. E con il IV secolo in tante regioni, i Vescovi iniziarono ad onorare coloro che, pur essendo stati martirizzati, avevano dimostrato nella loro vita di essere testimoni del Cristo, ossia “confessori”. Questo termine, inizialmente applicato ai cristiani torturati per la loro fede e sfuggiti alla condanna, venne sostituito nel Medio Evo dalla parola santo, il “Sanctus” latino che voleva dire sacro, degno di rispetto religioso.
Il 1° novembre ha dunque cristianizzato il capodanno celtico, senza contraddirne lo spirito perché, se si paragonano i santi ai chicchi di grano, scesi nella stagione autunnale nella terra per rinascere come piante in primavera, si possono comprendere maggiormente le parole del Signore agli apostoli: “In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
E allora tutto questo ci porta ad affermare che novembre non è un mese triste.
Non è il mese degli scheletri e dei fantasmi.
E’ vero, le foglie che cadono, gli alberi spogli, il panorama malinconico, il pensiero dei defunti, invitano al raccoglimento e alla meditazione che tutto finisce.
Ma, dopo un meritato periodo di riposo, la terra comincia a rifiorire e con essa la vita, la gioia.
Mi viene da rovesciare il detto: Vita nuova…Anno nuovo, non zucche vuote e metteteci pure qualche dolcetto, ma senza scherzi.

LA CINA E’ VICINA!

Nei nostri boschi, un albero su cinque è un castagno.
Un rapporto spinto dai nostri avi che li coltivavano.
Il castagno procurava legna da ardere e per costruire, fogliame per il giaciglio degli animali, tannini per la concia delle pelli e, non da ultimo, le castagne.
Il suo ruolo nell’economia contadina fu così importante da aggiudicarsi il nome di «albero della vita» o «albero del pane».
Raggiunge l’apice della sua carriera attorno ai cento anni e può fornire circa 150 chili di castagne, un tempo pari al consumo annuo di una persona. Una parte del raccolto era usata fresca, bollita o bruciacchiata sul fuoco. Le prime mattine di freddo, nuvole di fumo si alzavano dalle casupole in sasso e tutti si affrettavano a portare le castagne a essiccare nelle ca’del fooc, delle piccole cascine in sasso, dove le castagne asciugavano al calore moderato e costante del fuoco per tre settimane. I frutti secchi si conservavano per mesi e con la farina si preparavano pane, focacce e qualche torta, il frutto intero era bollito e inzuppato nel latte.
Ora la vita dell’albero che ha contribuito a sfamare generazioni di contadini, è seriamente minacciata da un parassita, il cinipide del castagno, importato accidentalmente nel 2002 dalla Cina…(ma che bella la globalizzazione!!!).

ZUCCHE PER…BERE!

E’ ormai tempo di zucche…anche nei nostri campi appena fuori città, incontri questi frutti della terra dai colori e dalle forme più varie.

Così chiamata per via della sua forma molto simile a una bottiglia, una varietà particolare è la zucca  a fiasco.
Il frutto  lo si ritrova in questa stagione anche nei negozi, pur essendo la sua polpa meno saporita di quella della zucca classica. Quello che non sapevo era fino a che punto, un secolo fa, il frutto fosse legato al periodo della vendemmia.
Quando la bella forma prometteva una capienza da uno a tre litri, la zucca a fiasco era appesa in casa, sotto la cappa del camino, e lì abbandonata per tutto l’inverno. Dopo la lunga e lenta essicazione del periodo invernale, il frutto era pronto per essere lavorato: reciso il gambo, si praticava un piccolo foro dal quale si facevano fuoriuscire i semi, dopodiché se ne ripuliva scrupolosamente l’interno agitandovi a lungo e con energia una manciata di pallini da caccia. A operazione ultimata, la zucca finiva in ammollo nei tini dove, grazie al fermentare del mosto, perdeva il suo sapore in favore di un aroma ben più gradevole. Una volta applicato un turacciolo e una corda, la zucca da vino era pronta per essere riempita e portata tra i filari durante la vendemmia.

GIOCARE…ALL’OMBRA!!!

Quando fuori è troppo caldo e il sole picchia duro, cerco un locale fresco e mi do al sudoku.
Adoro questo giochetto: mi intriga la passione per tutto quello che suona un po’ folle come «il problema dei 36 ufficiali» del grande matematico svizzero Leonardo Eulero, considerato tra i padri, appunto, del sudoku.
Gli antenati della griglia che ha letteralmente spopolato negli ultimi anni, sono gli antichi quadrati magici.
La leggenda sulle loro origini narra di un pescatore che trovò sulla riva di un fiume una tartaruga sul cui dorso erano incisi dei segni geometrici; portata a corte la bestiola, i matematici del re interpretarono quei segni come un quadrato di numeri con somma costante 15 su ogni riga, colonna e diagonale. Uno schema di 9 numeri che venne battezzato Lo Shu.
Sì ma gli ufficiali? Dirà qualcuno. I graduati avanzano e chiedono al loro comandante: «è possibile disporre su un piazzale quadrato: 36 ufficiali, provenienti da 6 diversi reggimenti e aventi, in ognuno di essi, 6 gradi militari differenti, in 6 righe e in 6 colonne di 6 ufficiali ciascuna, in modo tale che in ogni riga e in ogni colonna ci sia un ufficiale di ogni reggimento e di ogni grado?»
Se il caldo continua e non vi permette di stare all’aria aperta, nel pomeggio pieno di sole, provate a risolverlo!