Memorie

A ricordo di un grande attore e regista monteolimpinese

MEMORIA DA PAEES

In ‘sti cent’ann, o Mundrumpin, t’ee quasi
perduu la memoria da paees
cun lee a t’ee perduu ‘nca dàsi dàsi
i tò bei viit, i tò murùn, i scees:

la tera che cantava cun la geent
che nava in prucesiun in di tò gees,
viva e lusenta cumè un gran serpeent,
a ligà streec insema tanti imprees.

Cun lee a gh’è sparii la tua rusada,
l’arieta celestina, ul suu curtees,
la lunga primavera infiuchetada
da zuff de rebugnaach e da scirees.

Gh’è sparii i giooch di fioo adree i paiee,
ul bacan dal furmeent trebiaa in da l’era,
ul cantà di scigaad e di pulee,
i fiamàscur dal scèp traa in giir par tera.

Quel pudè, par i grand, cuntàla su,
la festa, in usteria o sul segraa;
quel cuur infularmaa dal dillaù,
par turnà a cà cuntent da vess stracaa.

Quela parola dida quand che tòca,
quela careza mai rivada in fuund,
e quel basin cunt tutt ul coor in boca,
butaa là svelt, ma che ‘l vareva un muund…

Ul ben mja faa dumà cun l’andà in gesa,
ma in dal pruveed par quj che gh’à bisogn;
quel cercà sempar da truvà un’intesa:
tutt ropp svanii, cumè fudessan sogn!

A Cardina anca ‘l laghett mò l’è sugaa…
La Cà de l’Amicizia l’è sarada:
inn pooch a regurdass che i Scapigliaa
pai lumbaard ànn faa lì da batistrada!

Se da su là mi guardi adess la fera
di straad tutt impregnaa da garavan,
cui cà ch’inn tutt faa su ‘na quei manera,
cui geent che sann pu nanca quel che fann,

rimpiangi i teemp e tutt i ropp ch’è moort
senza capì che a guardà indree gh’u toort.

BERNARDO MALACRIDA

Per chi non avesse dimestichezza con l’inglese…

La FONTANA di ROCKEFELLER

Questa fontana, ricca di una scultura elaborata, ha una storia lunga e travagliata. Conosciuta come la fontana di Rockefeller, dopo che il benefattore William Rockefeller (1841-1922) la ebbe donata a New York City, la fontana, che ora è un simbolo ufficiale di New York, è stata eretta una prima volta a Como in Italia.

Nel 1860, la città di Como cominciò a riempire parti del porto lungo il lago, non più usato per il traffico commerciale, per costruire Piazza Cavour progettata egualmente come luogo di svago per i turisti ed i residenti. La nuova piazza non ebbe un completo successo. Il relativo scopo originale non fu mai compiuto ed fu usata per lo più come campo militare di parata. Nel 1870, un commerciante milanese chiamato Sebastiano Mondolfo, residente in una villa in Borgovico e presidente della società di navigazione Lariana, offrì alla città 20.000 Lire per comprare una fontana monumentale del Palazzo Litta a Lainate, ed usarla per abbellire Piazza Cavour. I maggiorenti della città rifiutarono il programma originale, credendo che una rilocazione di una tal opera d’arte dal palazzo riservato all’aristocrazia ad uno spazio pubblico fosse inaccettabile. Pertanto Mondolfo usò la sua offerta nel 1872 per assumere uno scultore locale chiamato Biagio Catella per progettare una nuova fontana. In poco più di sei mesi, Catella, con una squadra di artigiani, completò la fontana scolpita in marmo bianco italiano e composta da una immagine centrale di un cigno circondato dalle creature del mare e dalla scultura ornamentale. Il 23 settembre 1872, la fontana fu attivata. Alimentata da un piccolo aquedotto da Monte Olimpino, la fontana svolse una funzione pratica per la comunità, fornendo l’acqua potabile.

Il risultato estetico fu argomento di dibattito acceso e perfino ridicolo. Alcuni “molto pudichi” osservatori ebbero da ridire sulle figure femminili nude delle naiadi per gli effetti negativi che avrebbero potuto avere sulle morali dei bambini in giovane età. Altri ritennero che il cigno assomigliasse più molto esattamente ad un’oca. Le creature del mare in generale furono percepite come linguaggio figurato non consono al lago d’acqua dolce adiacente. Quelli situati nelle più alte zone della città si dissero preoccupati che le acque necessarie per fare funzionare la fontana, avrebbero richiesto troppa pressione per i loro rifornimenti idrici. La Comunità si divise fra coloro che gradivano la fontana e coloro che si opponevano alla sua realizzazione (“gli anti-fontanisti”). A risolvere la controversia ci pensarono le acque del lago corrodendo le fondamenta del materiale di riporto già nel 1890. Una crisi dell’economia comunale lasciò la città senza le risorse per la riparazione e per il funzionamento e la fontana fu smantellata e messa in un deposito nel 1891. Nel 1899, un’esposizione e un fuoco disastroso appesantirono ulteriormente la situazione finanziaria della città e, nel tentativo d’alleviare il debito locale, il consiglio comunale autorizzò la vendita della fontana per 3.500 Lire (l’equivalente valutato allora di $637). Nel 1902, William Rockefeller comperò la fontana investendo altri $25.000 per portarla nella città di New-York, in cui fu installata al giardino zoologico del Bronx nel 1903. Successivamente, gli architetti Heins e La Farge progettarono una nuova sistemazione e, nel 1910, la fontana fu spostata verso la posizione attuale nel lato nord del giardino zoologico alla Astor Court. Nel 1968, la fontana è stata designata simbolo ufficiale di New York City ed è uno dei pochi monumenti locali che ha questo onore.

http://www.nycgovparks.org/parks/bronxpark/monuments/789