Mese: settembre 2017

COME STAI A “MEMORIA”?

Oggi “GOOGLE” compie 19 anni, ma è proprio il caso di festeggiare?

Ormai, qualsiasi informazione abbiamo bisogno di cercare, ci viene automatico andare su Google e digitare la parola di ricerca di nostro interesse. Questa sembra essere un’azione ovvia e semplicissima ma vi sono molti studiosi che sostengono che tale abitudine stia cambiando il modo in cui ragioniamo e memorizziamo!

In che modo Google sta cambiando il nostro modo di utilizzare la memoria? Tre esempi:

1. Se in passato, per ricavare le informazioni che ci servivano, avremmo avuto a disposizione solo un numero limitato di fonti [enciclopedie, libri, saggi, atlanti…], oggi abbiamo a nostra disposizione l’immensa mole di dati presenti in rete.

2. Se in passato avremmo trovato il modo di memorizzare le informazioni di nostro interesse, potenziando la nostra memoria visiva e la capacità di operare associazioni mentali tra concetti, oggi tendiamo invece a non memorizzare quasi più niente perché sappiamo che, al momento del bisogno, ci basterà consultare internet per trovare ciò che ci serve.

3. Se in passato avremmo cercato di memorizzare un’informazione che sapevamo che in seguito non sarebbe stata più disponibile, oggi invece tendiamo solo a ricordare il posto in cui l’abbiamo salvata.

La conseguenza positiva è sicuramente la disponibilità di un’enorme memoria transitoria, subito pronta all’utilizzo, mentre la conseguenza negativa è, appunto, l’instaurarsi di una dipendenza nei confronti di tali strumenti e un parallelo indebolimento della nostra memoria, senza contare il fatto che le prime “voci” che ci vengono proposte sono sicuramente “sponsorizzate”, quindi siamo anche, in qualche modo, condizionati.

A SCUOLA PIU’ TARDI?

Andare a scuola più tardi non solo fa guadagnare salute agli adolescenti, ma può anche influire positivamente sul Pil. Lo afferma uno studio della Rand Corporation (Research And Development – Istituto di ricerca non profit statunitense), che per gli Usa ha calcolato un guadagno di 87 miliardi di dollari in dieci anni spostando l’orario di ingresso alle 8.30.

I ricercatori hanno elaborato un modello a partire da stime precedenti secondo cui un’ora addizionale di sonno aumenta la probabilità di diplomarsi del 13,3%, e il tasso di frequenza all’università del 9,6%.

Ai vantaggi economici dovuti ai migliori lavori trovati da chi si è diplomato o laureato sono stati aggiunti quelli derivanti dai minori incidenti stradali. I dati sono stati poi applicati alle scuole e alle università negli Usa, di cui l’87% inizia prima delle 8.30.

Sull’altro piatto della bilancia sono stati considerati i maggiori costi per i trasporti e per le infrastrutture scolastiche derivanti dal diverso orario di apertura. Già dal secondo anno, scrivono gli autori, i benefici superano i costi, mentre dopo dieci anni i guadagni sono doppi rispetto alle spese e dopo 15 tripli. In totale per gli Usa la stima è appunto di 87 miliardi di dollari di maggior Pil in dieci anni.

“Un piccolo cambiamento può risultare in grandi benefici economici. Nei fatti il livello di benefici e il periodo di tempo necessario a recuperare le spese derivanti da questo cambiamento ha pochi precedenti”.