LATINO…LINGUA MORTA?

Il latino, da lingua morta e mistica, torna all’attacco.
Avevamo già visto Harry Potter e i fumetti di Asterix nella lingua di Cesare… ma ora c’è di più.
La nuova «Pontificia Academia Latinitatis», su desiderio di papa Ratzinger, si occupa di tradurre in latino parole moderne. Lo scopo è quello di promuovere la lingua anche oltre i confini vaticani.
Così ora hanno una loro traduzione parole come:  flirt (amor levis) , hot pants (brevíssimae bracae femíneae), minigonna (tunícula mínima) o night club (taberna nocturna), termini che difficilmente potrebbero essere usate in un’enciclica. Ma sarebbe bigotto pensare che in Vaticano non si parli che di sacre scritture. Trascorrendo questo lessico, si scoprono termini curiosi e altri decisamente buffi. Mi piacerebbe vedere gli studiosi di quest’accademia all’opera: alcune perifrasi richiedono molta creatività. E poi chissà con che criterio scelgono di tradurre una parola invece di un’altra.
Conoscendo le origini del papa, non stupisce che ci sia la parola wurstel (botellus) però poi spiccano: soubrette (praecípua scáenica actrix), sangría (pótio mixta Hispánica) o alpenstock (montanus báculus) ma non ho visto la traduzione di papamobile. C’è anche una piccola chicca per gli amici svizzeri: Groviera nel lessico latino del Vaticano diventa (cáseus foratus Helvéticus). Non sono un latinista, ma credo di conoscere bene i formaggi: il Gruyère non ha i buchi! I buchi stanno nell’Emmentaler!

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