WARTEN!

C’è stato un tempo in cui reagivo subito a ogni stimolo e saltavo su come una molla a rispondere, fare, agire.
Un gran dispendio di energie che spesso, ora ho imparato, potrebbe essere evitato con un semplice atto di pazienza e attesa consapevole.
Sopra la scrivania di Kafka c’era un cartello che diceva: «Warten» (aspettare): molti problemi della vita si risolvono in questo modo.
Un esempio pratico sono le mail, le telefonate, gli sms che esigono una risposta immediata: meglio sfuggire a ciò che ci chiede una reazione troppo veloce, generando ansia e una frenesia tutta inventata. Questo è il lato negativo dei mezzi di comunicazione attuali, peraltro ottimi mezzi se impiegati in modo opportuno.
Altro esempio, con le persone: alle loro richieste, non dico né sì né no (prima mi arrabbiavo, discutevo, argomentavo), rimandando decisioni e confronti. Quasi sempre, il tempo basta a scremare le esigenze autentiche dalle domande futili e siamo tutti più contenti!
Vi chiederete il perchè di queste considerazioni. Me le ha fatte frullare nella zucca il famigerato “spread”, termine usato da pochi addetti fino allo scorso anno, ma che ora è sulla bocca di tutti; se lasciassimo un po’ decantare…

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