Mese: novembre 2018

PORTASASS

PORTASASS
(l’è ona montagna de confin)

Montagna scura, senza ciar de luna,
fagh minga a ment ai poer contrabandee
che per corr a cercà ‘n poo de fortuna
schìscen i erbett e i sass di tò sentee.

Digh: « Citto! » ai besti, ai usellitt, ai piant;
làssigh domà al torrent la soa grand vos,
per scond via sti nost pass inscì pesant.
Lassa minga crodà castegn e nos!

Quand la frontiera la sarà passada,
e tucc insemm avremm tiraa sù ol fiaa,
scorlìsset anca ti, fà ona cantada

insemm’ ai piant, ai usellitt, ai praa;
e a nun, che per sta nott gh’emm vuu fortuna,
montagna bella, cont ol ciar de luna!

di Gisella Azzi (1959)

…E 234 SON TORNATI A CASA!!!

“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”.

Per generazioni e generazioni di italiani formatisi nel vero e proprio culto della Grande Guerra questa frase, destinata a far parte della memoria collettiva, avrebbe compendiato l’intera vicenda bellica. Si tratta del periodo finale del Bollettino n.1268, pubblicato il 4 novembre 1918 dopo la firma dell’Armistizio di Villa Giusti, passato alla storia come il “Bollettino della Vittoria”.
Mentre rendiamo onore ai nostri 45 concittadini che hanno sacrificato la propria vita nella Prima Guerra Mondiale, eleviamo anche un grande grazie per i 234 che hanno combattuto, ma hanno potuto far ritorno alle proprie case e riabbracciare i propri cari alla fine del Conflitto. Poi, senza pensarci troppo, si sono rimboccate le maniche e hanno ridato vita al quartiere.

Se non volete fermarvi agli aridi numeri, qui sotto trovate l’elenco dei loro nomi, come risultano dalla lapide del monumento e dalla immagine della tavola qui sopra parzialmente riprodotta.

Caduti 15-18   Reduci 15-18