Mese: ottobre 2018

LA PIAZZA DI MONTEOLIMPINO

La mancanza di spazi liberi nel centro di Monte Olimpino, incrementata dalle penose condizioni in cui si trova, ha reso di attualità la discussione intorno al piazzale. Non dovrebbe quindi essere inutile qualche cenno in merito alla sua storia, tratto dal libro del sig. Porta (IL COMUNE DI MONTEOLIMPINO) e alle successive vicissitudini.

Occorre prima ricordare che l’area posta ai due lati del sagrato della Chiesa era stata assegnata alla Società Ferrovie dell’Alta Italia, affinché vi depositasse il materiale inerte che veniva sgombrato dalla costruenda galleria che doveva congiungere la stazione ferroviaria di Como con quella di Chiasso. Il grosso ammasso, costellato di erbacce e di rifiuti, costituiva un vergognoso sconcio. Qui è giusto lasciare la parola all’allora Parroco don Ettore Civati (“La Vedetta” n. 1 gennaio 1929): “Il 1° gennaio 1928 l’on. Podestà Baragiola veniva a Monte Olimpino, in un solenne ricevimento religioso-civile. Osservò la orrenda pattumiera di deposito. Ascoltò e promise. Il 28 ottobre, stesso anno, la Piazza degli Alpini fu inaugurata (8 soli mesi!) Eccola grandiosa e sorridente. In mezzo il piccolo Monumento dei Caduti, i lampadari, in fondo la vasca-fontana e le gradinate, in alto il gruppo delle vecchie case Ecclesiastiche e l’antica Chiesa, sullo sfondo, tra le piante, la nuova casa Parrocchiale, presso il bel tempio di Dio, che attende la sua facciata”. In pratica il materiale venne “rinchiuso” fra robuste mura, per evitare il gravoso lavoro che avrebbe richiesto il trasportarlo altrove.

Il piazzale venne poi abbassato con l’intendimento di creare in centro uno slargo che desse uno spazio visibile dalla strada principale, favorendo anche la costruzione di un fabbricato che potesse ospitare al piano terra i servizi pubblici (farmacia, posta, ambulatorio, delegazione comunale e un salone per riunioni) e sopra alcuni appartamenti, evitando così eccessivi aggravi al bilancio comunale. Il problema era stato sollevato dal Comitato pro Monte Olimpino e Ponte Chiasso e procurò parecchie animate discussioni. In una riunione del 3 dicembre 1956, presenti il Sindaco avv. Lino Gelpi e l’Assessore dott. Pellegrino Baricci, il proposito venne presentato ufficialmente e si stabilì di predispone un progetto di massima da sottoporre al Comune. Venne presentato un plastico (esposto poi anche in una vetrina di un negozio di Monte Olimpino) che prevedeva un fabbricato di quattro piani, da collocarsi sul retro del piazzale. Sul lato sud dello stesso si proponeva la costruzione di due scalee per congiungere la piazza con il sagrato della Chiesa, creando un adeguato spazio per collocarvi degnamente il monumento ai Caduti e la fontana. Il restante spazio sarebbe rimasto tutto libero. Il progetto venne però bocciato dal Comune perché il piazzale rientrava nella zona verde e non era possibile collocarvi un edificio a più piani. (Dai Verbali del Comitato pro Monte Olimpino e Ponte Chiasso del 3 dicembre 1956, 7 gennaio, 28 giugno 1957, 9 ottobre 1958 e 4 febbraio 1959).

Alla fine si arrivò a costruire una palazzina a due piani che si può vedere tuttora e che la popolazione ha sempre ritenuta non funzionale ed inadeguata alle esigenze del quartiere. Tanto che il Consiglio di Circoscrizione promosse nel 1988 un concorso di idee pubblico per individuare il miglior utilizzo della piazza. Che portò alle seguenti conclusioni:

1- Migliorare la qualita’ ed il disimpegno delle strade alternative a via Bellinzona nel collegamento da Como a Pontechiasso.
2- Creare nuove strade
3- Creare collegamenti tra le strade esistenti im modo tale che il traffico per la Svizzera venga obbligato ad evitare il centro abitato di Monteolimpino.
Le conseguenze sarebbero:
a- La gente sarebbe piu’ soddisfatta perche’ l’aria sarebbe piu’ pura e ci sarebbe piu’ silenzio.
b- I frontalieri non subirebbero tutte le mattine le lunghe colonne di traffico che causano ritardi, ansie e tensioni eccessive.
Se i dati rilevati dimostrano che l’esigenza di aria pura e di verde e’ molto sentita da tutti, si potrebbero sostituire gli attuali deprimenti cipressi, con delle composizioni floreali che facciano da cornice tutt’attorno. Al centro una fontana anche con funzione di monumento commemorativo, allegerirebbe, decorerebbe e renderebbe piu’ moderna e vivibile l’attuale piazzetta. Attorno ancora aiuole fiorite, panchine, un piccolo spazio attrezzato con giochi, e, perche’ no, un chioschetto di bibite e gelati. Quanto ai cartelloni pubblicitari, sarebbe meglio farli sparire.
Una ulteriore analisi dei dati fa rilevare, oltre alla mancanza di spazio, la carenza di strutture sociali, ricreative e funzionali che potrebbero rendere il quartiere piu’ adatto ai bisogni della gente e socialmente piu’ unito, Le proposte dei ragazzi tendono a organizzare lo spazio in modo da non opporre le autovetture ai pedoni. Una sopraelevata potrebbe essere un primo passo per ridare vita alla piazza ed un autosilo a piu’ piani risolverebbe il problema dei parcheggi. Tale struttura potrebbe essere collocata su alti pilastri sopra lo spazio attualmente occupato dalla palazzina; l’accesso dovrebbe essere posto allo stesso livello della strada sopraelevata. L’area occupata attualmente dalla piazza e la strada attuale non piu’ percorsa dalle auto, sarebbero disponibili per ampliare lo spazio verde. La stessa scalinata che porta alla chiesa potrebbe divenire piu’ stretta; si potrebbero creare varie piazzuole su piani diversi ai cui lati potrebbero sorgere edifici adibiti ai servizi di pubblica utilita’.
Si e’ discusso anche un altro progetto che prevede la costruzione di una struttura unica collocata sull’area attualmente occupata dalla palazzina, ideata su pilastri per poter utilizzare lo spazio sottostante come parcheggio. Tale edificio, illuminato da ampie vetrate, potrebbe essere suddiviso in varie zone: servizi, centro ricreativo, biblioteca, ecc…Strutturato su due piani esso non toglierebbe spazio alla piazza, infatti sul tetto a terrazzo si potrebbe impiantare un giardino ricco di fiori e piante con zone d’ombra creati da pergolati di glicini e di edera.
Un gruppo di lavoro ha preso in considerazione la proposta di rialzare la piazza come era nel passato per sottrarre le persone allo smog e al traffico caotico della via Bellinzona, raggiungibile da un viale. In tali condizioni il monumento ai caduti dovrebbe essere eliminato oppure sostituito con una costruzione piu’ moderna, in armonia col nuovo ambiente. Nella futura piazza andrebbero inseriti sempreverdi, fiori e aiuole coloratissime con sentieri a prato. A livello della strada si dovrebbe riservare uno spazio ad una sala per giochi, la biblioteca ed accanto sarebbero ricollocati i servizi: ufficio postale, ambulatorio, farmacia, ufficio vigili, ecc…
Tutto messo da parte, con il risultato che dalla ristrutturazione e’ scaturito l’obbrobrio che potete ancora ammirare!

FOTO DELLA PIAZZA

LA CRISI DELLA PARROCCHIA

dal Corriere del Ticino

LUGANO – Nonostante la Quaresima sia ancora lontana, la Parrocchia di Viganello si sta preparando a un lungo periodo di magra: nel 2019 sarà confrontata con tagli alle spese per un totale di 33.275 franchi. Della difficile situazione finanziaria di quella che per estensione è la più grande parrocchia del Ticino (comprende anche Albonago e Cassarate), si è discusso nel corso di un’assemblea straordinaria tenutasi lo scorso 13 settembre. «Prima che la situazione precipiti – si legge in una lettera inviata ai circa 13 mila parrocchiani qualche giorno fa – il Consiglio parrocchiale, su esplicita richiesta dei revisori, si è chinato sui conti cercando dove è possibile effettuare dei risparmi per far sì che in futuro i bilanci chiudano almeno in pareggio».

«È la prima volta che affrontiamo un’operazione di risparmio che va così in profondità», spiega il presidente del Consiglio parrocchiale «È stata una scelta molto dolorosa, ma necessaria». Nel dettaglio, verranno ridotti i costi degli organisti e l’organo verrà suonato manualmente solo alla messa domenicale delle 11, mentre durante le altre funzioni verrà usato un impianto automatizzato. Previsti anche la riduzione dell’orario di lavoro e di conseguenza dello stipendio del custode, tagli ai costi della contabilità e a quelli inerenti il bollettino parrocchiale.

Tra le cause dei problemi finanziari, la diminuzione dei fedeli e il conseguente calo delle offerte raccolte in chiesa.