DIMITRI

Era un grande.
E grande, leggero, poetico e geniale è stato il suo passaggio sulla terra.
Se n’è andato a 80 anni il clown, mimo e maestro svizzero Dimitri Jacob Müller, solo Dimitri nella vita artistica. Domenica sera era in scena, sul palco del Monte Verità, nel Canton Ticino, a esibirsi nello spettacolo “Sogni di un’altra vita”, due giorni dopo si è messo a letto, pronto ad andarsene. Da qualche settimana non si sentiva bene ma non voleva saperne di medici: sapeva che era arrivato il suo momento. E la notte se l’è portato via.
«Sono convinto che continueremo ad esistere sotto forma di spirito» aveva detto recentemente. «Mi immagino che le persone che sulla terra avevano una relazione, si incontreranno anche dopo la morte. Bisogna pensare che non saremo più uomini e donne, ma solo anime. E non potremo più mangiare bistecche: bisogna esserne consapevoli prima che giunga il momento».
Nato ad Ascona nel 1935, a sette anni decise di voler diventare un clown. Intraprese la carriera artistica, seguendo lezioni di recitazione, musica, balletto e acrobazia. A Parigi frequentò la scuola per mimi di Etienne Decroux e divenne membro della compagnia di Marcel Marceau. Sempre a Parigi indossò i panni di Augusto al Circo Medrano dove lavorò con il clown bianco Maïss. Nel 1959 si esibì per la prima volta da solista, ad Ascona. Seguirono tournée in tutto il mondo e anche tre tournée con il Circo Knie. Nel 1971, con l’aiuto di sua moglie Gunda, fondò il Teatro Dimitri con sede a Verscio, nel 1975 la Scuola Teatro Dimitri e nel 1978 la Compagnia Teatro Dimitri per la quale ha creato e messo in scena pezzi sempre nuovi. Nel 2000 viene aggiunto il Museo Comico, allestito da Harald Szeemann.
Un paesino, Verscio, fatto di grigia pietra, nel Canton Ticino, che ha cambiato faccia dopo l’arrivo di Dimitri con il suo teatro e la sua Accademia, scuola universitaria di teatro frequentata da ragazzi che arrivano da mezzo mondo e che hanno “colonizzato” il piccolo centro regalandogli una nuova vita.
Addio Dimitri, artista e maestro, puro nel rappresentare la natura originaria dell’uomo, aperta allo stupore, alla poesia.

Dipinto di Beatus Kirchhofer (acrilico su legno)

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