IG NOBEL

Nella cornice del Sanders Theatre dell’Università di Harvard si è celebrato il lato più leggero e scanzonato della Scienza, attraverso gli studi che “prima fanno sorridere, e poi riflettere” secondo il motto degli Annals of Improbable Research, la rivista dell’organizzazione che assegna gli Ig Nobel.
Ecco l’elenco degli studi annunciati da veri Premi Nobel e premiati con un trilione di dollari dello Zimbabwe (25 centesimi di Euro) portati su un vassoio.
Arte. L’Ig Nobel per l’Arte è andato a Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo lo studio, pubblicato su Consciousness and Cognition, i capolavori dell’arte avrebbero l’effetto opposto, e funzionerebbero quasi da anestetici. Da tenere a mente per il prossimo appuntamento dal dentista, come ha ironicamente ricordato Marina de Tommaso, ritirando il premio.
Economia. Il premio per l’Arte non ci bastava, così abbiamo incassato anche quello per l’Economia, che è stato assegnato all’Istat: l’Istituto Nazionale per la Statistica ha vinto “per aver preso l’iniziativa nell’adempiere il mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari”. Una volta tanto, in fatto di economia facciamo scuola.
Fisica. L’Ig Nobel per la Fisica, che l’anno scorso era toccato all’Italia – ma non potevamo vincere mica tutto noi! – è andato meritatamente ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la suddetta buccia e l’asfalto, quando malauguratamente calpestiamo il scivoloso scarto.
Neuroscienze.
Un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, si è aggiudicato l’Ig Nobel per le neuroscienze, per aver studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate (un fenomeno scientifico conosciuto come pareidolia).
Psicologia.
Un altro notevole contributo allo studio del cervello è stato dato, quest’anno, da Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons, da Australia, Regno Unito e USA, per aver dimostrato che effettivamente, chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Insomma, alla larga dai nottambuli.
Salute pubblica. Chi ha un gatto in casa sarà grato a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried, da Repubblica Ceca, Giappone, USA e India, per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone (c’entrano i morsi del felino e il parassita responsabile della Toxoplasmosi).
Biologia.
A proposito di animali domestici, un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Germania e Zambia capitanato da Vlastimil Hart si è guadagnato l’Ig Nobel per la Biologia, per aver dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, allineano il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Non ve ne eravate ancora accorti?
Medicina.
L’Ig Nobel per la Medicina avrà per una volta ripercussioni pratiche: chi soffre di continue epistassi può provare a fermare l’emorragia con carne di maiale stagionata. Secondo Ian Humphreys e colleghi, ricercatori americani e indiani vincitori del premio, funziona.
Scienze artiche. La categoria può apparire un po’ strana, ma è azzeccata: Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, ricercatori tedeschi e norvegesi, hanno studiato le reazioni di spavento che le renne provano al cospetto degli orsi bianchi. O meglio, di uomini travestiti da orsi bianchi (i ricercatori stessi). Povere renne.
Nutrizione. Poiché il tema di quest’anno era il cibo, un Ig Nobel è stato assegnato anche a un gruppo di nutrizionisti spagnoli, guidato da Raquel Rubio, per aver isolato batteri delle feci dei bambini e averli utilizzati per produrre salsicce probiotiche. Gli scienziati non sono riusciti a partecipare alla cerimonia ma hanno gentilmente inviato ai presenti alcune salsicce da assaggiare.

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