Redazionale

LASCIAMOGLIENE UN TOT…PER FAVORE!

Quando una azienda lavora a pieno ritmo, è naturale che accantoni una parte dei profitti a mò di riserva, in modo da far fronte ad una eventuale recessione.
Ma evidentemente non così per i partiti italiani, che pure avevano messo su una aziendina mica male che fruttava in tutti i campi.
Era sottoposta al loro pizzo ogni singola attività umana e perfino gli interventi del buon Dio erano per loro manna caduta dal cielo: pioveva più del solito? Arrivava un terremoto? Loro erano sempre pronti ad intascare, per non parlare poi dei famigerali rimborsi elettorali!
Ma le migliaia di miliardi che ci hanno rubato dove sono finiti se adesso che i loro affari vanno male (grazie a la GdF, la Corte dei Conti, le poltrone eliminate, la spendig review…) cominciano a non pagare dipendenti, bollette, i rimborsi vengono tagliati; vuol dire che il malloppo è stato sperperato; forse credevano che il magna-magna sarebbe durato in eterno?
Ora però sorge un doloroso problema di solidarietà: questi poveri uomini che sono capaci di tutto, ma non sanno fare niente, si daranno all’accattonaggio?
Prima che accada di trovarceli al semaforo con secchiello e spugna, preghiamo perchè le Fiamme Gialle non scoprano proprio tutto e lascino loro qualche spicciolo, altrimenti saremmo costretti a mettere mano al portafoglio e donare loro con generosità!

O… forse…i burocrati ricchi e opulenti troveranno il modo per far sì che il magna-magna… continui nei secoli?!

IG NOBEL

Nella cornice del Sanders Theatre dell’Università di Harvard si è celebrato il lato più leggero e scanzonato della Scienza, attraverso gli studi che “prima fanno sorridere, e poi riflettere” secondo il motto degli Annals of Improbable Research, la rivista dell’organizzazione che assegna gli Ig Nobel.
Ecco l’elenco degli studi annunciati da veri Premi Nobel e premiati con un trilione di dollari dello Zimbabwe (25 centesimi di Euro) portati su un vassoio.
Arte. L’Ig Nobel per l’Arte è andato a Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo lo studio, pubblicato su Consciousness and Cognition, i capolavori dell’arte avrebbero l’effetto opposto, e funzionerebbero quasi da anestetici. Da tenere a mente per il prossimo appuntamento dal dentista, come ha ironicamente ricordato Marina de Tommaso, ritirando il premio.
Economia. Il premio per l’Arte non ci bastava, così abbiamo incassato anche quello per l’Economia, che è stato assegnato all’Istat: l’Istituto Nazionale per la Statistica ha vinto “per aver preso l’iniziativa nell’adempiere il mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari”. Una volta tanto, in fatto di economia facciamo scuola.
Fisica. L’Ig Nobel per la Fisica, che l’anno scorso era toccato all’Italia – ma non potevamo vincere mica tutto noi! – è andato meritatamente ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la suddetta buccia e l’asfalto, quando malauguratamente calpestiamo il scivoloso scarto.
Neuroscienze.
Un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, si è aggiudicato l’Ig Nobel per le neuroscienze, per aver studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate (un fenomeno scientifico conosciuto come pareidolia).
Psicologia.
Un altro notevole contributo allo studio del cervello è stato dato, quest’anno, da Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons, da Australia, Regno Unito e USA, per aver dimostrato che effettivamente, chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Insomma, alla larga dai nottambuli.
Salute pubblica. Chi ha un gatto in casa sarà grato a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried, da Repubblica Ceca, Giappone, USA e India, per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone (c’entrano i morsi del felino e il parassita responsabile della Toxoplasmosi).
Biologia.
A proposito di animali domestici, un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Germania e Zambia capitanato da Vlastimil Hart si è guadagnato l’Ig Nobel per la Biologia, per aver dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, allineano il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Non ve ne eravate ancora accorti?
Medicina.
L’Ig Nobel per la Medicina avrà per una volta ripercussioni pratiche: chi soffre di continue epistassi può provare a fermare l’emorragia con carne di maiale stagionata. Secondo Ian Humphreys e colleghi, ricercatori americani e indiani vincitori del premio, funziona.
Scienze artiche. La categoria può apparire un po’ strana, ma è azzeccata: Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, ricercatori tedeschi e norvegesi, hanno studiato le reazioni di spavento che le renne provano al cospetto degli orsi bianchi. O meglio, di uomini travestiti da orsi bianchi (i ricercatori stessi). Povere renne.
Nutrizione. Poiché il tema di quest’anno era il cibo, un Ig Nobel è stato assegnato anche a un gruppo di nutrizionisti spagnoli, guidato da Raquel Rubio, per aver isolato batteri delle feci dei bambini e averli utilizzati per produrre salsicce probiotiche. Gli scienziati non sono riusciti a partecipare alla cerimonia ma hanno gentilmente inviato ai presenti alcune salsicce da assaggiare.

28 LUGLIO 1914

MONTE OLIMPINO

TIPOLOGIA:
MONUMENTO AI CADUTI (tutte le Guerre)
UBICAZIONE:
via Bellinzona (piazza definita “piazzale degli Alpini”)
COORDINATE GEOGRAFICHE:
N 45.8250 E 9.0503
PROMOTORE:
“Comitato Esecutivo per l’erezione di un Monumento ai Caduti in Guerra della frazione di Monte Olimpino”
PROGETTISTA:
arch. Filippo PELLA
ESECUTORE:
scultore Pietro CLERICI
DESCRIZIONE:
Stele raffigurante figura femminile, sormontata da capitello recante l’epigrafe “ARMA QUIESCANT” e, nella parte inferiore, l’epigrafe “AI NOSTRI EROI MCMX[V] – [M]CMXVII[I] ”; sulla fiancata sinistra, lapide con epigrafe dei nominativi dei Caduti della I^ Guerra Mondiale; sulla fiancata destra, lapide con epigrafe dei nominativi dei Caduti “1935-36”(A.O.),  del “1940-45” e dei DISPERSI; sulla fiancata posteriore, lapide con epigrafe, sormontata da simbologia non riconoscibile, recante la dicitura “RICORDATE QUESTI EROI CHE MORTI PER LA NUOVA GLORIA D’ITALIA ETERNAMENTE VIVONO NUMI TUTELARI DEL VOSTRO AVVENIRE”
INAUGURAZIONE:
09.11.1924; consegnato al Comune di Como con atto n. 9540 REP. In data 31.01.1925
OPERE SUCCESSIVE:
a) ripristino (delibera di Giunta Comunale n. 875 in data 10.10.1960)
b) apposizione, alla base del monumento, di fiaccola votiva.

OLIMPINOLEDA

C’è un piccolo paesino in Spagna che non sa cosa sia la crisi economica!
Si chiama Marinaleda ed è un piccolo centro con circa 3.000 abitanti che si trova poco distante da Siviglia.
Dal 1979 questo utopistico villaggio registra uno straordinario 0% di disoccupazione! Il fenomeno è dovuto al fatto che questo paese (che prima degli anni ’70 era decisamente povero e con un tasso di disoccupazione superiore al 30%) è diventato il centro di un esperimento sociale che sembra uscito da un libro di favole politiche, grazie al carisma e alla ferrea volontà del suo storico sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo.
Il villaggio si regge su un’economia agricola e su un sistema di cooperazione tra cittadini unico al mondo. E’ la perfetta ed entusiastica applicazione del socialismo puro. Il 70% della popolazione lavora la terra per 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana. La retribuzone è identica per tutti: 50 euro al giorno. Il rimanente 30% della gente lavora presso i negozi del luogo o nei servizi pubblici.
I prezzi dei servizi e degli affitti sono calmierati e uguali per tutti; 12 euro/mese per la mensa scolastica, 3 euro per tutta l’estate per la piscina pubblica, 15 euro di affitto per un appartamento di 90 mq, ecc…
E se vuoi costruirti una casa tua il sistema di welfare messo su negli anni permette ai cittadini di costruirsi una casa con un anticipo di 15 euro. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro. Nessun mutuo e nessun interesse da versare ad istituti di credito: il terreno e il progetto li mette il Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso e la quota mensile da versare per l’acquisto la decidono in assemblea gli stessi cittadini autocostruttori. L’attività principale di questa perla europea è la produzione e l’esportazione di peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva. Prodotti di ottima qualità che vengono lavorati, confezionati ed esportati in tutto il mondo.
L’attività politica del paese viene gestita a turno dai cittadini ed è praticamente senza paga in quanto la gestione del bene pubblico è considerata un servizio civile. Ogni tanto vengono istituite le cosiddette ”domeniche rosse” durante le quali i cittadini si impegnano a ripulire parchi, boschi e strade e a risistemare il patrimonio pubblico.
E’ interessante notare come nel resto dell’Andalusia, assoggettata al modello economico neo-liberista come tutto il resto d’Europa, il tasso di disoccupazione sia del 34% medio e del 63% tra i giovani e che si stia dilatando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri.
Ma un modello economico come quello di Marinaleda è esportabile in altre realtà, tipo la nostra per esempio?
Beh, nelle recenti elezioni europee il nostro Paese ha scelto quasi all’unanimità il mondello neo-liberista dei mercati europei, della finanza, delle banche e del malaffare generalizzato e questo la dice lunga sull’impossibilità oggettiva di venire a patti con il buon senso della popolazione.

SE VOLETE APPROFONDIRE: http://www.marinaleda.com/

LA BUFALA E’ SERVITA

Dal 19 al 24 Maggio 2014 in tutta Italia si svolgerà l’evento “La bufala è servita: tra scienza e pseudoscienza”, promosso da Italia Unita Per La Scienza con l’aiuto organizzativo di Città della Scienza e Pro-Test Italia e ANBI. L’evento nasce dalla necessità di far fronte al problema della disinformazione scientifica che è motivo di degrado sociale e culturale.
Obiettivo dell’evento è far sorgere nei cittadini uno spirito critico, grazie al quale poter riconoscere notizie vere e “bufale”, specie per i temi scientifici più delicati. Dare gli strumenti per usare la razionalità, senza farsi abbagliare dall’emotività di ogni questione, è il modo più efficace di difendersi da truffe e imbrogli.
Avere spirito critico non significa non considerare gli aspetti umani ed etici delle questioni, ma permette di compiere scelte oculate su temi fondamentali per il futuro del Paese che riguardano ricerca e scienza, e dunque anche salute, alimentazione e ambiente.

Obiettivi finali dell’evento 2014
Dare ai cittadini gli strumenti per avere spirito critico sulle vicende scientifiche di attualità e giudicare la scienza su fatti e risultati e non dai pregiudizi.
Sviluppare un dialogo sereno con la cittadinanza fondato sulla trasparenza e sul rispetto.
Sollecitare i media a garantire una copertura giusta, equilibrata, basata sui fatti delle notizie sui temi scientifici.
Chiedere alle Istituzioni di prendere posizioni responsabili sui temi scientifici e di favorire un’adeguata cultura scientifica.
Promuovere l’acquisizione di spirito critico da parte dell’opinione pubblica, dei media e delle Istituzioni, al fine di eliminare gli stereotipi che colpiscono il mondo della ricerca e della scienza in generale.

Federico Baglioni – coordinatore naz. Italia Unita Per La Scienza
Ambra Giulia Marelli – coordinatrice naz. Italia Unita Per La Scienza
Contatti e social network:
Sito Web: www.italiaxlascienza.it
Email: italiaunitaxlascienza@live.com
Pagina Facebook: Italia-Unita-per-la-Scienza
Twitter: @italy4science
Canale video di YouTube

Una protesi affettiva al posto della persona

Nell’era del Tvb i sentimenti si sono ridotti al minimo. Così il “ti voglio bene” diventa un geroglifico di consonanti inviato al volo con un sms. “I love you” non si sussurra all’orecchio, ma diventa un’animazione velocemente selezionata dalle utilities dello smartphone. Con il nostro cuoricino che fa piroette e capriole.
Gli auguri di compleanno non si fanno più a voce, ma si posta il disegnino di una torta. Quelli di Natale si twittano urbi et orbi. Come dire inviati in generale a tutti. E in particolare a nessuno.
Al tempo della connessione permanente la rivoluzione dei linguaggi sta raffreddando i rapporti e cambiando l’espressione delle emozioni. Per un certo verso le moltiplica ma per l’altro le vanifica. Perché se è vero che come dicevano i latini le parole volano e le cose scritte rimangono è anche vero che oggi non si scrive veramente quel che si prova, ma si copiano e incollano format.
Ma tutto questo c’entra davvero con l’emozione? Che, lo dice la parola stessa, è un movimento che ci attraversa e monta inarrestabile. Come gli affetti, le pulsioni, le passioni. Che irrompono come un fuoco dalle profondità di noi stessi. Ma questi sono sentimenti e non bamboleggiamenti. Mentre quelle che vanno per la maggiore adesso sono enunciazioni, esternazioni, condivisioni. Emoticon in forma di parole. Che vengono usati per dare più senso e sapore a una comunicazione desolatamente formattata e piatta. Fatta di contatti senza contatto. Migliaia di amici digitali, ma nessun amico reale. Come su Facebook.
E ora arriva anche la carezza virtuale. Zippata in un file. Una protesi affettiva al posto della persona in carne ed ossa. Con una progressiva smaterializzazione delle relazioni perfettamente riassunta in un dato statistico oggettivo, come la riduzione delle telefonate e l’aumento iperbolico di mail e messaggini. Evidentemente il contatto “face to face” ci costa sempre più fatica. Ci fa perdere tempo, ma soprattutto ci getta all’improvviso in quel dialogo senza rete che sono i rapporti diretti, dove il solo medium è il nostro corpo. Impacciato, imbarazzato, imbranato. E davvero emozionato.

Elisabetta Moro – caffè.ch

UN DONO IMMENSO

“Non ho mai tempo”… ”Non ho fatto in tempo”… “No, non posso… non ho abbastanza tempo” sono espressioni della vita quotidiana; siamo troppo impegnati e non riusciamo a vedere le cose davvero importanti, ma ci fermiamo alle apparenze senza dare peso e importanza a considerare ciò che ci sta intorno.
È proprio vero quando si dice che ventiquattro ore non bastano per riuscire a realizzare tutto quello che vorremo fare… oppure no!
Forse se riuscissimo a organizzare al meglio le attività da svolgere una giornata potrebbe anche bastare. Passano le ore, i minuti, i secondi e il tempo continua a scorrere molto più veloce di quanto immaginiamo; continuiamo a correre da una parte all’altra e non riusciamo a trovare un attimo per dare importanza alle cose e alle persone che realmente meritano la nostra attenzione. Parecchie volte capita che un amico ha bisogno del nostro aiuto, ma siamo troppo presi dal rincorrere il tempo e dedicare la nostra vita a cose futili e superficiali. Col passare degli anni potremo pentirci di non aver dedicato maggior tempo a quella cosa o a quella persona ed aver reagito d’impulso senza aver riflettuto abbastanza.
“Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono per questo si chiama presente” vivere la vita giorno per giorno facendo piccole o grandi cose che potranno essere ricordate dai nostri successori è l’obbiettivo che ognuno dovrebbe avere. Il tempo è appunto un dono prezioso, non bisogna sprecarlo ma approfittare di ogni singolo attimo per goderci la vita insieme alle persone che ci vogliono bene.

UN TASSELLO DOPO L’ALTRO

Tutti avrete certamente aperto una pagina di Wikipedia, avete presente il logo?
E’ formato da un puzzle tridimensionale sferico, ogni tassello mostra una lettera, nessuno, però, si sarà soffermato a contarne i tasselli….
Poco male: sappiate che anche le scatole in commercio non contengono il numero di tasselli indicato sulla confezione e questo per motivi geometrici dovuti alla suddivisione della immagine.
Quello che importa è avere per le mani il gioco di pazienza più conosciuto.
L’idea di suddividere un’immagine in diversi tasselli da incastrare l’uno nell’altro venne nel 1767 a John Spilsbury, un cartografo inglese che volle aggiungere un pizzico d’azione alle sue lezioni: presa una mappa del mondo, la incollò su una superficie di legno e dopo aver tagliato con un seghetto ogni nazione, invitò i suoi allievi a ricomporre la cartina.
Non c’è che dire: per essere stato concepito come strumento didattico, il gioco ne ha fatta di strada, ritagliandosi pure un posto che conta nell’ambito librone dei primati.
Il puzzle più grande al mondo pare richieda 3 anni, 8 persone e 10 ore al giorno perché venga realizzato. Prodotto dalla Ravensburger, è alto 192 cm. lungo 544 e conta 32.256 pezzi. Un gioiellino di confezione che pesa solo 17 kg, una ludica zavorra da portare comodamente a casa, grazie al trolley in omaggio.

STAMPARE IN 3D? …UN GIOCO DA RAGAZZI

Doodle3D è uno strumento molto semplice che trasforma ogni disegno in un oggetto tridimensionale, che prende vita con una stampante 3D. In questo modo anche i più giovani possono avvicinarsi alla prototipazione rapida non solo osservando come funziona una stampante 3D, ma anche con la creazione di qualcosa di reale e progettato da loro.
E tutto questo senza bisogno di alcuna conoscenza di programmi di progettazione!
La tecnica di stampa 3D sta vivendo un forte aumento di popolarità negli ultimi anni, in quanto sempre più è possibile utilizzare questa nuova tecnologia in maniera economica e facilmente reperibile nelle grandi città. Esistono infatti in molte città sia FabLab (laboratori di fabbricazione digitale) sia service di stampa 3D.
E una stampante 3D semi-professionale inizia a costare meno di 2000 €. Anche se i programmi di progettazione 3D sono sempre più facili da usare e sono scaricabili gratuitamente, costituiscono ancora un certo ostacolo per la persona media.
Vengono in aiuto siti web come Thingiverse dove è possibile scaricare i disegni. Ma è ovviamente molto più stimolante stampare da sé i propri disegni!
Questo programma aiuta a raggiungere facilmente l’obiettivo: un vero gioco da ragazzi! Il programma è stato creato da Rick Companje che lavora alla FabLab Amersfoort e si definisce è un “orgoglioso proprietario di una stampante 3D”. L’idea di Doodle3D nasce dalla sua esperienza personale che ha dovuto spesso scontrarsi con le difficoltà d’uso di programmi di progettazione 3D.