Redazionale

COMPERARE GIOCATTOLI?

Dopo lo stupendo dono di essere diventato nuovamente nonno, mi sono messo a curiosare qua e là fra le numerose proposte di giochi all’aperto che il tempo primaverile favorisce; mi sono imbattuto in tante scatolette di plastica a tinte verdi, per trasformare i ragazzini in provetti giardinieri che si lanciano nella coltivazioni di questo o quel fiore, o in esperti entomologhi che con pinze, lenti e vasi catturano questo o quell’insetto.
Ben vengano, sempre meglio che un  giochino elettronico appena uscito sul mercato che si gioca soli soletti e tappati in casa quando fuori splende il sole. Ma, mi chiedo se in realtà, con un po’ di fantasia, non si possa benissimo sostituire e l’effetto che fa (sul bambino) è esattamente il medesimo. Anzi, fare da sè conferisce all’attività scelta un tocco di artigianalità che contribuisce a far passare il messaggio: ingegnati, trova tu la strada per immedesimarti in questo o quel ruolo. Guardati attorno e poi crea, costruisci, ricicla, ritaglia, incolla, martella…
Ne sono certo: madre natura dispone del miglior negozio di giocattoli. Basta prendere per mano la nipotina, uscire di casa, farsi magari una bella e ossigenante passeggiata, osservare quello che si vede lungo i sentieri, portandosi un comodo e capiente zainetto per infilarci dentro tutto quanto suggerisce qualcosa da trasformare una volta rientrati a casa. Un ramo, una radice, un sasso, una conchiglia, una pigna, fiori da seccare… Tanti spunti per fare, per usare mani e anche testa.
Certo, aprire un bel pacco dal fantastico ed evocativo design è più semplice e veloce. Dentro si trovano anche tutte le ineccepibili istruzioni del caso. Ma vuoi mettere due passi in un bosco? O lungo la spiaggia? Non è forse il miglior shopping? Attivi e liberi. Liberi di creare.

L’ANNO VECCHIO

L’Italia campione del mondo di calcio, Enrico Letta premier per tutto il 2014, addirittura la terza guerra mondiale a febbraio: a quanto pare, quando veggenti e astrologi interrogano il futuro, questo non sempre risponde…
Come ogni anno il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) ha raccolto e verificato le previsioni fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani sull’anno appena trascorso. «È dalla sua fondazione nel 1989 che il CICAP compie ogni anno queste verifiche» dice Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario del Comitato. «In genere nessuno va davvero a controllare se le previsioni si sono avverate o no, e le capacità di astrologi e veggenti non sono mai messe alla prova. Anzi, dato che sbagliare proprio su tutto è quasi impossibile, basta pubblicizzare opportunamente poche previsioni azzeccate, magari per pura fortuna, per crearsi una reputazione. Con il nostro controllo di fine anno cerchiamo di rimettere le cose nella giusta prospettiva: l’astrologia non serve a predire il futuro.»

Politica
Quest’anno gli astrologi si sono sbilanciati più del solito sulla vita politica italiana, complice forse la situazione più fluida derivata dall’uscita di scena di Berlusconi. In generale il parere degli astrologi era favorevole a Enrico Letta e al suo governo: l’astrologo Perfetti aveva previsto che Letta sarebbe restato in sella, «la buona riuscita sarà assicurata»; per Grazia Mirti «Enrico Letta premier potrebbe durare fino all’autunno. Matteo Renzi … secondo me non riuscirà ad arrivare dove lui desidera». Per il Divino Otelma (che parla sempre al plurale) «il governo correrà notevoli rischi da qui ad aprile, ma non crediamo che possa cadere nel 2014», mentre Maddalena Magliano prevedeva «una crescita più lineare … per il premier Enrico Letta e Pippo Civati». Renzi in realtà ha sostituito Letta alla guida del governo a febbraio; pur senza specificare la data, l’evento era stato effettivamente previsto dalla veggente bulgara Teodora Stefanova. Che però aveva anche previsto, sbagliando, la fuoriuscita del presidente Napolitano, un nuovo partito per Maroni, un presidente del consiglio donna, l’entrata in politica di Marina Berlusconi (prevista anche dall’astrologa Sirio) e molto altro… Di nuovo il Divino Otelma, per le elezioni amministrative di maggio, indicava un distacco massimo del 5% tra PD e M5S ma il divario è stato del 19.7%, più del triplo; anche la prevista «vittoria clamorosa di Grillo» non è stata tale. Una previsione di ampio respiro di Caterina Galloni, su Blitz quotidiano, su Mario Monti: «nel 2013 gode di ottimi appoggi astrali e non è prevista un’uscita di scena o un offuscamento della sua immagine … ma al contrario continuerà a essere al centro della scena con un ruolo di tutto rispetto. In attesa, nel 2014, della Presidenza all’Unione Europea»; il ruolo di Monti è stato invece pesantemente ridimensionato da una sonora sconfitta elettorale. Per Barbara Ciolli, su Lettera 43, il 2014 sarebbe stato un anno fortunato anche per il presidente americano Obama. In particolare, grazie a un brutto Saturno che si è allontanato e a un Urano particolarmente creativo, dalla primavera avrebbe avuto «delle belle opportunità per emergere». In realtà le elezioni di midterm a ottobre sono andate proprio male per Obama, alla faccia del «cielo sgombro da strali negativi». L’astrologo Giuseppe Al Rami Galeota aveva previsto che la salute di Papa Francesco sarebbe stata compromessa nel corso del 2014, e il Papa avrebbe anche potuto abdicare come il suo predecessore. Jorge Bergoglio è ancora alla guida della Chiesa Cattolica e gode, per quello che ne sappiamo, di buona salute. Hanno per fortuna sbagliato anche i “famosi astrologi russi” che nel 2011 previdero la terza guerra mondiale in prossimità dei Giochi Olimpici invernali di Sochi, a febbraio.

Sport e spettacolo
Il Divino Otelma aveva previsto Francesco Renga come vincitore del Festival di Sanremo 2014; il sito Di che segno sei invece prevedeva la vittoria per uno dei segni d’acqua (Cancro, Scorpione e Pesci). Alla fine ha vinto Arisa (del Leone), e Renga si è classificato soltanto quarto. L’astrologo Perfetti ha previsto per la conduttrice televisiva Veronica Maya un anno «positivo», ma è andata diversamente: congedata con un mese d’anticipo da Verdetto Finale, dopo i tagli e i bassi ascolti per Casa dolce Casa è stata infine esclusa dal programma RAI Linea Bianca. Tra le previsioni calcistiche la prolifica Teodora Stefanova, che ottiene le sue informazioni da Unilsan, un’entità aliena del pianeta Vanfim, aveva previsto un «grande cambiamento» per Conte e la partenza di Quagliarella dalla Juventus (giusto, ma forse facile) ma anche l’arrivo di Nani e Ibrahimovic e la partenza di Hamsik dal Napoli e di El Shaarawy dal Milan (sbagliato). La redazione sportiva di Donne sul Web afferma di aver usato l’«algoritmo al-Khwarizmi» per prevedere la classifica finale del campionato di calcio di serie A. Ora, al-Khwarizmi era un importante matematico arabo del IX secolo, dal cui nome deriva proprio la parola “algoritmo”, e a quanto ne sappiamo non si è mai occupato di previsioni sportive; quindi chissà che sistema hanno usato per prevedere Napoli, Juventus, Milan, Fiorentina, Roma in quest’ordine in testa alla classifica. Per la cronaca, il campionato è stato vinto dalla Juventus, seguita da Roma, Napoli, Fiorentina e Inter. Rimanendo sul calcio italiano, per Riccardo Sorrentino il 2014 sarebbe stato «l’anno di Benitez», l’allenatore del Napoli; una frase interpretabile in molti modi, ma il terzo posto nella stagione 2013–14 e l’attuale posizione in classifica non sono memorabili. Passando ai Campionati Mondiali di calcio, Grazia Mirti ha sfoderato un vecchio classico degli astrologi, la previsione generica che va bene quasi in ogni caso: «saranno senza infamia e senza lode». Come molti ricorderanno, l’Italia è uscita al primo turno dopo aver giocato piuttosto male. Lasciando da parte l’astrologia, il sito sport.leonardo.it nota che dopo le ultime due elezioni di un Pontefice, l’Italia ha poi vinto il successivo Campionato del Mondo, con una serie di coincidenze suggestive: «nell’ottobre del 1978 viene eletto Papa Giovanni Paolo II, polacco. Nel Mondiale successivo, Spagna 1982, la nazionale dell’Italia affronta in semifinale la Polonia (nazione di Woytila) e vince per 2–0. In finale sfida la Germania Ovest e trionfa proclamandosi campione del mondo per la terza volta. Nell’aprile 2005 il nuovo Papa è Benedetto XVI, guarda caso tedesco. Nel Mondiale successivo, in semifinale, la squadra guidata di Lippi sfida i padroni di casa della Germania (nazione di Ratzinger) e vince sempre con lo stesso punteggio, 2–0. In finale gli azzurri battono la Francia e alzano al cielo la quarta Coppa del Mondo della storia». Di conseguenza, la previsione per il mondiale del Brasile nel 2014 l’Italia avrebbe affrontato in semifinale l’Argentina (nazione di José Mario Bergoglio) vincendo 2–0 per poi laurearsi campione del mondo per la quinta volta. Come abbiamo visto sopra, è andata diversamente.

LASCIAMOGLIENE UN TOT…PER FAVORE!

Quando una azienda lavora a pieno ritmo, è naturale che accantoni una parte dei profitti a mò di riserva, in modo da far fronte ad una eventuale recessione.
Ma evidentemente non così per i partiti italiani, che pure avevano messo su una aziendina mica male che fruttava in tutti i campi.
Era sottoposta al loro pizzo ogni singola attività umana e perfino gli interventi del buon Dio erano per loro manna caduta dal cielo: pioveva più del solito? Arrivava un terremoto? Loro erano sempre pronti ad intascare, per non parlare poi dei famigerali rimborsi elettorali!
Ma le migliaia di miliardi che ci hanno rubato dove sono finiti se adesso che i loro affari vanno male (grazie a la GdF, la Corte dei Conti, le poltrone eliminate, la spendig review…) cominciano a non pagare dipendenti, bollette, i rimborsi vengono tagliati; vuol dire che il malloppo è stato sperperato; forse credevano che il magna-magna sarebbe durato in eterno?
Ora però sorge un doloroso problema di solidarietà: questi poveri uomini che sono capaci di tutto, ma non sanno fare niente, si daranno all’accattonaggio?
Prima che accada di trovarceli al semaforo con secchiello e spugna, preghiamo perchè le Fiamme Gialle non scoprano proprio tutto e lascino loro qualche spicciolo, altrimenti saremmo costretti a mettere mano al portafoglio e donare loro con generosità!

O… forse…i burocrati ricchi e opulenti troveranno il modo per far sì che il magna-magna… continui nei secoli?!

IG NOBEL

Nella cornice del Sanders Theatre dell’Università di Harvard si è celebrato il lato più leggero e scanzonato della Scienza, attraverso gli studi che “prima fanno sorridere, e poi riflettere” secondo il motto degli Annals of Improbable Research, la rivista dell’organizzazione che assegna gli Ig Nobel.
Ecco l’elenco degli studi annunciati da veri Premi Nobel e premiati con un trilione di dollari dello Zimbabwe (25 centesimi di Euro) portati su un vassoio.
Arte. L’Ig Nobel per l’Arte è andato a Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo lo studio, pubblicato su Consciousness and Cognition, i capolavori dell’arte avrebbero l’effetto opposto, e funzionerebbero quasi da anestetici. Da tenere a mente per il prossimo appuntamento dal dentista, come ha ironicamente ricordato Marina de Tommaso, ritirando il premio.
Economia. Il premio per l’Arte non ci bastava, così abbiamo incassato anche quello per l’Economia, che è stato assegnato all’Istat: l’Istituto Nazionale per la Statistica ha vinto “per aver preso l’iniziativa nell’adempiere il mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari”. Una volta tanto, in fatto di economia facciamo scuola.
Fisica. L’Ig Nobel per la Fisica, che l’anno scorso era toccato all’Italia – ma non potevamo vincere mica tutto noi! – è andato meritatamente ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la suddetta buccia e l’asfalto, quando malauguratamente calpestiamo il scivoloso scarto.
Neuroscienze.
Un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, si è aggiudicato l’Ig Nobel per le neuroscienze, per aver studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate (un fenomeno scientifico conosciuto come pareidolia).
Psicologia.
Un altro notevole contributo allo studio del cervello è stato dato, quest’anno, da Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons, da Australia, Regno Unito e USA, per aver dimostrato che effettivamente, chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Insomma, alla larga dai nottambuli.
Salute pubblica. Chi ha un gatto in casa sarà grato a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried, da Repubblica Ceca, Giappone, USA e India, per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone (c’entrano i morsi del felino e il parassita responsabile della Toxoplasmosi).
Biologia.
A proposito di animali domestici, un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Germania e Zambia capitanato da Vlastimil Hart si è guadagnato l’Ig Nobel per la Biologia, per aver dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, allineano il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Non ve ne eravate ancora accorti?
Medicina.
L’Ig Nobel per la Medicina avrà per una volta ripercussioni pratiche: chi soffre di continue epistassi può provare a fermare l’emorragia con carne di maiale stagionata. Secondo Ian Humphreys e colleghi, ricercatori americani e indiani vincitori del premio, funziona.
Scienze artiche. La categoria può apparire un po’ strana, ma è azzeccata: Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, ricercatori tedeschi e norvegesi, hanno studiato le reazioni di spavento che le renne provano al cospetto degli orsi bianchi. O meglio, di uomini travestiti da orsi bianchi (i ricercatori stessi). Povere renne.
Nutrizione. Poiché il tema di quest’anno era il cibo, un Ig Nobel è stato assegnato anche a un gruppo di nutrizionisti spagnoli, guidato da Raquel Rubio, per aver isolato batteri delle feci dei bambini e averli utilizzati per produrre salsicce probiotiche. Gli scienziati non sono riusciti a partecipare alla cerimonia ma hanno gentilmente inviato ai presenti alcune salsicce da assaggiare.

28 LUGLIO 1914

MONTE OLIMPINO

TIPOLOGIA:
MONUMENTO AI CADUTI (tutte le Guerre)
UBICAZIONE:
via Bellinzona (piazza definita “piazzale degli Alpini”)
COORDINATE GEOGRAFICHE:
N 45.8250 E 9.0503
PROMOTORE:
“Comitato Esecutivo per l’erezione di un Monumento ai Caduti in Guerra della frazione di Monte Olimpino”
PROGETTISTA:
arch. Filippo PELLA
ESECUTORE:
scultore Pietro CLERICI
DESCRIZIONE:
Stele raffigurante figura femminile, sormontata da capitello recante l’epigrafe “ARMA QUIESCANT” e, nella parte inferiore, l’epigrafe “AI NOSTRI EROI MCMX[V] – [M]CMXVII[I] ”; sulla fiancata sinistra, lapide con epigrafe dei nominativi dei Caduti della I^ Guerra Mondiale; sulla fiancata destra, lapide con epigrafe dei nominativi dei Caduti “1935-36”(A.O.),  del “1940-45” e dei DISPERSI; sulla fiancata posteriore, lapide con epigrafe, sormontata da simbologia non riconoscibile, recante la dicitura “RICORDATE QUESTI EROI CHE MORTI PER LA NUOVA GLORIA D’ITALIA ETERNAMENTE VIVONO NUMI TUTELARI DEL VOSTRO AVVENIRE”
INAUGURAZIONE:
09.11.1924; consegnato al Comune di Como con atto n. 9540 REP. In data 31.01.1925
OPERE SUCCESSIVE:
a) ripristino (delibera di Giunta Comunale n. 875 in data 10.10.1960)
b) apposizione, alla base del monumento, di fiaccola votiva.

OLIMPINOLEDA

C’è un piccolo paesino in Spagna che non sa cosa sia la crisi economica!
Si chiama Marinaleda ed è un piccolo centro con circa 3.000 abitanti che si trova poco distante da Siviglia.
Dal 1979 questo utopistico villaggio registra uno straordinario 0% di disoccupazione! Il fenomeno è dovuto al fatto che questo paese (che prima degli anni ’70 era decisamente povero e con un tasso di disoccupazione superiore al 30%) è diventato il centro di un esperimento sociale che sembra uscito da un libro di favole politiche, grazie al carisma e alla ferrea volontà del suo storico sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo.
Il villaggio si regge su un’economia agricola e su un sistema di cooperazione tra cittadini unico al mondo. E’ la perfetta ed entusiastica applicazione del socialismo puro. Il 70% della popolazione lavora la terra per 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana. La retribuzone è identica per tutti: 50 euro al giorno. Il rimanente 30% della gente lavora presso i negozi del luogo o nei servizi pubblici.
I prezzi dei servizi e degli affitti sono calmierati e uguali per tutti; 12 euro/mese per la mensa scolastica, 3 euro per tutta l’estate per la piscina pubblica, 15 euro di affitto per un appartamento di 90 mq, ecc…
E se vuoi costruirti una casa tua il sistema di welfare messo su negli anni permette ai cittadini di costruirsi una casa con un anticipo di 15 euro. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro. Nessun mutuo e nessun interesse da versare ad istituti di credito: il terreno e il progetto li mette il Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso e la quota mensile da versare per l’acquisto la decidono in assemblea gli stessi cittadini autocostruttori. L’attività principale di questa perla europea è la produzione e l’esportazione di peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva. Prodotti di ottima qualità che vengono lavorati, confezionati ed esportati in tutto il mondo.
L’attività politica del paese viene gestita a turno dai cittadini ed è praticamente senza paga in quanto la gestione del bene pubblico è considerata un servizio civile. Ogni tanto vengono istituite le cosiddette ”domeniche rosse” durante le quali i cittadini si impegnano a ripulire parchi, boschi e strade e a risistemare il patrimonio pubblico.
E’ interessante notare come nel resto dell’Andalusia, assoggettata al modello economico neo-liberista come tutto il resto d’Europa, il tasso di disoccupazione sia del 34% medio e del 63% tra i giovani e che si stia dilatando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri.
Ma un modello economico come quello di Marinaleda è esportabile in altre realtà, tipo la nostra per esempio?
Beh, nelle recenti elezioni europee il nostro Paese ha scelto quasi all’unanimità il mondello neo-liberista dei mercati europei, della finanza, delle banche e del malaffare generalizzato e questo la dice lunga sull’impossibilità oggettiva di venire a patti con il buon senso della popolazione.

SE VOLETE APPROFONDIRE: http://www.marinaleda.com/

LA BUFALA E’ SERVITA

Dal 19 al 24 Maggio 2014 in tutta Italia si svolgerà l’evento “La bufala è servita: tra scienza e pseudoscienza”, promosso da Italia Unita Per La Scienza con l’aiuto organizzativo di Città della Scienza e Pro-Test Italia e ANBI. L’evento nasce dalla necessità di far fronte al problema della disinformazione scientifica che è motivo di degrado sociale e culturale.
Obiettivo dell’evento è far sorgere nei cittadini uno spirito critico, grazie al quale poter riconoscere notizie vere e “bufale”, specie per i temi scientifici più delicati. Dare gli strumenti per usare la razionalità, senza farsi abbagliare dall’emotività di ogni questione, è il modo più efficace di difendersi da truffe e imbrogli.
Avere spirito critico non significa non considerare gli aspetti umani ed etici delle questioni, ma permette di compiere scelte oculate su temi fondamentali per il futuro del Paese che riguardano ricerca e scienza, e dunque anche salute, alimentazione e ambiente.

Obiettivi finali dell’evento 2014
Dare ai cittadini gli strumenti per avere spirito critico sulle vicende scientifiche di attualità e giudicare la scienza su fatti e risultati e non dai pregiudizi.
Sviluppare un dialogo sereno con la cittadinanza fondato sulla trasparenza e sul rispetto.
Sollecitare i media a garantire una copertura giusta, equilibrata, basata sui fatti delle notizie sui temi scientifici.
Chiedere alle Istituzioni di prendere posizioni responsabili sui temi scientifici e di favorire un’adeguata cultura scientifica.
Promuovere l’acquisizione di spirito critico da parte dell’opinione pubblica, dei media e delle Istituzioni, al fine di eliminare gli stereotipi che colpiscono il mondo della ricerca e della scienza in generale.

Federico Baglioni – coordinatore naz. Italia Unita Per La Scienza
Ambra Giulia Marelli – coordinatrice naz. Italia Unita Per La Scienza
Contatti e social network:
Sito Web: www.italiaxlascienza.it
Email: italiaunitaxlascienza@live.com
Pagina Facebook: Italia-Unita-per-la-Scienza
Twitter: @italy4science
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Una protesi affettiva al posto della persona

Nell’era del Tvb i sentimenti si sono ridotti al minimo. Così il “ti voglio bene” diventa un geroglifico di consonanti inviato al volo con un sms. “I love you” non si sussurra all’orecchio, ma diventa un’animazione velocemente selezionata dalle utilities dello smartphone. Con il nostro cuoricino che fa piroette e capriole.
Gli auguri di compleanno non si fanno più a voce, ma si posta il disegnino di una torta. Quelli di Natale si twittano urbi et orbi. Come dire inviati in generale a tutti. E in particolare a nessuno.
Al tempo della connessione permanente la rivoluzione dei linguaggi sta raffreddando i rapporti e cambiando l’espressione delle emozioni. Per un certo verso le moltiplica ma per l’altro le vanifica. Perché se è vero che come dicevano i latini le parole volano e le cose scritte rimangono è anche vero che oggi non si scrive veramente quel che si prova, ma si copiano e incollano format.
Ma tutto questo c’entra davvero con l’emozione? Che, lo dice la parola stessa, è un movimento che ci attraversa e monta inarrestabile. Come gli affetti, le pulsioni, le passioni. Che irrompono come un fuoco dalle profondità di noi stessi. Ma questi sono sentimenti e non bamboleggiamenti. Mentre quelle che vanno per la maggiore adesso sono enunciazioni, esternazioni, condivisioni. Emoticon in forma di parole. Che vengono usati per dare più senso e sapore a una comunicazione desolatamente formattata e piatta. Fatta di contatti senza contatto. Migliaia di amici digitali, ma nessun amico reale. Come su Facebook.
E ora arriva anche la carezza virtuale. Zippata in un file. Una protesi affettiva al posto della persona in carne ed ossa. Con una progressiva smaterializzazione delle relazioni perfettamente riassunta in un dato statistico oggettivo, come la riduzione delle telefonate e l’aumento iperbolico di mail e messaggini. Evidentemente il contatto “face to face” ci costa sempre più fatica. Ci fa perdere tempo, ma soprattutto ci getta all’improvviso in quel dialogo senza rete che sono i rapporti diretti, dove il solo medium è il nostro corpo. Impacciato, imbarazzato, imbranato. E davvero emozionato.

Elisabetta Moro – caffè.ch