Redazionale

SPESA INUTILE???

17,5 miliardi di dollari.
È la cifra che la NASA ha richiesto per finanziare i principali programmi spaziali per il 2015.
Nonostante il budget sia l’un per cento in meno rispetto al 2014, le critiche non sono mancate. Che senso ha investire una quantità di soldi così elevata per le missioni spaziali? Non sarebbe più sensato usarli per risolvere i già numerosi problemi che abbiamo sulla Terra?
Si potrebbe rispondere che la conquista dello spazio ha sempre rappresentato uno dei desideri più profondi dell’animo umano sin dall’antichità. E ancora, che le missioni hanno dato e daranno in futuro un notevole contributo alla conoscenza delle origini dell’Universo e dello stesso pianeta Terra. Tuttavia, tali risposte potrebbero non sembrare sufficienti ai più.
Eppure, una giustificazione molto più concreta c’è: da quando l’uomo ha cominciato a conquistare lo spazio, la spinta al progresso tecnologico è stata talmente rapida, da non avere precedenti nella storia. Quasi ogni aspetto della tecnologia ha tratto benefici dalla ricerca nel settore aerospaziale: dalla medicina, al design, alle biotecnologie, all’elettronica. Forse non tutti sanno che molti oggetti che usiamo ogni giorno sono nati proprio grazie alle invenzioni applicate al settore aerospaziale. Qualche esempio?
L’ASPIRAPOLVERE PORTATILE Ebbene si. L’oggetto leggero e grazioso che spazza via briciole e capelli in un attimo, il gioiello che ha facilitato la vita a migliaia di casalinghe -e non- viene inventato nel 1975 da Black and Decker. Il primo modello si chiama Mod4. In realtà, l’intenzione iniziale non è quella di avere un oggetto per pulizie nello spazio. I ricercatori della Black and Decker stavano lavorando ad un trapano elettrico senza fili da utilizzare per la missione Apollo del periodo 1963-1972. Gli ingegneri riescono a mettere a punto un programma in grado di regolare le prestazioni del trapano a batteria in modo che potesse dare una buona resa consumando di meno. L’applicazione di questa tecnologia alle aspirapolveri senza fili qualche hanno più tardi ha permesso di mettere in commercio l’attuale DustBuster.
SCARPE DA CORSA “AD ARIA” Sempre negli anni ’70 un processo noto come ‘soffiaggio di gomma’ viene usato per i caschi degli astronauti. L’ingegnere della NASA Frank Rudy copia l’idea per realizzare delle scarpe in grado di garantire una migliore protezione da traumi per gli atleti. Realizza così dei cuscinetti fatti di cellette di aria interconnessa da posizionare nella suola delle scarpe. Nasce la famosa Nike Air.
CIBO PER I BEBÉ Nei primi anni ’80 nasce il progetto di ricerca CELSS con l’obiettivo di utilizzare le alghe come fonte di ossigeno durante le missioni spaziali. La ricerca sulle microalghe porta alla scoperta di due acidi grassi polinsaturi contenuti nel latte materno fondamentali per il corretto sviluppo visivo e mentale dell’embrione umano. Nasce cosi’ Formulaid, uno speciale supplemento alimentare del latte per neonati. La Nutricia, azienda leader in Europa nel settore dei supplementi nutrizionali, introduce il brevetto in Europa. Ad oggi un ingrediente di sintesi che contiene i due acidi grassi citati viene utilizzato nel cibo per neonati in più di 66 Paesi.
OCCHIALI DA SOLE Negli anni ’80 si stavano studiando gli effetti dannosi della radiazione ultravioletta sulla vista degli astronauti durante i lavori di saldatura dello spazio. Due scienziati, James Stephens e Charles Miller, creano un filtro speciale capace di assorbire, filtrare e disperdere la luce ultravioletta. L’invenzione deriva dalla scoperta della speciale composizione dell’olio che protegge gli occhi degli uccelli predatori. L’azienda Eagle Eyes utilizza poi la stessa tecnologia per migliorare il livello di protezione delle lenti da sole.
KIT PER MISURARE LA PRESSIONE Questo oggetto si può trovare di norma nelle nostre case per controllare la pressione. La sua invenzione è secondaria alle ricerche messe a punto dagli studiosi della NASA per misurare gli effetti della pressione sul lancio dell’astronauta Alan Shepard, il primo americano a volare nello spazio.
Si potrebbe continuare all’infinito. Questa breve a curiosa lista riduttiva però, ci fa capire come il finanziamento nella ricerca applicata all’esplorazione spaziale ha da sempre dato un impulso fondamentale alla tecnologia, migliorando notevolmente il tenore di vita dell’uomo.
Fabiana Luise

ACCUMULATORI CRONICI…BASTA!


Avete mai provato a contare gli oggetti presenti in casa vostra? Quanti pensate siano? Un migliaio, duemila, di più? Bè, ecco qualche cifra: in un appartamento medio, tre locali e mezzo – è stato calcolato in un recente studio pubblicato in Inghilterra -, si possono contare sino a 2260 oggetti, solo standosene in piedi e guardandosi intorno. Non approfondiamo quanti di questi siano utilizzati davvero o neanche toccati, passiamo oltre.
E ora spalancate armadi e cassetti. Apriti cielo! Una valanga di cose ci investe. Abiti, libri, penne, chincaglieria, cd, cianfrusaglie, accessori, gioielli ormai out. Per non parlare della cucina: quanto è che non utilizzate più quella pentola? E quei piatti strani, comperati apposta per quando cucinate la tal pietanza e avete i tali ospiti? Certo, c’è chi vive benissimo nel caos, in una casa zeppa di cose da neanche starci dentro. Ma diamo un’occhiata tra le cose distribuite tra cantina, soffitta, garage o in quell’armadio da sempre chiuso a chiave: nove volte su dieci ci sono scatoloni su scatoloni, casse, attrezzi e un’infinità di altre carabattole buttate alla rinfusa.
Se poi sei uno di quelli che non buttano via niente che “tutto può sempre venir buono, non si sa mai”, la situazione si complica. Niente e nessuno riuscirà mai a convincere un accumulatore cronico che tutta quella roba è inutile, che lo è sempre stata, che tanto vale portarla alla discarica o regalarla, che quando si hanno troppe cose in giro è come non avere nulla…
Parole al vento. Continuerà a conservare e ammucchiare… finchè un brutto giorno qualcuno deciderà di buttare tutto in cortile di fronte alla finestra di casa mia!

COMPERARE GIOCATTOLI?

Dopo lo stupendo dono di essere diventato nuovamente nonno, mi sono messo a curiosare qua e là fra le numerose proposte di giochi all’aperto che il tempo primaverile favorisce; mi sono imbattuto in tante scatolette di plastica a tinte verdi, per trasformare i ragazzini in provetti giardinieri che si lanciano nella coltivazioni di questo o quel fiore, o in esperti entomologhi che con pinze, lenti e vasi catturano questo o quell’insetto.
Ben vengano, sempre meglio che un  giochino elettronico appena uscito sul mercato che si gioca soli soletti e tappati in casa quando fuori splende il sole. Ma, mi chiedo se in realtà, con un po’ di fantasia, non si possa benissimo sostituire e l’effetto che fa (sul bambino) è esattamente il medesimo. Anzi, fare da sè conferisce all’attività scelta un tocco di artigianalità che contribuisce a far passare il messaggio: ingegnati, trova tu la strada per immedesimarti in questo o quel ruolo. Guardati attorno e poi crea, costruisci, ricicla, ritaglia, incolla, martella…
Ne sono certo: madre natura dispone del miglior negozio di giocattoli. Basta prendere per mano la nipotina, uscire di casa, farsi magari una bella e ossigenante passeggiata, osservare quello che si vede lungo i sentieri, portandosi un comodo e capiente zainetto per infilarci dentro tutto quanto suggerisce qualcosa da trasformare una volta rientrati a casa. Un ramo, una radice, un sasso, una conchiglia, una pigna, fiori da seccare… Tanti spunti per fare, per usare mani e anche testa.
Certo, aprire un bel pacco dal fantastico ed evocativo design è più semplice e veloce. Dentro si trovano anche tutte le ineccepibili istruzioni del caso. Ma vuoi mettere due passi in un bosco? O lungo la spiaggia? Non è forse il miglior shopping? Attivi e liberi. Liberi di creare.

L’ANNO VECCHIO

L’Italia campione del mondo di calcio, Enrico Letta premier per tutto il 2014, addirittura la terza guerra mondiale a febbraio: a quanto pare, quando veggenti e astrologi interrogano il futuro, questo non sempre risponde…
Come ogni anno il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) ha raccolto e verificato le previsioni fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani sull’anno appena trascorso. «È dalla sua fondazione nel 1989 che il CICAP compie ogni anno queste verifiche» dice Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario del Comitato. «In genere nessuno va davvero a controllare se le previsioni si sono avverate o no, e le capacità di astrologi e veggenti non sono mai messe alla prova. Anzi, dato che sbagliare proprio su tutto è quasi impossibile, basta pubblicizzare opportunamente poche previsioni azzeccate, magari per pura fortuna, per crearsi una reputazione. Con il nostro controllo di fine anno cerchiamo di rimettere le cose nella giusta prospettiva: l’astrologia non serve a predire il futuro.»

Politica
Quest’anno gli astrologi si sono sbilanciati più del solito sulla vita politica italiana, complice forse la situazione più fluida derivata dall’uscita di scena di Berlusconi. In generale il parere degli astrologi era favorevole a Enrico Letta e al suo governo: l’astrologo Perfetti aveva previsto che Letta sarebbe restato in sella, «la buona riuscita sarà assicurata»; per Grazia Mirti «Enrico Letta premier potrebbe durare fino all’autunno. Matteo Renzi … secondo me non riuscirà ad arrivare dove lui desidera». Per il Divino Otelma (che parla sempre al plurale) «il governo correrà notevoli rischi da qui ad aprile, ma non crediamo che possa cadere nel 2014», mentre Maddalena Magliano prevedeva «una crescita più lineare … per il premier Enrico Letta e Pippo Civati». Renzi in realtà ha sostituito Letta alla guida del governo a febbraio; pur senza specificare la data, l’evento era stato effettivamente previsto dalla veggente bulgara Teodora Stefanova. Che però aveva anche previsto, sbagliando, la fuoriuscita del presidente Napolitano, un nuovo partito per Maroni, un presidente del consiglio donna, l’entrata in politica di Marina Berlusconi (prevista anche dall’astrologa Sirio) e molto altro… Di nuovo il Divino Otelma, per le elezioni amministrative di maggio, indicava un distacco massimo del 5% tra PD e M5S ma il divario è stato del 19.7%, più del triplo; anche la prevista «vittoria clamorosa di Grillo» non è stata tale. Una previsione di ampio respiro di Caterina Galloni, su Blitz quotidiano, su Mario Monti: «nel 2013 gode di ottimi appoggi astrali e non è prevista un’uscita di scena o un offuscamento della sua immagine … ma al contrario continuerà a essere al centro della scena con un ruolo di tutto rispetto. In attesa, nel 2014, della Presidenza all’Unione Europea»; il ruolo di Monti è stato invece pesantemente ridimensionato da una sonora sconfitta elettorale. Per Barbara Ciolli, su Lettera 43, il 2014 sarebbe stato un anno fortunato anche per il presidente americano Obama. In particolare, grazie a un brutto Saturno che si è allontanato e a un Urano particolarmente creativo, dalla primavera avrebbe avuto «delle belle opportunità per emergere». In realtà le elezioni di midterm a ottobre sono andate proprio male per Obama, alla faccia del «cielo sgombro da strali negativi». L’astrologo Giuseppe Al Rami Galeota aveva previsto che la salute di Papa Francesco sarebbe stata compromessa nel corso del 2014, e il Papa avrebbe anche potuto abdicare come il suo predecessore. Jorge Bergoglio è ancora alla guida della Chiesa Cattolica e gode, per quello che ne sappiamo, di buona salute. Hanno per fortuna sbagliato anche i “famosi astrologi russi” che nel 2011 previdero la terza guerra mondiale in prossimità dei Giochi Olimpici invernali di Sochi, a febbraio.

Sport e spettacolo
Il Divino Otelma aveva previsto Francesco Renga come vincitore del Festival di Sanremo 2014; il sito Di che segno sei invece prevedeva la vittoria per uno dei segni d’acqua (Cancro, Scorpione e Pesci). Alla fine ha vinto Arisa (del Leone), e Renga si è classificato soltanto quarto. L’astrologo Perfetti ha previsto per la conduttrice televisiva Veronica Maya un anno «positivo», ma è andata diversamente: congedata con un mese d’anticipo da Verdetto Finale, dopo i tagli e i bassi ascolti per Casa dolce Casa è stata infine esclusa dal programma RAI Linea Bianca. Tra le previsioni calcistiche la prolifica Teodora Stefanova, che ottiene le sue informazioni da Unilsan, un’entità aliena del pianeta Vanfim, aveva previsto un «grande cambiamento» per Conte e la partenza di Quagliarella dalla Juventus (giusto, ma forse facile) ma anche l’arrivo di Nani e Ibrahimovic e la partenza di Hamsik dal Napoli e di El Shaarawy dal Milan (sbagliato). La redazione sportiva di Donne sul Web afferma di aver usato l’«algoritmo al-Khwarizmi» per prevedere la classifica finale del campionato di calcio di serie A. Ora, al-Khwarizmi era un importante matematico arabo del IX secolo, dal cui nome deriva proprio la parola “algoritmo”, e a quanto ne sappiamo non si è mai occupato di previsioni sportive; quindi chissà che sistema hanno usato per prevedere Napoli, Juventus, Milan, Fiorentina, Roma in quest’ordine in testa alla classifica. Per la cronaca, il campionato è stato vinto dalla Juventus, seguita da Roma, Napoli, Fiorentina e Inter. Rimanendo sul calcio italiano, per Riccardo Sorrentino il 2014 sarebbe stato «l’anno di Benitez», l’allenatore del Napoli; una frase interpretabile in molti modi, ma il terzo posto nella stagione 2013–14 e l’attuale posizione in classifica non sono memorabili. Passando ai Campionati Mondiali di calcio, Grazia Mirti ha sfoderato un vecchio classico degli astrologi, la previsione generica che va bene quasi in ogni caso: «saranno senza infamia e senza lode». Come molti ricorderanno, l’Italia è uscita al primo turno dopo aver giocato piuttosto male. Lasciando da parte l’astrologia, il sito sport.leonardo.it nota che dopo le ultime due elezioni di un Pontefice, l’Italia ha poi vinto il successivo Campionato del Mondo, con una serie di coincidenze suggestive: «nell’ottobre del 1978 viene eletto Papa Giovanni Paolo II, polacco. Nel Mondiale successivo, Spagna 1982, la nazionale dell’Italia affronta in semifinale la Polonia (nazione di Woytila) e vince per 2–0. In finale sfida la Germania Ovest e trionfa proclamandosi campione del mondo per la terza volta. Nell’aprile 2005 il nuovo Papa è Benedetto XVI, guarda caso tedesco. Nel Mondiale successivo, in semifinale, la squadra guidata di Lippi sfida i padroni di casa della Germania (nazione di Ratzinger) e vince sempre con lo stesso punteggio, 2–0. In finale gli azzurri battono la Francia e alzano al cielo la quarta Coppa del Mondo della storia». Di conseguenza, la previsione per il mondiale del Brasile nel 2014 l’Italia avrebbe affrontato in semifinale l’Argentina (nazione di José Mario Bergoglio) vincendo 2–0 per poi laurearsi campione del mondo per la quinta volta. Come abbiamo visto sopra, è andata diversamente.

LASCIAMOGLIENE UN TOT…PER FAVORE!

Quando una azienda lavora a pieno ritmo, è naturale che accantoni una parte dei profitti a mò di riserva, in modo da far fronte ad una eventuale recessione.
Ma evidentemente non così per i partiti italiani, che pure avevano messo su una aziendina mica male che fruttava in tutti i campi.
Era sottoposta al loro pizzo ogni singola attività umana e perfino gli interventi del buon Dio erano per loro manna caduta dal cielo: pioveva più del solito? Arrivava un terremoto? Loro erano sempre pronti ad intascare, per non parlare poi dei famigerali rimborsi elettorali!
Ma le migliaia di miliardi che ci hanno rubato dove sono finiti se adesso che i loro affari vanno male (grazie a la GdF, la Corte dei Conti, le poltrone eliminate, la spendig review…) cominciano a non pagare dipendenti, bollette, i rimborsi vengono tagliati; vuol dire che il malloppo è stato sperperato; forse credevano che il magna-magna sarebbe durato in eterno?
Ora però sorge un doloroso problema di solidarietà: questi poveri uomini che sono capaci di tutto, ma non sanno fare niente, si daranno all’accattonaggio?
Prima che accada di trovarceli al semaforo con secchiello e spugna, preghiamo perchè le Fiamme Gialle non scoprano proprio tutto e lascino loro qualche spicciolo, altrimenti saremmo costretti a mettere mano al portafoglio e donare loro con generosità!
O… forse…i burocrati ricchi e opulenti troveranno il modo per far sì che il magna-magna… continui nei secoli?!

IG NOBEL

Nella cornice del Sanders Theatre dell’Università di Harvard si è celebrato il lato più leggero e scanzonato della Scienza, attraverso gli studi che “prima fanno sorridere, e poi riflettere” secondo il motto degli Annals of Improbable Research, la rivista dell’organizzazione che assegna gli Ig Nobel.
Ecco l’elenco degli studi annunciati da veri Premi Nobel e premiati con un trilione di dollari dello Zimbabwe (25 centesimi di Euro) portati su un vassoio.
Arte. L’Ig Nobel per l’Arte è andato a Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo lo studio, pubblicato su Consciousness and Cognition, i capolavori dell’arte avrebbero l’effetto opposto, e funzionerebbero quasi da anestetici. Da tenere a mente per il prossimo appuntamento dal dentista, come ha ironicamente ricordato Marina de Tommaso, ritirando il premio.
Economia. Il premio per l’Arte non ci bastava, così abbiamo incassato anche quello per l’Economia, che è stato assegnato all’Istat: l’Istituto Nazionale per la Statistica ha vinto “per aver preso l’iniziativa nell’adempiere il mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari”. Una volta tanto, in fatto di economia facciamo scuola.
Fisica. L’Ig Nobel per la Fisica, che l’anno scorso era toccato all’Italia – ma non potevamo vincere mica tutto noi! – è andato meritatamente ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la suddetta buccia e l’asfalto, quando malauguratamente calpestiamo il scivoloso scarto.
Neuroscienze.
Un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, si è aggiudicato l’Ig Nobel per le neuroscienze, per aver studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate (un fenomeno scientifico conosciuto come pareidolia).
Psicologia.
Un altro notevole contributo allo studio del cervello è stato dato, quest’anno, da Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons, da Australia, Regno Unito e USA, per aver dimostrato che effettivamente, chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina. Insomma, alla larga dai nottambuli.
Salute pubblica. Chi ha un gatto in casa sarà grato a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried, da Repubblica Ceca, Giappone, USA e India, per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone (c’entrano i morsi del felino e il parassita responsabile della Toxoplasmosi).
Biologia.
A proposito di animali domestici, un gruppo di ricercatori di Repubblica Ceca, Germania e Zambia capitanato da Vlastimil Hart si è guadagnato l’Ig Nobel per la Biologia, per aver dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, allineano il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. Non ve ne eravate ancora accorti?
Medicina.
L’Ig Nobel per la Medicina avrà per una volta ripercussioni pratiche: chi soffre di continue epistassi può provare a fermare l’emorragia con carne di maiale stagionata. Secondo Ian Humphreys e colleghi, ricercatori americani e indiani vincitori del premio, funziona.
Scienze artiche. La categoria può apparire un po’ strana, ma è azzeccata: Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, ricercatori tedeschi e norvegesi, hanno studiato le reazioni di spavento che le renne provano al cospetto degli orsi bianchi. O meglio, di uomini travestiti da orsi bianchi (i ricercatori stessi). Povere renne.
Nutrizione. Poiché il tema di quest’anno era il cibo, un Ig Nobel è stato assegnato anche a un gruppo di nutrizionisti spagnoli, guidato da Raquel Rubio, per aver isolato batteri delle feci dei bambini e averli utilizzati per produrre salsicce probiotiche. Gli scienziati non sono riusciti a partecipare alla cerimonia ma hanno gentilmente inviato ai presenti alcune salsicce da assaggiare.

PASSWORD BYE BYE!!!

La prima password della mia vita, di un account Hotmail, fu spiata e scoperta d’estate, da un fidanzato che sentiva l’urgenza di leggere la mia posta. Il fidanzamento finì nelle ore successive, ma prima telefonai in lacrime a mia sorella, a casa per preparare la maturità, e la pregai di cambiare quella maledetta password (non esisteva internet sui telefoni cellulari). Lo fece subito, mettendoci la parolaccia che uso tuttora, quindici anni dopo.
E’ l’unica password che non scorderò mai, per tutte le altre devo continuamente cliccare su “password dimenticata”, aspettare una mail, inventare una nuova password con numeri e maiuscole che dimenticherò nel giro di quattro minuti, oppure devo rispondere a domande di sicurezza come: il nome della tua bisnonna da nubile, che probabilmente avevo scelto io come domanda di cui conoscevo sicuramente la risposta, ma adesso mi manda in totale confusione. Telefono a mia madre: come si chiamava la mia bisnonna da nubile? Lei non se lo ricorda, la accuso di non tenere alla famiglia, litighiamo. Il nome del mio primo gatto? Ma proprio il mio o il primo gatto in assoluto che ho conosciuto? Il mio colore preferito? Non lo so, che domanda idiota.
Ho scoperto da poco il trucco: rispondere a tutte le domande di sicurezza allo stesso modo. Il nome del tuo gatto? Cravatta. Il tuo film preferito? Cravatta. Il tuo primo fidanzato? Cravatta. Ma non basta ricordarsi la parola cravatta, perché le password si moltiplicano a ogni acquisto online, a ogni desiderio, a ogni doverosa registrazione, e bisogna aggiungere numeri, maiuscole, e ogni volta lampeggia un severo avviso sull’insufficiente sicurezza della combinazione scelta.
Ma chi potrà mai scoprire che la mia password di Amazon è annal8enA7, se nemmeno io lo so perché è impossibile ricordarla? Una volta ho creato un file dove mettere tutte le password di qualunque cosa, sentendomi furbissima, ma l’ho messo in una cartella invisibile che richiedeva la password, e per ritrovare questa cartella dovrei ricordare la password, ho provato: cravatta, ma non succede niente.
Adesso c’è una buona notizia, scrive il Wall Street Journal: le password stanno per diventare obsolete, irrilevanti, superate. Moriranno. Google sta lavorando a un nuovo protocollo ancora senza nome che annulla la necessità di ricordarsi la data di nascita del gatto con in maiuscolo la marca dei suoi croccantini preferiti.
Entreremo in tutti i siti, useremo tutti gli abbonamenti, pagheremo i contributi, compreremo libri, vestiti e mutandine di chiffon, nasconderemo i messaggi segreti solo con l’aiuto del nostro telefono (smartphone). Il fatto di possederlo, di avere un numero di telefono assegnato soltanto a noi è già la prova che non siamo impostori, che possiamo leggere la nostra posta elettronica. Invece di una cosa che conserviamo nella testa (la password iniziale, pura, quella che ingenuamente credevamo avremmo usato sempre per tutto, e i suoi diabolici e complicatissimi derivati) useremo una cosa che teniamo sempre in tasca, o in mano, o a cui dormiamo abbracciati: il telefono. Ci arriverà un codice via sms, o su una app., useremo quello, saremo liberi di dimenticare il soprannome del cane dello zio, che è pure insopportabile.
E se ci rubano il telefono, se lo perdiamo, se ci viene sottratto mentre facciamo la doccia? Sarà la fine, e l’unico in grado di salvarci sarà il fratello sopravvissuto della password, il pin.

di Annalena Benini da IL FOGLIO quotidiano

OLIMPINOLEDA

C’è un piccolo paesino in Spagna che non sa cosa sia la crisi economica!
Si chiama Marinaleda ed è un piccolo centro con circa 3.000 abitanti che si trova poco distante da Siviglia.
Dal 1979 questo utopistico villaggio registra uno straordinario 0% di disoccupazione! Il fenomeno è dovuto al fatto che questo paese (che prima degli anni ’70 era decisamente povero e con un tasso di disoccupazione superiore al 30%) è diventato il centro di un esperimento sociale che sembra uscito da un libro di favole politiche, grazie al carisma e alla ferrea volontà del suo storico sindaco Juan Manuel Sánchez Gordillo.
Il villaggio si regge su un’economia agricola e su un sistema di cooperazione tra cittadini unico al mondo. E’ la perfetta ed entusiastica applicazione del socialismo puro. Il 70% della popolazione lavora la terra per 6 ore al giorno per 6 giorni la settimana. La retribuzone è identica per tutti: 50 euro al giorno. Il rimanente 30% della gente lavora presso i negozi del luogo o nei servizi pubblici.
I prezzi dei servizi e degli affitti sono calmierati e uguali per tutti; 12 euro/mese per la mensa scolastica, 3 euro per tutta l’estate per la piscina pubblica, 15 euro di affitto per un appartamento di 90 mq, ecc…
E se vuoi costruirti una casa tua il sistema di welfare messo su negli anni permette ai cittadini di costruirsi una casa con un anticipo di 15 euro. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro. Nessun mutuo e nessun interesse da versare ad istituti di credito: il terreno e il progetto li mette il Municipio, il denaro lo presta a tasso zero il governo andaluso e la quota mensile da versare per l’acquisto la decidono in assemblea gli stessi cittadini autocostruttori. L’attività principale di questa perla europea è la produzione e l’esportazione di peperoni, carciofi, legumi, olio d’oliva. Prodotti di ottima qualità che vengono lavorati, confezionati ed esportati in tutto il mondo.
L’attività politica del paese viene gestita a turno dai cittadini ed è praticamente senza paga in quanto la gestione del bene pubblico è considerata un servizio civile. Ogni tanto vengono istituite le cosiddette ”domeniche rosse” durante le quali i cittadini si impegnano a ripulire parchi, boschi e strade e a risistemare il patrimonio pubblico.
E’ interessante notare come nel resto dell’Andalusia, assoggettata al modello economico neo-liberista come tutto il resto d’Europa, il tasso di disoccupazione sia del 34% medio e del 63% tra i giovani e che si stia dilatando sempre di più la forbice tra ricchi e poveri.
Ma un modello economico come quello di Marinaleda è esportabile in altre realtà, tipo la nostra per esempio?
Beh, nelle recenti elezioni europee il nostro Paese ha scelto quasi all’unanimità il mondello neo-liberista dei mercati europei, della finanza, delle banche e del malaffare generalizzato e questo la dice lunga sull’impossibilità oggettiva di venire a patti con il buon senso della popolazione.

SE VOLETE APPROFONDIRE: http://www.marinaleda.com/

LA BUFALA E’ SERVITA

Dal 19 al 24 Maggio 2014 in tutta Italia si svolgerà l’evento “La bufala è servita: tra scienza e pseudoscienza”, promosso da Italia Unita Per La Scienza con l’aiuto organizzativo di Città della Scienza e Pro-Test Italia e ANBI. L’evento nasce dalla necessità di far fronte al problema della disinformazione scientifica che è motivo di degrado sociale e culturale.
Obiettivo dell’evento è far sorgere nei cittadini uno spirito critico, grazie al quale poter riconoscere notizie vere e “bufale”, specie per i temi scientifici più delicati. Dare gli strumenti per usare la razionalità, senza farsi abbagliare dall’emotività di ogni questione, è il modo più efficace di difendersi da truffe e imbrogli.
Avere spirito critico non significa non considerare gli aspetti umani ed etici delle questioni, ma permette di compiere scelte oculate su temi fondamentali per il futuro del Paese che riguardano ricerca e scienza, e dunque anche salute, alimentazione e ambiente.

Obiettivi finali dell’evento 2014
Dare ai cittadini gli strumenti per avere spirito critico sulle vicende scientifiche di attualità e giudicare la scienza su fatti e risultati e non dai pregiudizi.
Sviluppare un dialogo sereno con la cittadinanza fondato sulla trasparenza e sul rispetto.
Sollecitare i media a garantire una copertura giusta, equilibrata, basata sui fatti delle notizie sui temi scientifici.
Chiedere alle Istituzioni di prendere posizioni responsabili sui temi scientifici e di favorire un’adeguata cultura scientifica.
Promuovere l’acquisizione di spirito critico da parte dell’opinione pubblica, dei media e delle Istituzioni, al fine di eliminare gli stereotipi che colpiscono il mondo della ricerca e della scienza in generale.

Federico Baglioni – coordinatore naz. Italia Unita Per La Scienza
Ambra Giulia Marelli – coordinatrice naz. Italia Unita Per La Scienza
Contatti e social network:
Sito Web: www.italiaxlascienza.it
Email: italiaunitaxlascienza@live.com
Pagina Facebook: Italia-Unita-per-la-Scienza
Twitter: @italy4science
Canale video di YouTube

Una protesi affettiva al posto della persona

Nell’era del Tvb i sentimenti si sono ridotti al minimo. Così il “ti voglio bene” diventa un geroglifico di consonanti inviato al volo con un sms. “I love you” non si sussurra all’orecchio, ma diventa un’animazione velocemente selezionata dalle utilities dello smartphone. Con il nostro cuoricino che fa piroette e capriole.
Gli auguri di compleanno non si fanno più a voce, ma si posta il disegnino di una torta. Quelli di Natale si twittano urbi et orbi. Come dire inviati in generale a tutti. E in particolare a nessuno.
Al tempo della connessione permanente la rivoluzione dei linguaggi sta raffreddando i rapporti e cambiando l’espressione delle emozioni. Per un certo verso le moltiplica ma per l’altro le vanifica. Perché se è vero che come dicevano i latini le parole volano e le cose scritte rimangono è anche vero che oggi non si scrive veramente quel che si prova, ma si copiano e incollano format.
Ma tutto questo c’entra davvero con l’emozione? Che, lo dice la parola stessa, è un movimento che ci attraversa e monta inarrestabile. Come gli affetti, le pulsioni, le passioni. Che irrompono come un fuoco dalle profondità di noi stessi. Ma questi sono sentimenti e non bamboleggiamenti. Mentre quelle che vanno per la maggiore adesso sono enunciazioni, esternazioni, condivisioni. Emoticon in forma di parole. Che vengono usati per dare più senso e sapore a una comunicazione desolatamente formattata e piatta. Fatta di contatti senza contatto. Migliaia di amici digitali, ma nessun amico reale. Come su Facebook.
E ora arriva anche la carezza virtuale. Zippata in un file. Una protesi affettiva al posto della persona in carne ed ossa. Con una progressiva smaterializzazione delle relazioni perfettamente riassunta in un dato statistico oggettivo, come la riduzione delle telefonate e l’aumento iperbolico di mail e messaggini. Evidentemente il contatto “face to face” ci costa sempre più fatica. Ci fa perdere tempo, ma soprattutto ci getta all’improvviso in quel dialogo senza rete che sono i rapporti diretti, dove il solo medium è il nostro corpo. Impacciato, imbarazzato, imbranato. E davvero emozionato.

Elisabetta Moro – caffè.ch

UN DONO IMMENSO

“Non ho mai tempo”… ”Non ho fatto in tempo”… “No, non posso… non ho abbastanza tempo” sono espressioni della vita quotidiana; siamo troppo impegnati e non riusciamo a vedere le cose davvero importanti, ma ci fermiamo alle apparenze senza dare peso e importanza a considerare ciò che ci sta intorno.
È proprio vero quando si dice che ventiquattro ore non bastano per riuscire a realizzare tutto quello che vorremo fare… oppure no!
Forse se riuscissimo a organizzare al meglio le attività da svolgere una giornata potrebbe anche bastare. Passano le ore, i minuti, i secondi e il tempo continua a scorrere molto più veloce di quanto immaginiamo; continuiamo a correre da una parte all’altra e non riusciamo a trovare un attimo per dare importanza alle cose e alle persone che realmente meritano la nostra attenzione. Parecchie volte capita che un amico ha bisogno del nostro aiuto, ma siamo troppo presi dal rincorrere il tempo e dedicare la nostra vita a cose futili e superficiali. Col passare degli anni potremo pentirci di non aver dedicato maggior tempo a quella cosa o a quella persona ed aver reagito d’impulso senza aver riflettuto abbastanza.
“Ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono per questo si chiama presente” vivere la vita giorno per giorno facendo piccole o grandi cose che potranno essere ricordate dai nostri successori è l’obbiettivo che ognuno dovrebbe avere. Il tempo è appunto un dono prezioso, non bisogna sprecarlo ma approfittare di ogni singolo attimo per goderci la vita insieme alle persone che ci vogliono bene.