TREDICI INTERROGATIVI (+1) CHE…NON MI FANNO DORMIRE LA NOTTE!!!

* Perché “separato” si scrive tutto insieme quando “tutto insieme” si scrive separato?
* Perché “abbreviazione” è una parola cosi lunga?
* Qual è il sinonimo di… “sinonimo”?
* Come si fa a sapere se una parola nel dizionario è scritta sbagliata?
* Se hai un sogno nel cassetto, che fai se ti rubano la scrivania?
* Come mai la Lemonsoda è fatta con aromi artificiali e nel detersivo per i piatti trovi vero succo di limone?
* Come può avere dei nipoti Paperino se non ha né fratelli né sorelle?
* Perché non c’è un alimento per gatti al gusto di topo?
* Quando producono un nuovo cibo per cani “più gustoso”, in realtà chi lo ha assaggiato?
* Perché Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare?
* Se niente si incolla al Teflon, come si è riusciti ad incollare il Teflon alla padella?
* Se pensi di avere preso il coraggio a due mani, che effetto ti fa se, guardando bene, ti accorgi che non era coraggio e che forse non servivano nemmeno due mani?
* In caso di guerra nucleare, l’elettromagnetismo prodotto dalle bombe termonucleari potrebbe rovinare le mie cassette video?

** Come faccio a far tacere il cane del vicino?

PENSIERINO QUARESIMALE

Mi sono posto qualche domanda che ora vorrei girare al popolo dei “Vintun” per sollecitare una riflessione.

Nella nostra comunità ci vogliamo bene? Facciamo a gara nello stimarci a vicenda? Ci aiutiamo concretamente? Siamo uniti? Ci salutiamo? Ci sorridiamo? Gli adulti possono essere di stimolo ai giovani e i giovani possano essere fonte di allegria per gli adulti? Siamo contenti quando una proposta organizzata da altri va bene? Gioiamo nel vedere persone nuove che si mettono al servizio anche se scombussolano gli equilibri di sempre? Siamo soddisfatti quando nelle riunioni – e non altrove – si dialoga apertamente per prendere delle decisioni condivise?


Oppure…come disse Papa Francesco nel corso dell’omelia di una messa celebrata a Santa Marta:
«Noi siamo abituati alle chiacchiere, ai pettegolezzi. Ma quante volte le nostre comunità, anche la nostra famiglia, sono un inferno dove si gestisce questa criminalità di uccidere il fratello e la sorella con la lingua! Una comunità, una famiglia viene distrutta per questa invidia, che semina il diavolo nel cuore e fa che uno parli male dell’altro, e così si distrugga».
Francesco ha persino spiegato cos’è che, a suo avviso, causa calunnie e maldicenze: «Non c’è bisogno di andare dallo psicologo per sapere che quando uno denigra l’altro è perché lui stesso non può crescere e ha bisogno che l’altro sia abbassato per sentirsi qualcuno».

Tra le due, quale è la immagine che meglio rappresenta la nostra comunità?
Meditate gente!

PERSONAGGI IN DIALETTO A…B…C…D…E…(seconda serie)

AGENT DI TASS

Tutti penserebbero subito all’esattore, letteralmente “Agente delle tasse” in milanese, in realtà è un oggetto, cioè un cucchiaino lungo e sottile utilizzato per recuperare il midollo all’interno degli ossibuchi e per spolpare i crostacei. Il perchè di questo nome…mi sembra estremamente ovvio!BAGOLON DEL LUSTER

Chi esalta i pregi di una merce, cercando di convincere gli eventuali acquirenti con argomenti di assoluta fantasia viene tacciato di essere on bagolon, dal milanese bàgola = ciancia, fandonia.
Bagolon del luster è una locuzione nata all’inizio del secolo scorso con l’invenzione del lucido da scarpe, quando i primi venditori ambulanti di questo nuovo prodotto dovevano ricorrere a mille sistemi molto personali per reclamizzarlo. Mentre illustravano ai presenti la bontà della loro merce, raccontavano le storie più strane ed incredibili, convincevano qualche ascoltatore tra i presenti a togliersi le scarpe, gliele lucidavano e fattegliele rimettere gli facevano fare un giro di dimostrazione, convincendo così il pubblico ad abbandonare il miscuglio di fuliggine e grasso animale, fabbricata in genere dai droghieri, e usata per le calzature. Il lucido da scarpe era venduto dapprima grezzo a pezzetti, poi in involti di carta o scatolette di legno.

CINCH E’ MEZZ

Sensale di matrimonio, chiamato in dialetto anche camarada (che significa compagno) o marossee (al femminile marossera), termine di origine longobarda. La sua intermediazione veniva ricompensata solitamente con il dono di qualche oggetto di valore, come una camicia in seta, e più raramente in denaro. Probabilmente il nome deriva da un detto sempre dialettale: Cinch e cinch des, la cavalla l’è nosta che allude al reciproco accordo a conclusione di un contratto con la stretta delle mani, il sensale… sta in mezzo.

DONDINA

Negli ultimi decenni dell’800 Carlo Mazza, capo della squadra volante a Milano negli anni del Risorgimento, era detto il Dondina per la sua andatura dondolante, tanto che gli fu dedicata una canzone popolare che dice: “ El Dondina quand l’è ciocch, el va inturno a ciappà i locch, e i je mena a San Vittor, a sentì quanti hin i or.“ Anche la guardia scelta della questura era chiamata allo stesso modo.

EVANGELISTA

Non fatevi trarre in inganno, con i quattro Evangelisti non centra nulla, con questo termine infatti  si indicava il vigile annonario, che è poi l’addetto comunale che deve far rispettare i prezzi, i pesi e le misure.

Nel cassetin del Ciapanota!

In questi giorni in cui la MERLA sconsigliava di stare fuori in giardino, mi è venuta voglia, per passare il pomeriggio, di andare a cercare i primi numeri di questo foglio, che ha cominciato ad “andare in onda” nel 1993. Naturalmente sono in formato cartaceo, così ho pensato di rileggerli e nello stesso tempo di renderli digitali.

Al di là della seconda operazione meramente tecnica, nel rileggerli ho provato piacere nel ricordare quanto vivo e vitale fosse il nostro quartiere, ma, altresì, ho provato immensa tristezza nel vedere ancora oggi irrisolti alcuni dei problemi che già allora, 25 anni fa, si segnalavano e si spingeva e si lavorava perchè si arrivasse a  una soluzione.

Saltuariamente vedrò di riproporre qualche argomento, intanto chi avesse tempo, pazienza o desiderio di conoscere, può andare a leggerseli nella pagina DOCUMENTI del MENU’ principale.

Per cominciare vi propongo una pagina del 1994 che raccoglie le indicazioni di chiusura per ferie degli esercizi commerciali presenti in paese: erano ben 50!!! Ve li ricordate?

Buona lettura e… magari, qualche commento.

Vintinööf, Trenta e Trentün

Mah che frècc! Mah che gèèl!
Gh’è stravènt e gris ’l cèèl!
E la fòppa l’è giazada,
la grundana l’è gelada!

Mettem su sciarpa e capel,
pœ giacuni e ’n bel mantel,
gipuninn e calzetuni,
quataurècc e tri majuni!

Ma ’stu frècc al và mia via:
gela tütt, Giadina mia!
Bisient pecc d’una sberla:
inn i trì dì de la merla!

#fr#

Matteo 2, 1-12 secondo Orazio Sala

Giù là, ‘n d’una cità de la Giüdea,
Betlemm la sa ciamava, l’è nassüü
‘l Gesù Bambin, e subit un’idea
la gh’é vegnüda a Erode, perché Lüü

che l’era ul re di chi sitt lilinscì
cumé ‘l sent dí di geent che ‘n altar re
a l’è nassüü in quela zona lì
al ciama i Sacerdoti par savê

indué che al gà de nass ‘istu Messia
e quand quilà ga disan: “A Betlemm,
perché l’è ‘n sü la Bibia”, al vöö tra via
ul cò dal gran nervuus, perché ga premm

de véss dumà lüü ‘l re, e ‘l fa ciamà
quii taj sapient ch’eran rivaa l’inscì
da l’Urient, e ‘l taca a fai parlà
de la cumeta, e ‘me fann a vess lì,

e ‘l vöö savè la rava e pö la fava,
‘l cata la scüsa che anca lüü ‘l vöö nà
a unurà ‘stu Fiöö, e ja pregava
de savècch dí préciis, in quale cà’

a l’era stu Bambin. E questi, alura
vann, e ‘mé vedan cumparí ‘na stèla
cunt u la cua, sübit ga vann ‘dree
perché ‘l sann ben che, indué sa ferma quèla

a l’è ‘l sitt giüst indué che gh’è ‘l Messia.
Pö la sa ferma lí sura ‘na cà’
e luur van li dent e vedan la Maria
cunt ul Bambin in brasc, e ga dann là

la mira, l’oor, l’incens, ciué i regaai
ch’evan purtaa, e pö vann giù ‘n ginöcc
stann li ad adurall, fina che mai
l’e ura de nà, e mò che cuj sò öcc

hann vist quell che savevan de védé
partissan par turnà ‘n del sò Urient;
ma prima vöran nà in l’Erode, ul re,
par dicch ul siit, ma càpita un event

che ja cunvinc a ‘nà a cà drizz filaa
senza fermass: intant ch’inn dree a durmí
a riva ‘n’angiarin, tütt strabafaa,
a dicch de cambià strada, e questi chì

partissan, a fann finta de nient,
fann ‘n’altar giir e turnan in Urient.

PERSONAGGI IN DIALETTO S…T…U…V…e ZETA

SIFULOTT DE MENTA

Vi ricordate quella caramella a forma di zufolo, venduta sui banchetti delle fiere paesane, che però non fischiava in quanto priva della pallina, ma dove i bambini non molto svegli si intestardivano a soffiare pur non ricavandone alcun suono. Il termine è quindi passato a definire delle persone un po’ tarde di comprendonio…
I nostri politici di oggi hanno coniato la legge sul whistle blowing. Che sta per: soffiare nel fischietto! Ossia, in parole povere, fare la spia, fare una soffiata, una delazione. E chi lo fa, è un whistleblower, termine molto più simpatico di “spione”.

TRUSCION

Gran faccendiere, procacciatore, sempre occupato in affari e in ansia nel compiere il proprio lavoro. Una bella fetta dei nostri politici….

URUCH

Urucc è il Barbagianni o Allocco. Questo rapace notturno si è guadagnato l’immeritata fama di essere stupido, a causa dell’espressione sciocca assunta dai suoi grandi occhi rotondi, fissi e vacui, specie se abbagliati da una luce diretta. La stessa espressione che assume chi rimane inerte e attonito di fronte a una situazione imprevista.

VISIGABUSECH

Seccatore, innoportuno, inquieto, noioso; vuol dire, in sostanza, uno che rompe un po’ con la sua insistenza, irrequietezza o invadenza.
L’etimologia forse connessa con alcuni insetti, ed il loro procurare fastidio.
Infastidisce come le zanzare: vola sempre intorno, fa chiasso, magari ti si appoggia al momento meno adatto

Z

Zin zéta furbiséta
tri quatrin a fala mulà
fala mulà in d’una manera
ul galet l’è in capunera.