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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Buona vacanza
"Tutto è come un soffio di vento: vanità, vanità, tutto è vanità", dice Qoelet.
L'uomo si affatica e tribola per tutta una vita. Ma che cosa ci guadagna?
Passa una generazione e ne viene un'altra; ma il mondo resta sempre lo stesso.
Il sole sorge, il sole tramonta; si alza e corre verso il luogo da dove rispunterà di nuovo.
Il vento soffia ora dal nord ora dal sud, gira e rigira, va e ritorna di nuovo.
Tutti i fiumi vanno nel mare, ma il mare non è mai pieno. E l'acqua continua a scorrere dalle sorgenti dove nascono i fiumi.
Tutte le cose sono in continuo movimento, non si finirebbe mai di elencarle. Eppure gli occhi non si stancano di vedere né gli orecchi di ascoltare.
Tutto ciò che è già avvenuto accadrà ancora; tutto ciò che è successo in passato succederà anche in futuro. Non c'è niente di nuovo sotto il sole.
Qualcuno forse dirà: "Guarda, questo è nuovo!". Invece quella cosa esisteva già molto tempo prima che noi nascessimo.
Nessuno si ricorda delle cose passate. Anche quello che succede oggi sarà presto dimenticato da quelli che verranno. Inutile cercar di capire
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FIGLI DI UN DIO MINORE!
Di Admin (del 19/07/2010 @ 11:38:13, in La banda, linkato 46 volte)
La Società Filarmonica di Monte Olimpino ha offerto, durante l'estate vari concerti alla cittadinanza eseguendo in modo egregio brani di vari generi e oltremodo impegnativi. Scrivo questo, non per pubblicizzare gli allori della banda, ma per osservare che, detta banda, come molte altre bande comasche, sia ricca di gioventù; l’età media dei musicanti è senz'altro inferiore ai 30 anni.
Confesso che, entrando in questo mondo ho avuto la piacevole sorpresa di trovarmi in un ambiente giovanile, in primo luogo di spirito, ma anche per anagrafe. Innanzitutto, in questo ambiente, i ragazzi che vogliono impegnarsi nello studio di uno strumento, sono al centro dell’interesse e delle preoccupazioni di docenti coscienziosi e preparati. A loro, prima nelle scuole poi nelle rispettive bande, viene offerto molto: capacità di suonare correttamente uno strumento, possibilità di perfezionamento molto avanzato, cultura musicale, vita sociale, impegno costante e coscienzioso, attività in un gruppo inter- generazionale (perché i suonatori di una banda hanno età anche parecchio diverse), cosa tutt’altro che disprezzabile per i giovani d’oggi, abituati a stare insieme solo a loro coetanei.
In tutta la Provincia i giovani che si dedicano alla musica, credo siano migliaia. Pensiamo alle molte bande e rispettive scuole, al conservatorio o ai gruppi musicali di vario genere, agli studenti privati. Ma la loro attività e il loro impegno è poco conosciuto; i mezzi di comunicazione non li gratificano di servizi particolari, forse ritenendo che le loro esibizioni siano troppo statiche per costituire spettacolo. Insomma, se paragoniamo la pubblicità che godono i giovanissimi calciatori, non c’è paragone: i nostri giovani musicisti sono i figli di una musa minore?
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MUSICA CHE PASSIONE!!!
Di Admin (del 02/07/2010 @ 19:21:09, in La banda, linkato 55 volte)
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PERCHE' VOGLIONO TOGLIERCI LA NUTELLA?
DE INUTILITATE NUTELLAE NASCONDIMENTI
da "NUTELLA NUTELLAE" di Riccardo Cassini
Nutella omnia divisa est in in partes tres:
Unum: Nutella in vaschetta plasticae
Duum: Nutella in vitreis bicchieribus custodita
Treum: Nutella in magno barattolo (magno barattolo sì, sed melius est si magno Nutella in barattolo).
Nutella piacet omnibus pueris atque puellae sed, si troppa nutella fagocitare, cicciones divenire, cutaneis eructionibus sottostare et brufolos peticellosque supra facie tua stratos formare atque, ipso facto, diarream cacarellamque subitanea venire. Propterea quod familiares, et mamma in particulare, semper Nutella celat in impensabilis locis ut viteant filiis sbafare, come soliti sunt.
Sed domanda spontanea nascet: si mamma contraria est filialis sbafationes, pera nutella comprat et postea celat? Intelligentiore fuisse non comprare manco per nihil…; sed forse mamma etiam nutella sbafant: celatio altrum non est vendetta trasversalis materna propterea quod ea stessa victima fuit sua volta matris suae. “Sic heri tua mamma Nutella celavit, sic hodie celis filiis tuis”.
Sed populum toto cognoscit ingenium puerorum si in ballo Nutellam est: vista felinos similante habent ut scriuteant in tenebris credentiarum; manes prensiles aracnidarum modo ut arrampiceant super scaffalos sgabuzzinarum; olfatto caninum - canibus superior - per Nutellam scovare inter mucchios anonimarum marmellatarum fructarum.
Memento semper: filius, inevitabile, Nutella scovat sed non semper magnat. Infactum, fruxtratione maxima filii si habet quando filius scovat barattolum sed hoc barattolus novo atque sigillatos est, propterea quod si filium aprit et intaccat barattolum intonsum, sputtanatus fuisse! (Eh! Erat novus…).
Hoc res demonstrat, non modo omnibus mammis sed etiam UE, nascondimentos novorum barattolorum Nutellae fatica sprecata esse.
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Quando è arrivata davvero, nessuno ne ha più parlato...
Di Alter (del 02/06/2010 @ 17:09:16, in Ambiente, linkato 61 volte)
Il pomeriggio di martedì 18 maggio, giornata prettamente
favonica, abbiamo assistito ad un notevole incremento della caligine, vale a
dire ad un peggioramento sensibile della visibilità, fatto che cozzava
tremendamente con l'attesa di una secca giornata favonica, normalmente
limpida. Tale situazione è poi stata confermata dai dati provenienti dalle
centraline di rilevamento dell'aria che mostravano un aumento evidente
delle concentrazioni di polveri sottili e un lieve innalzamento anche di quelle
di biossido di zolfo: il tutto durato lo spazio di mezza giornata scarsa. Per
una decina di giorni nessuno degli addetti ai lavori ha saputo spiegare il
fenomeno e per quei giorni quindi siamo rimasti con il dubbio su
ciò che avevamo respirato... finché l'Osservatorio Ambientale della
Svizzera Italiana ha risolto l'arcano: era la cenere del vulcano islandese
Eyjafjallajökull che "finalmente" è davvero arrivata fino a bassa
quota. Curioso che nessuno o quasi ne abbia parlato e la cosa sia passata
praticamente sotto silenzio... probabilmente ne avevano parlato (a vanvera)
talmente tanto quando non c'era, che quando è arrivata non ha fatto più
notizia; come dicevano i russi ai tempi sovietici, dove c'è izvestia
non c'è pravda e dove c'è pravda non c'è izvestia... Per informazioni
approfondite rimandiamo alla pubblicazione dell'Oasi: cliccate
qua.

L'impennata
del PM10 il pomeriggio del 18 maggio (Fonte: Osservatorio
Ambientale Svizzera Italiana)
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CONCERTO 120 ANNI
Presso la Società di Mutuo Soccorso anche in caso di pioggia!!!!
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CONCERTI BANDE CITTADINE
Di Admin (del 22/05/2010 @ 11:27:18, in La banda, linkato 64 volte)
Tornano gli appuntamenti con i concerti delle bande cittadine in piazza Duomo, patrocinati dall'assessorato alla Cultura del Comune di Como. Il 22 maggio la Banda Albatese sarà in piazza Duomo alle 16. Il 29 maggio toccherà alla Banda Baradello (alle 16 in piazza Duomo). Il 3 giugno spazio alla Banda di Rebbio (alle 21 in piazza Duomo), il 5 giugno alla Banda di San Bartolomeo nelle vigne (alle 16 in piazza Duomo), il 6 giugno sempre alle ore 16 in Piazza Duomo concerto della Filarmonica di Monte Olimpino con il seguente programma: OLYMPIC FANFARE AND THEME - James Curnow
Highlights from “EXODUS” - Ernest Gold - arr. Alfred Reed
FIRST SUITE IN Eb - Gustav Holst
NABUCCO - G.Verdi - arr. Franco Cesarini ASCOLTA
OCTOBER - Eric Whitacre
ROSS ROY - Jacob de Haan
CHILDREN OF SANCHEZ - Chuck Mangione - arr. Roberto Papis
Il 10 luglio, infine in piazza Volta alle 21 Stage Musica Insieme con la Federazione della Bande Comasche.
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MOZIONE 10.3215
Agevolare l'integrazione delle regioni limitrofe quali nuovi Cantoni svizzeri.
Depositato da Baettig Dominique
Data del deposito 18.03.2010
Depositato in Consiglio nazionale
Stato attuale Non ancora trattato
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di proporre un quadro costituzionale e legale che permetta di integrare, quale nuovo Cantone svizzero, le regioni limitrofe, se auspicato dalla maggioranza della popolazione interessata.
Motivazione
Considerando la mancanza di interesse della classe politica nazionale ed europea di cui soffrono determinate regioni limitrofe, nonché la loro volontà di ottenere l'autonomia dallo Stato centrale (o da Bruxelles), il Consiglio federale è incaricato di proporre quanto prima all'Assemblea federale un quadro costituzionale e legale operativo, che permetta eventualmente, se auspicato dalla maggioranza della popolazione in questione, ai seguenti Dipartimenti, Province e Länder limitrofi:
Alsazia (F), Aosta, (I), Bolzano (I), Giura (F), Voralberg (A), Ain (F), Savoia (F), Baden-Würtenberg (RFT), Varese (I), Como (I), o altri (lista aperta I),
che hanno già espresso tale desiderio in passato, di aderire alla Confederazione elvetica quali nuovi Cantoni svizzeri con diritto d'iniziativa e di referendum, i vantaggi di un sistema di democrazia diretta. Queste regioni limitrofe dispongono di una lunga tradizione e volontà politica di sovranità dei loro cittadini, di democrazia di prossimità a dimensione d'uomo. La loro integrazione nella Confederazione gioverebbe a entrambe le parti e non causerebbe problemi politici irrisolvibili. Si tratta di un segnale politico di apertura all'estensione di un modello di sovranità svizzera, proattivo, piuttosto che lasciare l'iniziativa dell'adesione all'Unione europea, le cui istituzioni centralizzatrici sono ben lungi dalle aspirazioni dei suoi cittadini.
Fonte: www.parlament.ch
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SU GOOGLE maps... IL LAGO DI COMO: UNA PIANURA!!!
Di Admin (del 24/04/2010 @ 20:34:43, in Ambiente, linkato 80 volte)
Hanno fatto sparire l'acqua!!! Così è stato risolto una volta per tutte, il problema delle esondazioni!!!
GUARDA LA MAPPA
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ERUZIONE!
Di Admin (del 21/04/2010 @ 17:36:21, in Ambiente, linkato 85 volte)
Il 17 giugno 1783 Ignazio Somis, medico di Casa Savoia e studioso di meteorologia, annotava a Torino sul suo registro manoscritto: “nebbia non nostra” per distinguerla dalla “nebbia nostra”, l’usuale fenomeno ben noto nella pianura padana. Fino alla fine di settembre la strana caligine continuò ad offuscare i cieli piemontesi senza che se ne comprendesse l’origine. Fu Benjamin Franklin che, osservatala anche nel nord America, nel 1784 avanzò l’ipotesi che si trattasse delle polveri emesse da eruzioni di vulcani islandesi.
La responsabilità, infatti, era della grande eruzione del Laki, iniziata l’8 giugno 1783 e protrattasi fino al 7 febbraio 1784. L’evento espulse probabilmente 14 chilometri cubi di basalto, mentre il volume delle ceneri proiettate fino a 15 chilometri di altezza fu dell’ordine di 0,9 chilometri cubi. Gli “aerosol” contenenti zolfo (forse 120 milioni di tonnellate) e fluoro (otto milioni di tonnellate) provocarono gravissimi danni in Islanda, inquinando i pascoli e l’acqua, uccidendo il 50 per cento del bestiame e innescando una carestia che provocò 9mila vittime. I “fumi” si diffusero nell’atmosfera di tutto l’emisfero settentrionale, tanto che in Gran Bretagna i mesi caldi del 1783 vennero battezzati “sand-summer”, l’estate di sabbia. Le intossicazioni tossiche si ritiene che causarono 23.000 vittime nel Vecchio Continente. Ne seguì un inverno rigidissimo, con altre vittime e stenti, e in America si attribuì al cambiamento del clima indotto dalle ceneri del Laki la comparsa del gelo nel Golfo del Messico. Forse l’eco di quest’eruzione si ritrova pure nel “Dialogo della natura e di un islandese” che il poeta Giacomo Leopardi scrisse nel 1824 citando “i ruggiti e le minacce del monte Ecla”, un altro vulcano dell’isola boreale che era entrato in eruzione precedentemente al Laki, nel 1766.
Le eruzioni vulcaniche rappresentano un importante elemento di influenza sul clima della Terra. Le particelle di ceneri e soprattutto i gas contenenti zolfo, hanno la capacità di opacizzare l’atmosfera e riflettere una parte della radiazione solare causando così un leggero raffreddamento. L’effetto si protrae in genere per un paio d’anni, fino a quando le impurità non si depositano lentamente al suolo o vengono lavate da piogge e nevicate. Non tutte le eruzioni hanno tuttavia effetti misurabili sul clima: dipende dalla quantità e qualità delle sostanze emesse, e dalla quota alla quale riescono ad arrivare. Le eruzioni di tipo esplosivo sono in genere le più efficaci nel modificare il clima, in quanto proiettano fumi e particelle solide fin nella stratosfera, ad oltre 30 km di quota.
Il vulcano indonesiano Tambora, nell’aprile 1815 sputò fuori 50 km3 di magma e le sue polveri sparate in stratosfera in quella che è stata la maggior eruzione dell’era moderna, causarono nel 1816 “l’anno senza estate”.
Nel gennaio 1835 il vulcano Coseguina, in Nicaragua, diffuse in atmosfera tanta cenere da provocare quattro anni di freddo intenso su tutta Europa, Nord America e Giappone. A Torino gli annali meteorologici riportano che il novembre 1835 fu il più freddo di 250 anni e il primo maggio nevicò a Lione, Basilea, Tolosa e Chambéry; il 23 maggio 1837 nevicò pure a Cuneo e si ebbe la primavera più fredda di oltre due secoli. In genere la diminuzione della temperatura globale a causa delle eruzioni vulcaniche non arriva a mezzo grado, ma a livello locale gli effetti possono essere come abbiamo visto molto più rilevanti. L’ultima esplosione vulcanica a lasciare una traccia evidente sul clima planetario è stata quella del Pinatubo nelle Filippine, il 15 giugno 1991: la diminuzione globale di temperatura nei due anni seguenti fu di circa 0,3 gradi. Un effetto collaterale meno grave delle polveri vulcaniche consiste nei tramonti rossi che per alcuni anni regalano panorami mozzafiato, immortalati perfino sulle tele di Turner. E infine, da cent’anni a questa parte, la novità del disturbo delle ceneri sull’aviazione: a seconda del gioco dei venti che distribuiscono i sottili frammenti vitrei e rocciosi lungo rotte più o meno frequentate, le autorità aeronautiche possono bloccare completamente il traffico per evitare rischi dovuti a guasti alle turbine o problemi di visibilità. È già avvenuto in molti casi, ma l’evento dell’Eyjafjallajokull di questi giorni è stato particolarmente gravoso in quanto i venti occidentali hanno sparso le ceneri sul frequentatissimo spazio aereo europeo. Insomma, anche nell’era supertecnologica, un remoto pennacchio di fumi perso nel nord Atlantico può mettere in ginocchio la società civile. Ha ancora ragione la Natura di Leopardi che risponde all’islandese: “Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che [...] ho l’intenzione a tutt’altro che alla felicità degli uomini o all’infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n’avveggo [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E [...] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.
LUCA MERCALLI - Presidente della Società Italiana di Meteorologia
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