Redazionale

NUOVA SEDE UNICEF

Il Comitato provinciale UNICEF di Como, presieduto da Giuseppe Veca, ha trasferito la propria Sede a Monte Olimpino in Via Bellinzona 149/c presso il Centro Civico.

Potete prendere contatto andando a trovare i volontari nelle ore di apertura dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 (chiuso il sabato e la domenica), oppure

telefono: 031 57 11 74

fax: 031 57 11 74

e-mail: comitato.como@unicef.it

L’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) è la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza. Fondato nel 1946 su decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU, l’UNICEF opera attualmente in 156 Paesi in via di sviluppo attraverso 126 uffici permanenti sul campo (Country Offices) e in 36 Paesi economicamente avanzati tramite una rete di Comitati Nazionali. La missione dell’UNICEF è di mobilitare in tutto il mondo risorse, consenso e impegno al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente.

INTOLLERANZA…a senso inverso

Il consiglio di amministrazione del Museion di Bolzano ha deciso che, nonostante le proteste di molti cattolici e una richiesta del Papa in persona, la «rana crocefissa» dell’artista tedesco Martin Kippenberger resterà dov’è, cioè esposta alla mostra che si chiuderà il 21 settembre.

Per singolare coincidenza, la decisione segue di poche ore il quasi-licenziamento (scampato solo all’ultimo momento) del custode di un altro museo, Ca’ Rezzonico di Venezia, colpevole di aver impedito l’ingresso a una donna musulmana resa irriconoscibile dal velo.

Quando il povero custode (povero perché è stato seppellito dalle critiche e s’è perfino preso dello stupido dal sindaco di Venezia, Cacciari) è finito in prima pagina su tutti i giornali per la sua irremovibilità nell’applicare il regolamento, qualcuno ha parlato di «spirito dei tempi». Lo spirito dei tempi sarebbe l’islamofobia, o più in generale la xenofobia e il razzismo imperanti in questa Italia di leghisti e di fascisti.

È possibilissimo che ci sia un diffuso sentimento di ostilità nei confronti degli stranieri e dei musulmani in particolare, ed è senz’altro vero che una società moderna e matura (ma più in generale ogni società di ogni tempo) deve sapere accogliere chi viene da oltre confine e capire che le diversità possono arricchire. E poi il mondo è proprietà di tutti (o di nessuno: è la stessa cosa).
Tuttavia, «spirito dei tempi» è anche – e forse soprattutto – quello che ben è stato rappresentato dalle due diverse reazioni dei musei di Venezia e di Bolzano.

Nel primo caso ha prevalso la difesa della libertà di espressione e di culto: se la donna si vuol vestire così per una scelta religiosa è liberissima di farlo, si è detto. Nel secondo caso ha prevalso la difesa della laicità: la religione non deve mettere becco nell’arte. Credo che la «rana crocefissa», sulla cui qualità artistica non mi esprimo anche se mi pare identica alle sorpresine dell’ovetto Kinder, debba restare dov’è: esposta al giudizio dei visitatori del museo. Lo credo soprattutto perché una sua rimozione non farebbe che il gioco dell’autore, un perfetto sconosciuto che ha ottenuto facile pubblicità seguendo una tattica stra-abusata, quella di creare il caso per passare poi da vittima dell’oscurantismo clericale. Non auspico alcuna censura, quindi, e anzi i cattolici farebbero meglio a non protestare per non prolungare lo spot. Ma credo anche che nessuna persona di buon senso, e di retta coscienza, possa fare a meno di notare l’evidente differenza tra i casi di Bolzano e di Venezia. A Bolzano s’è esposta un’opera che i cattolici hanno ritenuto offensiva, ma dei loro sentimenti non è fregato niente a nessuno. A Venezia il custode ha semplicemente applicato non solo il regolamento del museo, ma anche due leggi dello Stato (la seconda delle quali confermata da referendum popolare) che impedisce a chiunque di circolare completamente travisati. Si badi bene: nella decisione del custode di Venezia non c’era nulla di religioso; solo un’esigenza di ordine pubblico. Per lo stesso motivo, nessuno sarebbe potuto entrare nel museo con un passamontagna o un casco integrale.

In sintesi: i cattolici devono piegarsi alla laicità dello Stato; ma le leggi dello Stato laico devono piegarsi alla libertà di culto dei musulmani. Questo è lo spirito dei tempi, forse (anzi, sicuramente) non prevalente tra il popolo, ma dominante nei giornali, tra gli intellettuali, nel mondo dell’arte, nelle direzioni dei musei, insomma in quel milieu culturale che, alla fine, forma e plasma le coscienza di una nazione.
Questa è l’Italia, e più in generale l’Occidente di oggi. Un mondo in cui guai se nella mensa di una scuola c’è una fettina di prosciutto cotto, ma guai anche se c’è il pesce il venerdì. Un mondo in cui guai a far vignette sugli islamici, ma guai anche a eccepire sulle Madonne che piangono sperma, sulle Ultime Cene sadomaso, sui presepi con le pornodive al posto della madre di Gesù. È un mix di debolezza culturale, vergogna delle proprie radici, complessi di inferiorità e livori anticattolici. Uno «spirito» che non ha niente a che fare con il rispetto degli stranieri e il dovere di accoglienza, ma proprio niente.

MICHELE BRAMBILLA Vice Direttore de “Il Giornale”

LA TOTI ALLA COOPERATIVA DEDALO

E’ stata vinta dalla cooperativa Dedalo Soc.Coop. Sociale Onlus l’asta pubblica promossa dall’amministrazione comunale per la concessione in uso a fini scolastici dell’ex scuola primaria Enrico Toti di via Bellinzona a Monte Olimpino.

L’edificio, così come previsto dal bando, dovrà essere adibito a fini scolastici per l’istruzione inferiore (dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria) e sarà ammesso un utilizzo, ancorchè non prevalente, per l’attivazione di altri corsi di istruzione (scuola secondaria, per esempio). Gli uffici dovranno ora procedere con la verifica delle autocertificazioni presentate dalla cooperativa e quindi con l’aggiudicazione definitiva, che avverrà entro metà agosto. Il contratto d’affitto scatterà dal primo settembre e durerà nove anni (il canone, come da proposta della società è fissato in 60mila e 500 euro annui. La base d’asta era fissata in 59mila euro annui).

Oggetto della concessione sono il corpo principale dell’edificio (distribuito su tre piani oltre ad un piccolo cantinato), un seminterrato, e la palestra utilizzabile solamente dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 14. L’aggiudicatario dovrà sostenere a proprie spese interventi di straordinaria manutenzione, i cui oneri sono stati preventivati in 130mila euro dall’ufficio Tecnico comunale.

 

SCUOLA …O SOLO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE?

(dal sito del Comune di Como)

Monteolimpino –
Alla Toti nuovamente scolari e lezioni-
Bando aperto fino al 30 giugno. L’immobile sarà destinato ad esclusiva finalità scolastica.

E’ stato pubblicato il bando dell’asta pubblica per la concessione dell’ex scuola primaria “E. Toti” di via Bellinzona. Questo bando prevede la messa in locazione dell’immobile con esclusiva finalità scolastica ed è aperto a tutte le scuole paritarie, non paritarie e di altra tipologia, secondo la normativa nazionale in vigore, che vorranno parteciparvi.

L’obiettivo è quello di rivitalizzare l’immobile scolastico e tutto il quartiere di Monteolimpino. La durata della concessione è stabilita in anni 9 (nove) con decorrenza dal 1° settembre 2008.

«La speranza è che gli scolari possano varcare nuovamente la soglia della scuola “Toti” già a partire dal prossimo mese di settembre, compatibilmente, ovviamente, alle necessità del vincitore del bando stesso – commenta l’assessore Enrico Cenetiempo -. In ogni caso la scelta del vincitore non riguarderà esclusivamente aspetti economici ma bensì anche l’offerta di tutta una serie di condizioni che hanno come obiettivo il miglioramento e l’arricchimento del quartiere stesso e della sua popolazione». In proposito ci si riferisce all’organizzazione di servizi pre o post-scuola, mensa, allestimento di centri ricreativi estivi e di laboratori educativo/espressivi.

Nel bando è inoltre specificato che la scuola “E. Toti” rimarrà comunque sede elettorale per il quartiere di Monteolimpino.

BANDO DI GARA

Letto per esteso il bando, d’acchito vien da dire che non se ne farà mai nulla: quale istituzione potrà mai sobbarcarsi l’onere per la manutenzione straordinaria (130.000 €) e il canone di affitto annuo (59.000 €)? A meno che… l’esito della gara sia …una pura formalità…
Vedremo alla fine di giugno!


Due offerte per riaprire la scuola Toti

Sono scaduti lunedì 30 giugno i termini per la presentazione delle offerte per partecipare al bando. La Commissione si è riunita lo stesso giorno, sotto il coordinamento del vice Segretario Generale, Oliviero Amoroso, che ha esaminato in via preliminare gli incartamenti per la loro ammissibilità. Hanno presentato offerte, che verranno esaminate nei prossimi giorni dalla stessa Commissione, la Cooperativa Sociale Dedalo, che attualmente gestisce le scuole Orsoline di viale Varese, e l’International School che ha un proprio istituto in via per Cernobbio.

Il vaso di Pandora e il Monte Olimpo

La leggenda narra che la mitica e splendida Pandora ebbe un giorno in consegna da Prometeo un magnifico vaso, con l’avvertenza di non aprirlo mai, per nessuna ragione al mondo. Purtoppo però accadde che Pandora trafficando intorno al vaso, forse per aprirlo, lo urtò maldestramente facendolo cadere a terra e riducendolo in mille pezzi. Pare che allora dal vaso si sprigionarono tutti i mali del mondo, diffondendosi così in ogni parte della terra. Un bel guaio!

In quel tristissimo giorno ci fu anche una ulteriore complicazione: una calma di vento tale che non si muoveva un filo d’erba, fece in modo che gran parte dei guai usciti dal vaso rimanessero attaccati ai cocci sul luogo dove il vaso si ruppe. Un grossissimo guaio!

I cocci vennero raccolti da Pandora che, per cercare di non far conoscere a Prometeo l’accaduto e per non diffondere ulteriormente mali sulla terra, andò a sotterrarli in un luogo vicino, tanto in profondità che nessuno mai li avrebbe trovati, se, malauguratamente, alcune migliaia di anni più tardi, non si fosse deciso di far passare di lì una galleria ferroviaria di una importante linea internazionale. I cocci ritornarono a vedere il cielo e furono depositati in uno spiazzo li vicino: pochi furono, però, i guai che tornarono a diffondersi perchè, nel volgere di poco tempo si pensò di ricoprire tutti i residui dello scavo della galleria, costruendo in quel luogo una splendida piazza pensile.

Il luogo visse qualche anno di tranquillità e benessere, pur tra qualche traversia causata dai guai che si erano potuti diffondere, fino al giorno in cui persone poco avvedute decisero di asportare tutto il materiale ed abbassare la piazza: da allora i cocci hanno rivisto la luce, e gli ignari comuni mortali che abitano quel sito ne subiscono le conseguenze! fino al giorno in cui…nuovi scavi li celeranno definitivamente sotterra…

Pare che tale sospirato momento sia giunto: martedì 1 aprile 2008 di mattino presto, inizieranno lì i sondaggi per la nuova funicolare che collegherà la piazza con la sommità della montagna retrostante e… speriamo… che si portino via anche tutti i cocci…

Quando ce ne libereremo?

Lo statalismo è la tendenza ad attribuire allo Stato un ruolo forte nel possesso di aziende e nel controllo dell’economia nazionale, dove possiede la grande maggioranza delle aziende e non permette lo sviluppo dei liberi professionisti.
Questo avviene di solito attraverso l’intervento dello Stato per aiutare aziende private in crisi, destinate altrimenti al fallimento o a un brusco ridimensionamento. Altre volte lo Stato interviene modificando quel naturale svilupparsi degli avvenimenti che vi sarebbe affidando l’economia alle sole leggi di mercato.
La costituzione italiana prevede che lo stato intervenga nell’ economia in situazioni circoscritte: “in presenza di preminenti interessi a carattere generale”. In tal caso “la legge può riservare o trasferire allo Stato determinate imprese o categorie di imprese” (art.43)
In Italia è avvenuto il salvataggio di molte aziende industrali e banche in crisi che ha portato tali imprese sotto il controllo dello Stato. Queste imprese pubbliche, tuttavia, sono state gestite troppo spesso secondo criteri di convenienza politica anziché di efficienza manageriale. Ciò ha comportato forti spese da parte dello Stato, alle quali non è corrisposto un adeguato beneficio economico. Dobbiamo per forza proseguire con questa routine perversa?

Socialismo

« …Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, privandomi della libertà io la rifiuterei. … Ecco come io sono socialista… »

SANDRO PERTINI

UL BIANC EL NEGHER

La scena che segue si è svolta sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra.

Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco ad un nero. Sensibilmente turbata, chiama l’ hostess. “Che problema c’è signora?” chiede l’hostess. “Ma non lo vede?” risponde la signora “mi avete messo a fianco di un nero! Non sopporto di rimanere qui! Assegnatemi un altro posto!” “Per favore si calmi! I posti sono tutti occupati, vado a vedere se ce n’è uno disponibile.”

La hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi. “Signora, come pensavo, non c’è nessun altro posto libero in classe economica.” “Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c’è nessun posto neanche in classe executive; è rimasto libero soltanto un posto in prima classe.”

Prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l’hostess continua: “Vede, è insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole.”

E, rivolgendosi al nero, l’hostess prosegue: “Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un posto in prima classe la attende…”

E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo.

CIAO … PAOLINO!

…ho sperato di svegliarmi questa mattina

e di accorgermi che non era vero…

che qualcuno si era sbagliato… e

che tu eri lì a curare la tua terra o…

con Nella per una pizza dal Baffo…

a salutarmi col tuo sorriso… ma,…

sta arrivando la primavera, e il Signore

aveva necessità di un esperto che

si prendesse cura delle Sue viti…