Racconti

IL PESCATORE E IL TURISTA: ovvero come guadagnare meno ed essere piu’ felici!

Sul molo di un piccolo villaggio, un turista si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto. Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.

Pescatore: Non ho impiegato molto tempo

Turista: Ma allora, perché non è stato di più, per pescare di più?

Il pescatore gli spiega che quella esigua quantità è esattamente ciò di cui ha bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia.

Turista: Ma come impiega il resto del suo tempo?

Pescatore: Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.

Turista: La interrompo subito, io sono laureato ad Harvard e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto Lei dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più, così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche! Potrà permettersi un’intera flotta!! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una Sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York!! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!

Pescatore: ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?

Turista: 20, 25 anni forse…

Pescatore: ….e dopo?

Turista: Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!

Pescatore:…miliardi?…….e poi ?

Turista: E poi finalmente potrà ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere…..in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!

(Autore sconosciuto, ricevuta per e-mail)

UN PAIO DI BIRRE

Un professore di filosofia, esasperato perchè non riusciva a far capire agli allievi un concetto della materia che andava spiegando quel semestre, un giorno si presentò in aula con un grosso vaso vuoto e qualche sacchetto misteriosamente rigonfio.

Subito ottenne il silenzio curioso degli allievi. Dal primo sacchetto estrasse sassi di fiume, tutti simili, del diametro di circa cinque sei centimetri. Senza commentare, riempì il vaso; guardò i ragazzi e chiese loro se il vaso fosse pieno. I giovani risposero di sì.

Allora il professore aprì il secondo sacchetto, ne estrasse dei piselli e cominciò a metterli nel vaso coi sassi. Ovviamente i piselli si infilarono negli spazi tra i sassi. Nuovamente il docente chiese agli allievi se il vaso fosse finalmente pieno; ancora una volta i giovani dissero di sì.

Allora l’insegnante tirò fuori da un terzo sacchetto della sabbia fine e la versò nel solito vaso; ovviamente la sabbia penetrò negli interstizi e coprì tutto. A quel punto i ragazzi furono certi che il vaso fosse pieno e lo dissero al docente, il quale estrasse dall’ultimo sacchetto un paio di lattine di birra che versò nel vaso, inzuppando la sabbia. I ragazzi risero di gusto.

Dunque il vaso, come avrete capito, non è privo di sorprese ed agganci. Pensateci: se ci metteste dentro prima la sabbia, non ci sarebbe spazio per piselli e sassi. Così è per la vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose importanti. Prendetevi cura prima dei sassi, delle cose che veramente contano. Fissate le priorità… il resto è solo sabbia.

E la birra? dirà qualcuno.

Se ogni giorno avrete lavorato bene per curare le vostre priorità, ci sarà sempre tempo e spazio per un paio di birre.

BUON NATALE!

Canta, canta, rosa e fiur,

l’è nassuu noster Signur,

l’è nassuu in Bethleèmm

senza fassa nè patell

de fassà ‘sto bambinell,

senza fassa nè lenzoo

de fassà ‘sto por fioo,

senza fassa nè cussin

de fassà ‘sto por bambin.

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere, se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non solo per te stesso,  ma anche per gli altri. Ti auguro tempo , non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, perchè te ne resti: tempo per stupirti e per fidarti. Ti auguro tempo, per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare, non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo, per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora, come dono. Ti auguro tempo, anche per perdonare. Ti auguro di aver tempo, tempo per la vita.