AMORE E REGALI

Il postino suonò due volte. Mancavano pochi giorni a Natale. Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati. «Avanti», disse una voce dall’interno. Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d’ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c’era un vecchio. «Guardi che stupendo paccone di Natale!» disse allegramente il postino. «Grazie. Lo metta pure per terra», disse il vecchio con la voce più triste che mai.
Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano. Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l’aria di spassarsela bene. Allora, perché era così triste? «Ma, signore, non dovrebbe fare un po’ di festa a questo magnifico regalo?». «Non posso… Non posso proprio», disse il vecchio con le lacrime agli occhi. E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca. Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino: «Da tua figlia Luisa e marito». Mai un augurio personale, una visita, un invito: «Vieni a passare il Natale con noi».
«Venga a vedere», aggiunse il vecchio e si alzò stancamente. Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino. Il vecchio aprì la porta. «Ma…» fece il postino. Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi. Erano tutti quelli dei Natali precedenti. Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti. «Ma non li ha neanche aperti!» esclamò il postino allibito. «No», disse mestamente il vecchio. «Non c’è amore dentro».

SENZA COMMENTO

Hey
in questo mondo di ladri
c’è ancora un gruppo di amici
che non si arrendono mai

Hey
in questo mondo di santi
il nostro cuore rapito
da mille profeti e da quattro cantanti

noi
noi stiamo bene tra noi
e ci fidiamo di noi
in questo mondo di ladri
in questo mondo di eroi
non siamo molto importanti
ma puoi venire con noi

Hey
in questo mondo di debiti
viviamo solo di scandali
e ci sposiamo le vergini

Hey
e disprezziamo i politici
e ci arrabbiamo preghiamo
ridiamo piangiamo
e poi leggiamo gli oroscopi

Voi
vi divertite con noi
e vi rubate fra voi
in questo mondo di ladri
in questo mondo di eroi
voi siete molto importanti
ma questa è festa per noi

Hey
in questo mondo di ladri
c’è ancora un gruppo di amici
che non si arrendono mai

noi
noi stiamo bene tra noi
e ci fidiamo di noi
in questo mondo di ladri
in questo mondo di eroi
non siamo molto importanti
ma puoi venire con noi
In questo mondo di
In questo mondo di

ANTONELLO VENDITTI 1988!!!!

CARDINA TRA ARTE E SETA: GUIDO RAVASI

La collina del cinema ricorda l’industriale tessile comasco in occasione della mostra “Guido Ravasi: il signore della seta”.

Cocktail di inaugurazione Venerdì 12 Dicembre 2009 ore 18.00
Ingresso libero

 autoritratto

L’Associazione Cardina propone nell’ambito degli eventi per Telethon una mostra fotografica per ricordare la figura di Guido Ravasi (1877-1946).

L’esposizione avrà luogo presso la sede della BNL, Piazza Cavour 32 a Como da Venerdì 12 dicembre 2008, in occasione dell’apertura delle manifestazioni pro – Telethon edizione 2008. I pannelli rimarranno installati presso la BNL, al primo piano intorno al giardinetto interno fino Venerdì 16 gennaio 2009 seguendo gli orari di apertura al pubblico: 8.30 – 13.30 e 14.30 – 16.00 La mostra, ad ingresso libero, vuole essere un ulteriore omaggio al noto industriale tessile che tra i primi ha portato il “Made in Como” nel mondo. Recentemente ricordato presso la “Fondazione Antonio Ratti”, l’esposizione è un ricordo che porta in evidenza l’aspetto umano e culturale di Ravasi. La sua villa di Cardina, oltre che essere luogo di lavoro, era un crocevia di incontri e scambi culturali. Innumerevoli i personaggi celebri che hanno soggiornato presso Ravasi: attori, intellettuali, politici, artisti… La figura di Ravasi è anche ricordata nelle prime pagine del libro “La Collina del Cinema” (Nodo Libri, 1992 – Como) dove Marcello Piccardo ricorda il mecenate che lo ospitava in una delle sue abitazioni. Fu poi lo stesso Marcello Piccardo che, negli anni successivi portò Bruno Munari a conoscere la Collina di Cardina dove s’installò la celebre “Cineteca di Monteolimpino” raccontata e descritta nei film sperimentali. Un percorso, anche con materiale inedito, volto a scoprire e celebrare le varie facce di un personaggio innovatore. L’esposizione è curata da Sonia ed Alberto Schenetti, Federico Faverio e Francesca Cola dell’Associazione Cardina in collaborazione con Must – Fondazione Antonio Ratti, Nodo Libri ed il Museo della Seta di Como.

Info: ASSOCIAZIONE CARDINA – via Conconi 12, 22100 Cardina – Como (I) Tel: 3397324013 – cardina@email.it – www.cardina.it – fax: 02700402158

COMO E IL LARIO SOTTO LA NEVE

Febbraio 1902: nei borghi e nelle frazioni che dominano la città, sulle alture che coronano la nostra convalle, da Lora a Camerlata, a Monteolimpino, l’altezza della neve raggiunge il mezzo metro. Nevica a “larghe falde” e la città, adagiata poco più in basso, si nasconde alla vista… Gli storici ci raccontano di antichi inverni, terribili e devastanti, durante i quali le viti si disseccano, il vino ghiaccia nelle botti o l’acqua gettata dalle finestre solidifica prima di toccar terra. Sono le “prodezze del tempo”. Spesso sono giunte in anticipo, altre volte si sono fatte attendere portando l’inverno…a primavera inoltrata, talvolta hanno mancato l’appuntamento regalando stagioni miti, tepori inaspettati, fioriture anticipate, od ancora, come nel lontano 1794, lasciando senza neve ghiacciaie e nevere…

dal libro di Gabriele Asnaghi appena uscito in libreria, ricco di foto del nostro territorio sotto la neve e di approfondimenti storici e meteo di Willi De Taddeo, Simone Rossetto e Roberto Meda

LINEA CADORNA

CONSEGNA DELLE OPERE DI RECUPERO DELLA LINEA AVANZATA FRONTIERA NORD (LINEA CADORNA)

COMO 22 NOVEMBRE 2008 – Collina del Pin Umbrela Fortino Monte Sasso

Ore 8 ritrovo a Monteolimpino zona via Cardano o a Cavallasca presso Villa Imbonati sede del Parco Spina Verde.

Ore 8,30 – 9 concentrazione per le vie d’accesso quindi partenza verso Monte Sasso seguendo percorso storico per raggiungere il fortino.

Ore 10 visita alle trincee – rappresentazione storica, letture e canti, a seguire consegna e interventi commemmorativi.

Ore 11 incontro di ristoro fra partecipanti e studenti.

Ore 12 termine e rientro alle zone di partenza.

ISTRUZIONI PER RAGGIUNGERE IL FORTINO DEL MONTE SASSO

Dal piazzale della chiesa parrocchiale di Cavallasca, imboccare, sulla destra via XX Settembre e percorrerla fino al bivio (mt. 100 ca) _ Al bivio, imboccare, sulla sinistra, via Carbonera e percorrerla fino al crocevia (mt 100 ca) _ In coincidenza del percorso sterrato, imboccare via Maiocca (a tratti sterrata e a tratti pavimentata) e percorrerla, senza deviare, fino al bivio in prossimità della cancellata metallica, sulla sinistra che segna il confine italo-svizzero (mt 600 ca) _ Al bivio imboccare la mulattiera, sulla destra, che tende a salire e percorrerla fino al Fortino del Monte Sasso (mt 300 ca) Date le condizioni del percorso, i divieti di transito, la mancanza di aree di sosta, è consigliabile raggiungere a piedi il luogo della cerimonia. Il tempo occorrente, partendo dalla Chiesa Parrocchiale di Cavallasca, è pari a 15 minuti. Coerentemente col percorso a piedi, sono disponibili aree di parcheggio nei pressi del Municipio di Cavallasca, in via Carbonera e all’inizio di via Monte Sasso.

NUOVA SEDE UNICEF

Il Comitato provinciale UNICEF di Como, presieduto da Giuseppe Veca, ha trasferito la propria Sede a Monte Olimpino in Via Bellinzona 149/c presso il Centro Civico.

Potete prendere contatto andando a trovare i volontari nelle ore di apertura dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 (chiuso il sabato e la domenica), oppure

telefono: 031 57 11 74

fax: 031 57 11 74

e-mail: comitato.como@unicef.it

L’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) è la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza. Fondato nel 1946 su decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU, l’UNICEF opera attualmente in 156 Paesi in via di sviluppo attraverso 126 uffici permanenti sul campo (Country Offices) e in 36 Paesi economicamente avanzati tramite una rete di Comitati Nazionali. La missione dell’UNICEF è di mobilitare in tutto il mondo risorse, consenso e impegno al fine di contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente.

INTOLLERANZA…a senso inverso

Il consiglio di amministrazione del Museion di Bolzano ha deciso che, nonostante le proteste di molti cattolici e una richiesta del Papa in persona, la «rana crocefissa» dell’artista tedesco Martin Kippenberger resterà dov’è, cioè esposta alla mostra che si chiuderà il 21 settembre.

Per singolare coincidenza, la decisione segue di poche ore il quasi-licenziamento (scampato solo all’ultimo momento) del custode di un altro museo, Ca’ Rezzonico di Venezia, colpevole di aver impedito l’ingresso a una donna musulmana resa irriconoscibile dal velo.

Quando il povero custode (povero perché è stato seppellito dalle critiche e s’è perfino preso dello stupido dal sindaco di Venezia, Cacciari) è finito in prima pagina su tutti i giornali per la sua irremovibilità nell’applicare il regolamento, qualcuno ha parlato di «spirito dei tempi». Lo spirito dei tempi sarebbe l’islamofobia, o più in generale la xenofobia e il razzismo imperanti in questa Italia di leghisti e di fascisti.

È possibilissimo che ci sia un diffuso sentimento di ostilità nei confronti degli stranieri e dei musulmani in particolare, ed è senz’altro vero che una società moderna e matura (ma più in generale ogni società di ogni tempo) deve sapere accogliere chi viene da oltre confine e capire che le diversità possono arricchire. E poi il mondo è proprietà di tutti (o di nessuno: è la stessa cosa).
Tuttavia, «spirito dei tempi» è anche – e forse soprattutto – quello che ben è stato rappresentato dalle due diverse reazioni dei musei di Venezia e di Bolzano.

Nel primo caso ha prevalso la difesa della libertà di espressione e di culto: se la donna si vuol vestire così per una scelta religiosa è liberissima di farlo, si è detto. Nel secondo caso ha prevalso la difesa della laicità: la religione non deve mettere becco nell’arte. Credo che la «rana crocefissa», sulla cui qualità artistica non mi esprimo anche se mi pare identica alle sorpresine dell’ovetto Kinder, debba restare dov’è: esposta al giudizio dei visitatori del museo. Lo credo soprattutto perché una sua rimozione non farebbe che il gioco dell’autore, un perfetto sconosciuto che ha ottenuto facile pubblicità seguendo una tattica stra-abusata, quella di creare il caso per passare poi da vittima dell’oscurantismo clericale. Non auspico alcuna censura, quindi, e anzi i cattolici farebbero meglio a non protestare per non prolungare lo spot. Ma credo anche che nessuna persona di buon senso, e di retta coscienza, possa fare a meno di notare l’evidente differenza tra i casi di Bolzano e di Venezia. A Bolzano s’è esposta un’opera che i cattolici hanno ritenuto offensiva, ma dei loro sentimenti non è fregato niente a nessuno. A Venezia il custode ha semplicemente applicato non solo il regolamento del museo, ma anche due leggi dello Stato (la seconda delle quali confermata da referendum popolare) che impedisce a chiunque di circolare completamente travisati. Si badi bene: nella decisione del custode di Venezia non c’era nulla di religioso; solo un’esigenza di ordine pubblico. Per lo stesso motivo, nessuno sarebbe potuto entrare nel museo con un passamontagna o un casco integrale.

In sintesi: i cattolici devono piegarsi alla laicità dello Stato; ma le leggi dello Stato laico devono piegarsi alla libertà di culto dei musulmani. Questo è lo spirito dei tempi, forse (anzi, sicuramente) non prevalente tra il popolo, ma dominante nei giornali, tra gli intellettuali, nel mondo dell’arte, nelle direzioni dei musei, insomma in quel milieu culturale che, alla fine, forma e plasma le coscienza di una nazione.
Questa è l’Italia, e più in generale l’Occidente di oggi. Un mondo in cui guai se nella mensa di una scuola c’è una fettina di prosciutto cotto, ma guai anche se c’è il pesce il venerdì. Un mondo in cui guai a far vignette sugli islamici, ma guai anche a eccepire sulle Madonne che piangono sperma, sulle Ultime Cene sadomaso, sui presepi con le pornodive al posto della madre di Gesù. È un mix di debolezza culturale, vergogna delle proprie radici, complessi di inferiorità e livori anticattolici. Uno «spirito» che non ha niente a che fare con il rispetto degli stranieri e il dovere di accoglienza, ma proprio niente.

MICHELE BRAMBILLA Vice Direttore de “Il Giornale”

San Lorenzo

E’ una notte piena di magia, quella del dieci agosto. Ogni anno gli occhi di moltissimi persone fissano il cielo sperando di avvistare almeno una stella cadente. Si dice, infatti, che grazie a questo “miracolo” della natura i sogni si avverino.

Nella tradizione popolare le stelle sono chiamate anche “fuochi di San Lorenzo”, a memoria delle scintille della graticola su cui fu arso vivo il martire. In termini scientifici: ogni anno tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, con un picco dal 10 agosto, i detriti della cometa Swift-Tuttle entrano nell’atmosfera terrestre alla velocità di 40 chilometri al secondo e si incendiano, dando luogo a quelle strisce luminose chiamate “stelle cadenti”.

Speriamo che quest’anno se ne avvistino tantissime e ciascuna…esaudisca un desiderio. Ne abbiamo estrema necessità!

LA TOTI ALLA COOPERATIVA DEDALO

E’ stata vinta dalla cooperativa Dedalo Soc.Coop. Sociale Onlus l’asta pubblica promossa dall’amministrazione comunale per la concessione in uso a fini scolastici dell’ex scuola primaria Enrico Toti di via Bellinzona a Monte Olimpino.

L’edificio, così come previsto dal bando, dovrà essere adibito a fini scolastici per l’istruzione inferiore (dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria) e sarà ammesso un utilizzo, ancorchè non prevalente, per l’attivazione di altri corsi di istruzione (scuola secondaria, per esempio). Gli uffici dovranno ora procedere con la verifica delle autocertificazioni presentate dalla cooperativa e quindi con l’aggiudicazione definitiva, che avverrà entro metà agosto. Il contratto d’affitto scatterà dal primo settembre e durerà nove anni (il canone, come da proposta della società è fissato in 60mila e 500 euro annui. La base d’asta era fissata in 59mila euro annui).

Oggetto della concessione sono il corpo principale dell’edificio (distribuito su tre piani oltre ad un piccolo cantinato), un seminterrato, e la palestra utilizzabile solamente dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle 14. L’aggiudicatario dovrà sostenere a proprie spese interventi di straordinaria manutenzione, i cui oneri sono stati preventivati in 130mila euro dall’ufficio Tecnico comunale.

 

ALTRI 240.000 METRI CUBI DI CEMENTO

A Ponte Chiasso, nelle aree ex Lechler ed ex Albarelli (evidenziate nella foto) è previsto un mega intervento con edificazione di 240.000 metri cubi di case, negozi, scuole, strutture ricreative e ambulatori; stando ai giornali locali, la gente del quartiere sarebbe favorevole!!!!

Tanto per essere un po’ più chiari: 240.000 metricubi è come dire la superficie di quattro campi da calcio edificata fino a dieci metri di altezza. Meglio asternersi da qualsivoglia commento…

SCUOLA …O SOLO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE?

(dal sito del Comune di Como)

Monteolimpino –
Alla Toti nuovamente scolari e lezioni-
Bando aperto fino al 30 giugno. L’immobile sarà destinato ad esclusiva finalità scolastica.

E’ stato pubblicato il bando dell’asta pubblica per la concessione dell’ex scuola primaria “E. Toti” di via Bellinzona. Questo bando prevede la messa in locazione dell’immobile con esclusiva finalità scolastica ed è aperto a tutte le scuole paritarie, non paritarie e di altra tipologia, secondo la normativa nazionale in vigore, che vorranno parteciparvi.

L’obiettivo è quello di rivitalizzare l’immobile scolastico e tutto il quartiere di Monteolimpino. La durata della concessione è stabilita in anni 9 (nove) con decorrenza dal 1° settembre 2008.

«La speranza è che gli scolari possano varcare nuovamente la soglia della scuola “Toti” già a partire dal prossimo mese di settembre, compatibilmente, ovviamente, alle necessità del vincitore del bando stesso – commenta l’assessore Enrico Cenetiempo -. In ogni caso la scelta del vincitore non riguarderà esclusivamente aspetti economici ma bensì anche l’offerta di tutta una serie di condizioni che hanno come obiettivo il miglioramento e l’arricchimento del quartiere stesso e della sua popolazione». In proposito ci si riferisce all’organizzazione di servizi pre o post-scuola, mensa, allestimento di centri ricreativi estivi e di laboratori educativo/espressivi.

Nel bando è inoltre specificato che la scuola “E. Toti” rimarrà comunque sede elettorale per il quartiere di Monteolimpino.

BANDO DI GARA

Letto per esteso il bando, d’acchito vien da dire che non se ne farà mai nulla: quale istituzione potrà mai sobbarcarsi l’onere per la manutenzione straordinaria (130.000 €) e il canone di affitto annuo (59.000 €)? A meno che… l’esito della gara sia …una pura formalità…
Vedremo alla fine di giugno!


Due offerte per riaprire la scuola Toti

Sono scaduti lunedì 30 giugno i termini per la presentazione delle offerte per partecipare al bando. La Commissione si è riunita lo stesso giorno, sotto il coordinamento del vice Segretario Generale, Oliviero Amoroso, che ha esaminato in via preliminare gli incartamenti per la loro ammissibilità. Hanno presentato offerte, che verranno esaminate nei prossimi giorni dalla stessa Commissione, la Cooperativa Sociale Dedalo, che attualmente gestisce le scuole Orsoline di viale Varese, e l’International School che ha un proprio istituto in via per Cernobbio.

EURO 2008 QUESTIONE DI SOLDI?

Euro 2008: le previsioni degli economisti dell’UBS

I modelli di previsione economici del colosso bancario elvetico UBS indicano che a contendersi il titolo di campione europeo di calcio saranno le nazionali italiana e ceca, mentre quella austriaca andrà incontro a un’autentica débâcle.
A disputare la finale di Euro 2008 in programma a Vienna saranno Cechia e Italia. Per quanto riguarda le chance di vittoria, lo scarto tra le due compagini è minimo e vede quella ceca in leggero vantaggio su quella italiana. L’Austria invece, malgrado giochi in casa, uscirà clamorosamente di scena già al termine del primo turno classificandosi all’ultimo posto del Gruppo B.

Ma cosa ci sta a fare questo pronostico nella pagina economica del quotidiano austriaco “Die Presse”?

La risposta è semplice: gli economisti del Wealth Management del colosso bancario svizzero UBS hanno inserito nei propri modelli di ricerca economica i dati statistici dei passati campionati europei e del mondo, i valori di mercato di giocatori e squadre, i rating e le deviazioni standard e pubblicato i risultati di cui sopra nella “UBS investor’s guide” in modo oggettivo e spassionato.


Pronostico sui mondiali ampiamente azzeccato!

Sembrerebbe una boutade, ma non lo è. Pare infatti che i modelli di previsione economici abbiano i loro meriti anche nello sport ai massimi livelli.
L’ultima volta che sono stati impiegati per una competizione sportiva, i risultati si sono rivelati sorprendentemente esatti: in occasione dei mondiali di calcio del 2006, gli esperti UBS hanno “calcolato” correttamente oltre al vincitore (l’Italia), anche due delle quattro semifinaliste, sei delle otto squadre giunte ai quarti di finale e tredici delle sedici qualificatesi per l’ultima fase del torneo. Un pronostico, quest’ultimo, azzeccato nella misura dell’81%.

Se volessimo essere cinici, visti i risultati recentemente annunciati dalla grande banca, potremmo concludere che, con i loro modelli di calcolo, gli esperti UBS sono nettamente più bravi a formulare previsioni per lo sport-toto che non per l’investment banking.

Nel caso di Euro 2008, il riscontro non sarà però altrettanto elevato, in quanto “gli europei sono più complicati dei mondiali”: rispetto a un campionato del mondo, infatti, il livello delle squadre che partecipano agli europei è sensibilmente più equilibrato, per cui è più difficile formulare dei pronostici.

Il denaro detta legge anche nello sport!

Per gli esperti una cosa è comunque certa: come nel mondo, anche nello sport è il denaro a dettare legge. A questo proposito i modelli di calcolo mostrano una correlazione abbastanza evidente tra il valore di mercato di una squadra e la sua eliminazione. Nel girone di qualificazione agli europei, ad esempio, in cinque gruppi su sette si sono imposte le due formazioni più quotate.

Su queste premesse, non c’è da meravigliarsi se gli austriaci hanno scarse possibilità di vittoria: con i suoi 22 milioni di euro la “cenerentola” del torneo non racimola nemmeno un undicesimo dei 251 milioni messi in campo dall’imponente “selección” spagnola.


Un titolo da 23 milioni!

A contendersi il titolo sul campo dello stadio Ernst Happel di Vienna, comunque, non saranno le due squadre più costose (Italia e Spagna insieme valgono 484 milioni di euro): lo schema del torneo, infatti, prevede che il percorso delle due compagini si incrocerà al più tardi in semifinale.

Come nella vita reale, anche nel calcio quindi i ricchi potrebbero diventare ancora più ricchi: il campione d’Europa incasserà 23 milioni di euro (il montepremi complessivo ripartito tra i partecipanti ammonta a 183 milioni), mentre al secondo classificato andranno pur sempre 20 milioni di euro, un importo di poco inferiore al valore dell’intera squadra austriaca.


Josef Urschitz, “Die Presse”, 16.05.2008

Traduzione di Sandra Verzasconi Catalano