1° NOVEMBRE… CAPODANNO

La data del 31 ottobre coincide con la festa di Halloween, ovvero Samhain, il Capodanno celtico e la vigilia della solennità di Ognissanti. Perchè tutte queste ricorrenze in una sola data?
Secondo la tradizione dei Celti (4°-3° sec. A.C.), un giorno finiva e quello successivo iniziava al calar della sera e non, come per noi succede, nel momento più buio della notte; quindi si potrebbe dire che al nostro 31 ottobre si sovrappone il 1° novembre. Nella stessa maniera le usanze stabilivano che l’anno terminasse dopo il raccolto e quando erano cadute le foglie e non con il solstizio d’inverno. Samhain, significa “la fine dell’estate”, momento in cui il ciclo vegetativo si chiude, per questo motivo coincide con la “festa della morte”. Fascino e mistero di vita.
Dunque il 1° novembre segna la fine di un anno agricolo e l’inizio dell’altro. Finita la stagione dei frutti, la terra che ha accolto i semi del frumento destinati a rinascere a primavera, entra nel periodo del letargo. Questo periodo di passaggio per le terre abitate dai Celti (Europa occidentale e Asia Minore) era il Capo d’anno. E le leggende raccontano di come in questi giorni i morti entrassero in comunicazione con i vivi in un generale rimescolamento cosmico.
Per cristianizzare tale festività, l’Episcopato franco istituì al 1° di novembre la festa di Ognissanti alla cui diffusione contribuì particolarmente Arcuino, l’autorevole consigliere di Carlo Magno. Ma già dalla seconda metà del II secolo in Oriente e del III secolo in Occidente, la Chiesa festeggiava ogni anno l’anniversario del “Dies Natalis” di ogni martire, ossia il giorno della sua rinascita al cielo, che coincideva con il giorno della sua morte terrena. E con il IV secolo in tante regioni, i Vescovi iniziarono ad onorare coloro che, pur essendo stati martirizzati, avevano dimostrato nella loro vita di essere testimoni del Cristo, ossia “confessori”. Questo termine, inizialmente applicato ai cristiani torturati per la loro fede e sfuggiti alla condanna, venne sostituito nel Medio Evo dalla parola santo, il “Sanctus” latino che voleva dire sacro, degno di rispetto religioso.
Il 1° novembre ha dunque cristianizzato il capodanno celtico, senza contraddirne lo spirito perché, se si paragonano i santi ai chicchi di grano, scesi nella stagione autunnale nella terra per rinascere come piante in primavera, si possono comprendere maggiormente le parole del Signore agli apostoli: “In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
E allora tutto questo ci porta ad affermare che novembre non è un mese triste.
Non è il mese degli scheletri e dei fantasmi.
E’ vero, le foglie che cadono, gli alberi spogli, il panorama malinconico, il pensiero dei defunti, invitano al raccoglimento e alla meditazione che tutto finisce.
Ma, dopo un meritato periodo di riposo, la terra comincia a rifiorire e con essa la vita, la gioia.
Mi viene da rovesciare il detto: Vita nuova…Anno nuovo, non zucche vuote e metteteci pure qualche dolcetto, ma senza scherzi.

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