La batteria dell’iPhone

Ha fatto l’apparizione sul mercato in queste settimane il nuovo iPhone 4S, il telefonino intelligente della Apple.
Già dopo pochi giorni dalla sua comparsa, sono piovute le lamentele: la batteria del portatile non ha abbastanza capacità.
Con il modello precedente si poteva telefonare ininterrottamente per 8 ore, con il nuovo apparecchio, invece, solo 7 ore e mezza.
Per la verità, non è colpa della batteria, bensì del telefonino che consuma più energia. Infatti, alcuni giorni dopo, la Apple ha invitato tutti gli abbonati a eseguire un aggiornamento del software e, come per miracolo, la batteria all’improvviso tiene più a lungo.
Con l’aggiornamento la ditta non ha migliorato la batteria – non sarebbe possibile –, bensì ha diminuito il consumo di energia delle applicazioni che si trovano sul telefonino.
Trovo ciò molto interessante: un’azienda californiana, a 10mila chilometri di distanza da noi, è in grado di ridurre il consumo di energia di milioni di telefonini sparsi in tutto il mondo con un solo clic. La stessa cosa, e avrebbe un impatto molto maggiore, sarebbe possibile anche per la Microsoft, l’altro gigante dell’informatica.
Con un aggiornamento mirato potrebbe far chiudere una serie di applicazioni inutili che partono automaticamente su numerosissimi computer e farne così abbassare i consumi. Ma a differenza del telefonino e dei notebook, per i quali è fondamentale avere una lunga autonomia, i personal computer sono sempre allacciati alla rete elettrica e quindi il loro consumo, dall’aspetto pratico, è meno importante. Purtroppo.

Giuseppina Togni

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