FIGLI DI UN DIO MINORE!

La Società Filarmonica di Monte Olimpino ha offerto, durante l’estate vari concerti alla cittadinanza eseguendo in modo egregio brani di vari generi e oltremodo impegnativi. Scrivo questo, non per pubblicizzare gli allori della banda, ma per osservare che, detta banda, come molte altre bande comasche, sia ricca di gioventù; l’età media dei musicanti è senz’altro inferiore ai 30 anni.

Confesso che, entrando in questo mondo ho avuto la piacevole sorpresa di trovarmi in un ambiente giovanile, in primo luogo di spirito, ma anche per anagrafe. Innanzitutto, in questo ambiente, i ragazzi che vogliono impegnarsi nello studio di uno strumento, sono al centro dell’interesse e delle preoccupazioni di docenti coscienziosi e preparati. A loro, prima nelle scuole poi nelle rispettive bande, viene offerto molto: capacità di suonare correttamente uno strumento, possibilità di perfezionamento molto avanzato, cultura musicale, vita sociale, impegno costante e coscienzioso, attività in un gruppo inter- generazionale (perché i suonatori di una banda hanno età anche parecchio diverse), cosa tutt’altro che disprezzabile per i giovani d’oggi, abituati a stare insieme solo a loro coetanei.

In tutta la Provincia i giovani che si dedicano alla musica, credo siano migliaia. Pensiamo alle molte bande e rispettive scuole, al conservatorio o ai gruppi musicali di vario genere, agli studenti privati. Ma la loro attività e il loro impegno è poco conosciuto; i mezzi di comunicazione non li gratificano di servizi particolari, forse ritenendo che le loro esibizioni siano troppo statiche per costituire spettacolo. Insomma, se paragoniamo la pubblicità che godono i giovanissimi calciatori, non c’è paragone: i nostri giovani musicisti sono i figli di una musa minore?

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