Quando è arrivata davvero, nessuno ne ha più parlato…

Il pomeriggio di martedì 18 maggio, giornata prettamente favonica, abbiamo assistito ad un notevole incremento della caligine, vale a dire ad un peggioramento sensibile della visibilità, fatto che cozzava tremendamente con l’attesa di una secca giornata favonica, normalmente limpida. Tale situazione è poi stata confermata dai dati provenienti dalle centraline di rilevamento dell’aria che mostravano un aumento evidente delle concentrazioni di polveri sottili e un lieve innalzamento anche di quelle di biossido di zolfo: il tutto durato lo spazio di mezza giornata scarsa. Per una decina di giorni nessuno degli addetti ai lavori ha saputo spiegare il fenomeno e per quei giorni quindi siamo rimasti con il dubbio su ciò che avevamo respirato… finché l’Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana ha risolto l’arcano: era la cenere del vulcano islandese Eyjafjallajökull che “finalmente” è davvero arrivata fino a bassa quota. Curioso che nessuno o quasi ne abbia parlato e la cosa sia passata praticamente sotto silenzio… probabilmente ne avevano parlato (a vanvera) talmente tanto quando non c’era, che quando è arrivata non ha fatto più notizia; come dicevano i russi ai tempi sovietici, dove c’è izvestia non c’è pravda e dove c’è pravda non c’è izvestia… Per informazioniapprofondite rimandiamo alla pubblicazione dell’Oasi: cliccate qua.

L’impennata
del PM10 il pomeriggio del 18 maggio (Fonte: Osservatorio
Ambientale Svizzera Italiana)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *