COMO E IL LARIO SOTTO LA NEVE

Febbraio 1902: nei borghi e nelle frazioni che dominano la città, sulle alture che coronano la nostra convalle, da Lora a Camerlata, a Monteolimpino, l’altezza della neve raggiunge il mezzo metro. Nevica a “larghe falde” e la città, adagiata poco più in basso, si nasconde alla vista… Gli storici ci raccontano di antichi inverni, terribili e devastanti, durante i quali le viti si disseccano, il vino ghiaccia nelle botti o l’acqua gettata dalle finestre solidifica prima di toccar terra. Sono le “prodezze del tempo”. Spesso sono giunte in anticipo, altre volte si sono fatte attendere portando l’inverno…a primavera inoltrata, talvolta hanno mancato l’appuntamento regalando stagioni miti, tepori inaspettati, fioriture anticipate, od ancora, come nel lontano 1794, lasciando senza neve ghiacciaie e nevere…

dal libro di Gabriele Asnaghi appena uscito in libreria, ricco di foto del nostro territorio sotto la neve e di approfondimenti storici e meteo di Willi De Taddeo, Simone Rossetto e Roberto Meda

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