Quando ce ne libereremo?

Lo statalismo è la tendenza ad attribuire allo Stato un ruolo forte nel possesso di aziende e nel controllo dell’economia nazionale, dove possiede la grande maggioranza delle aziende e non permette lo sviluppo dei liberi professionisti.
Questo avviene di solito attraverso l’intervento dello Stato per aiutare aziende private in crisi, destinate altrimenti al fallimento o a un brusco ridimensionamento. Altre volte lo Stato interviene modificando quel naturale svilupparsi degli avvenimenti che vi sarebbe affidando l’economia alle sole leggi di mercato.
La costituzione italiana prevede che lo stato intervenga nell’ economia in situazioni circoscritte: “in presenza di preminenti interessi a carattere generale”. In tal caso “la legge può riservare o trasferire allo Stato determinate imprese o categorie di imprese” (art.43)
In Italia è avvenuto il salvataggio di molte aziende industrali e banche in crisi che ha portato tali imprese sotto il controllo dello Stato. Queste imprese pubbliche, tuttavia, sono state gestite troppo spesso secondo criteri di convenienza politica anziché di efficienza manageriale. Ciò ha comportato forti spese da parte dello Stato, alle quali non è corrisposto un adeguato beneficio economico. Dobbiamo per forza proseguire con questa routine perversa?

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