Se la tv snobba le bande…

In Italia i concerti bandistici sul piccolo schermo sono rarissimi La musica classica in genere, e la musica bandistica in particolare, non trovano molto spazio nelle reti televisive e radiofoniche italiane. Si tratta di un fenomeno prevalentemente italiano che non trova riscontro negli altri paesi europei vicini alla nostra cultura dove la musica per Banda trova ampio spazio presso le reti televisive e radiofoniche. A differenza dall’Italia dove ogni tanto, dopo mezzanotte viene trasmesso qualche concerto, nei paesi nordeuropei i concerti bandistici trovano spazio in orari di grande ascolto accessibili ai giovanissimi, i quali possono trovare nella musica per Banda un’occasione di svago e di cultura. Uno dei problemi che affliggono il mondo bandistico italiano (a detta degli addetti a settore) è la mancanza di giovani allievi. Sicuramente le cause sono molteplici, e, vanno da un’offerta grandissima di attività ricreative alternative, a una mancanza di management per alcune bande musicali. Probabilmente, se trovasse spazio settimanalmente ed in un orario normale un programma che presenta (come avviene con la BBC inglese o la ZDF tedesca) bande musicali magari con giovani solisti, grazie al traino del piccolo schermo, avremo, forse, qualche ragazzo in meno che segue i dettami della moda e, forse, qualche ragazzo in più che si mette a studiare per hobby, ma seriamente uno strumento musicale. Educare i giovani è un compito che spetta ai genitori, ma senza l’aiuto delle istituzioni il compito diventa molto difficile. Certamente un programma che tratta il mondo bandistico non avrebbe, all’inizio, uno share di ascolto altissimo, quindi pochi soldi di pubblicità, sorge una domanda, non si potrebbe una volta tanto metter a disposizione il servizio pubblico veramente al pubblico e non al denaro? e, se come prevedo, la risposta sarà: ma il pubblico che segue un programma bandistico è scarso, la successiva domanda è, dove sta la differenza tra il pubblico italiano e quello del resto d’Europa. La risposta potrebbe essere che nel resto d’Europa forse esiste più rispetto per chi non segue le regole dettate dalla pubblicità, quindi, pensa di più ed è più difficile da condizionare.

Michi Piero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *